saluto

domenica 17 ottobre 2010

Artemisia Gentileschi - pittrice -

Artemisia Gentileschi
Nata a Roma 8 luglio del 1593 da Orazio Gentileschi (Pittore) e da Prudentia Montone, dimostrò sin da giovanissima di essere portata per la pittura alla quale cominciò a dedicarsi dal 1605.
 In un’epoca nella quale le donne non potevano certamente dedicarsi alla carriera artistica, è stata una delle pochissime donne che hanno saputo imporsi, nonostante la protervia maschile di quel periodo, divenendo una delle poche protagoniste femminili della pittura europea.
Rimasta orfana di madre a 12 anni, seguendo e lavorando con il padre ebbe modo di conoscere diversi pittori, tra cui Caravaggio e il nipote di Michelangelo. Nell'estate del 1611 Orazio affidò la figlia ad Agostino Tassi, pittore di paesaggi e di vedute marine, perché le insegnasse come costruire la prospettiva in pittura. Il Tassi finì però con lo stuprare la diciottenne che dopo aver denunciato il suo violentatore dovette subire l'umiliazione di dover testimoniare al processo e dimostrare la sua precedente verginità. Fu sottoposta anche alla tortura dello schiacciamento dei pollici per confermare l'attendibilità delle sue accuse, nonostante il Tassi fosse già stato coinvolto in numerosi processi per stupro, atti di libidine violenta e incestuosa. Non essere sposata e non essere vergine in quegli anni era di per sé una condanna sociale. Agostino all'inizio promise che l’avrebbe sposata ma in seguito dichiarò che la ragazza era inaffidabile e che era già stata con altri uomini. In questo periodo Artemisia dipinse: “'Giuditta che decapita Oloferne” un’opera che probabilmente rispecchiava il suo stato d’animo in quel momento. Del dipinto si dice: “Un quadro il cui realismo e il drammatico chiaroscuro richiama le opere precedenti di Rubens e di Caravaggio”. Artemisia morì nel 1653 si è scritto molto della sua vita privata ma stranamente di lei pittrice si è scritto poco. Sono giunti sino a noi 34 dipinti e 28 lettere che rappresentano tutto ciò che è rimasto della sua arte.

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