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mercoledì 13 ottobre 2010

Massaggio Qhaqoy

Massaggio Qhaqoy
Nella medicina tradizionale andina, che ha circa 4000 anni, il Qhaqoy, è una vera pratica terapeutica. Attraverso di esso, infatti, il curandero cerca di ristabilire nel corpo una circolazione armonica della Ti, l'energia solare, maschile, e della Ki, l'energia lunare, femminile. La Ti e la Ki sono l'equivalente dello Yang e dello Yin cinesi, ed è dal loro equilibrio nell'organismo che dipende lo stato di salute. Nel Qhaqoy, che nella forma originaria è oggi praticato solo da pochi curanderos, si massaggia solo con le mani, con erbe medicinali, pietre riscaldate o oli essenziali, scelti dal curandero in base allo specifico problema di chi riceve il massaggio.
Prima di iniziziare, l'operatore sente il polso e osserva la pelle, gli occhi, la lingua e altre parti del corpo, per individuare eventuali squilibri energetici e determinare il tipo di problema e gli organi coinvolti. Quindi, in funzione del disturbo riscontrato, massaggia tutto il corpo o solo alcune parti.
Durante l'esercizio, che viene eseguito ad occhi chiusi, ci si dedica all'ascolto e alla conoscenza di se stessi con il semplice contatto delle mani sul proprio corpo ascoltando il proprio respiro seguendo i propri ritmi: si scoprono le mani, le braccia, il volto.
Tenendo gli occhi chiusi si accentua la sensibilità degli altri organi e si stimolano l'immaginazione e la visualizzazione di immagini provenienti dal nostro io, ed si abitua la nostra pelle alla sensazione del contatto.
Dopo la fase di presa di coscienza del tatto, si procede al massaggio che può durare anche più di 2 ore, accompagnato da musica e oli essenziali.
Il massaggio Qhaqoy non ha controindicazioni, è adatto a tutte le età.
 Il massaggio nel paziente può scatenare varie reazioni: pianti, risa, rilassamento fino al sonno più profondo, o iperattivismo. Si rivivono esperienze passate, dimenticate...tutto ciò non deve spaventare, poichè è il fine che si propone il massaggio Qhaqoy: riportare alla luce per elaborare e risolvere.
L'effetto continua anche a trattamento ultimato.
Consigliano di prendere nota di ogni episodio per poterne poi parlare al trattamento successivo, l'ideale sarebbe una cadenza mensile.

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