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martedì 12 ottobre 2010

Sofrologia


Sofrologia
Non sempre i programmi di rieducazione alimentare sono sufficienti, alla dieta classica è bene quindi aggiungere alla dieta un approccio psicoterapeutico, e la sofrologia può essere adatta a rimuovere alcuni blocchi affettivi inconsci. Come per qualunque altro tipo di terapia psicologica, il punto di partenza è sempre lo stesso: sovraccarico ponderale e sovraccarico emotivo sono due facce della stessa medaglia, ecco perché è molto difficile raggiungere risultati soddisfacenti e duraturi lottando su un fronte solo. Il ciclo si conclude in genere in 3-6 mesi, dato che chi soffre di sovrappeso si aspetta quasi sempre di ottenere risultati rapidi, la sofrologia può contribuire a rompere l’ingranaggio perverso desensibilizzando per esempio uno shock affettivo rimosso. Il meccanismo della rimozione ha l’obiettivo di spingere nell’inconscio i ricordi la cui carica emotiva è superiore a quella che la persona può sopportare: la rimozione aiuta a vivere, ma impedisce l’armonia tra corpo e spirito e spesso dà luogo a diversi problemi, tra i quali i disturbi del comportamento alimentare. La sofrologia propone molte tecniche mentali per affrontare in modo diverso le compulsioni di cui sono vittime le persone bulimiche. Una persona obesa o anche solo in sovrappeso e che ha una cattiva immagine di sé è incoraggiata a concentrarsi sulla percezione del proprio corpo, e poco a poco imparerà a vederlo in modo diverso. Il paziente è allenato a visualizzarsi magro, leggero, radioso, e questa immagine, “inserita” nella sua mente durante la seduta, sarà sempre a sua disposizione, soprattutto di fronte alle tentazioni alimentari. In altri casi si libera il paziente da una dipendenza più ristretta, per esempio condizionandolo ad associare il fumo a un odore disgustoso, e aiutandolo perciò a liberarsi del vizio. In altre parole la sofrologia consente soprattutto di reprimere i sintomi e di mettere in luce i problemi emotivi che invece necessitano di una psicoterapia più approfondita.
Le sedute iniziali servono per cercare di stabilire il modo in cui i sintomi sono nati. Il terapeuta aiuterà poi il paziente a sfruttare le proprie capacità di autoguarigione. La seduta comincia con una fase di rilassamento che pone il paziente in uno stato detto “sofroliminale”, cioè al limite tra sonno e veglia, perché solo in questo stato la persona accetterà di svelare i suoi segreti e di liberarsi dalle influenze degradanti. Applicata ai problemi di peso, la sofrologia consentirebbe perciò di restaurare con il cibo una relazione sana e serena, di rompere le dipendenze affettive che inducono quelle alimentari e di ricreare un’immagine di sé troppo spesso degradata fin dall’infanzia. L’interesse della sofrologia e il suo obiettivo consisterebbero perciò proprio in questo: rapidità nell’ottenere risultati, sviluppo dell’autonomia del paziente attraverso il potenziamento delle sue capacità di autoguarigione.
Altre applicazioni
La sofrologia clinica si applica al trattamento di alcuni disturbi in quadro medico, paramedico e psicoterapeutico: malattie psicosomatiche (asma, costipazione…), nevrosi (fobie, ossessioni, angosce, depressione…) dipendenze (alimentari, da tabacco, alcoolismo…). La sofrologia profilattica si esercita anche nel campo delle scienze umane in pedagogia, nello sport, nell’accompagnamento alla morte o nella gestione dello stress nelle imprese.

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