saluto

mercoledì 17 novembre 2010

Bocca della verità

Bocca della verità
È una grossa pietra circolare, che rappresenta la testa di un fauno con la bocca atteggiata ad un grido.
E’ probabile che fungesse da copertura al pozzo sacro del tempio di Mercurio, sul quale i commercianti giuravano sulla loro onestà nella compravendita.
A conferma di questa ipotesi è la leggenda che, a chi fosse sospettato di menzogna venisse imposto di mettere la mano nella bocca aperta del fauno, che in caso di colpevolezza gliela troncava di netto serrando le mascelle. Si racconta anche che alcuni giudici convinti, a torto o a ragione, della colpevolezza del giudicando, facessero nascondere dietro al mascherone un carnefice armato di spada, che così provvedeva ad alimentare la leggenda.
La Bocca della Verità fu poi usata dai mariti che volevano scoprire un eventuale tradimento da parte delle spose.
Questa usanza durò finché una giovane donna, che aveva effettivamente una relazione con un altro uomo nota al popolino, non trovò il modo di sbugiardare il mascherone. Sapendo che il marito l'avrebbe sottoposta alla prova della Bocca della Verità, si mise d'accordo con l'amante: il giorno dopo, questi si fece trovare lungo la strada del corteo di popolo che sempre seguiva questi avvenimenti e, fingendosi pazzo, si precipitò addosso alla giovane e l'abbracciò con impeto. Così lei poté giurare, mantenendo integra la mano, di non esser mai stata toccata da altro uomo che non fosse il proprio marito e quel povero matto di poco prima.
Da allora la Bocca della Verità perse ogni virtù magica.

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