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domenica 7 novembre 2010

Pantheon, Rome, Italy


Pantheon 
Il Pantheon, così chiamato perché dedicato a tutte le divinità (in greco pántheion significa "di tutti gli dei") è il monumento meglio conservato fra gli antichi edifici dell'Urbe.
L'impianto primitivo della struttura, eretto nel 27a.C. sull’area del Campo Marzio, per ordine del console Marco Agrippa, è costituito da un tempio quadrato di stile greco.
Fu restaurato da Domiziano ed è giunto a noi quasi integro nella ricostruzione eseguita da Adriano nel 130 dC. Quasi tutto quello che vi si può ammirare risale ad epoca romana, persino la cupola a cassettoni alta 43,30 m con un diametro di 43,30 m con un grande occhio centrale aperto sul cielo, del diametro di 9 metri. Il pavimento, in parte originale, è in opus sectile di pavonazzetto, porfido, giallo antico e granito. Gli stessi marmi riappaiono nella decorazione architettonica delle nicchie. Il secondo ordine è un rifacimento settecentesco (ripristinato di recente nella sua forma antica con pilastri corinzi che inquadrano le finestre). Nella facciata vi sono16 colonne monolitiche di granito alte 14 m. con una circonferenza di oltre 4m. e una massiccia porta di bronzo ( è ancora quella originale) Nelle cappelle dell'interno si trovano numerose opere d'arte ed inoltre vi sono le tombe del Re d'Italia, di Baldassarre Peruzzi, di Taddeo Zuccari e il sepolcro di Raffaello.
 A seguito di terremoti ed incendi, fra il 118 ed il 128, l'edificio subì varie modifiche nella struttura, con l'aggiunta del pronao, e l'erezione della più grande cupola in calcestruzzo mai edificata. L'imperatore Adriano volle tuttavia che sul frontone del portico fosse apposta un'iscrizione che ricordava il primo committente: "M.Agrippa L:F: Cos Tertium Fecit" (Lo costruì Marco Agrippa, figlio di Lucio, console per la terza volta).
Nel 608. Foca, imperatore di Bisanzio, cedette il tempio al Papa Bonifacio IV che, dopo averlo consacrato al culto cristiano, lo rinominò "Sancta Maria ad Martyres"(16 marzo 609).
 Nel 663, Costante II, nuovo imperatore dell'Impero d'Oriente, diede ordine di rimuovere e trasportare a Costantinopoli le tegole di bronzo dorato che ricoprivano il pronao, ma queste furono rubate dagli arabi durante il trasporto via mare.
Fra il 1623 ed il 1644, per ordine di Papa Urbano VIII Barberini, i rivestimenti bronzei del portico furono destinati in parte alla costruzione del Baldacchino del Bernini in San Pietro ed in parte alla fusione di alcuni cannoni per la fortezza di Castel Sant'Angelo. 

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