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martedì 22 gennaio 2013

La ranocchia che non sapeva di essere cotta …



Dall’allegoria della Caverna di Platone a Matrix, passando per le favole di La Fontaine, il linguaggio simbolico è un mezzo privilegiato per indurre alla riflessione e trasmettere delle idee.
Olivier Clerc, scrittore e filosofo, in questo suo breve racconto, attraverso la metafora, mette in evidenza le funeste conseguenze della non coscienza del cambiamento, che infetta la nostra salute, le nostre relazioni, l’evoluzione sociale e l’ambiente. Un condensato di vita e di saggezza che ciascuno potrà piantare nel proprio giardino per goderne i frutti.

La ranocchia che non sapeva di essere cotta …

Immaginate una pentola piena d’acqua fredda in cui nuota tranquillamente una piccola ranocchia. Un piccolo fuoco è acceso sotto la pentola e l’acqua si riscalda molto lentamente. L’acqua piano piano diventa tiepida e la ranocchia, trovando ciò piuttosto gradevole, continua a nuotare. La temperatura dell’acqua continua a salire. Ora l’acqua è calda, più di quanto la ranocchia possa apprezzare, si sente un po’ affaticata, ma ciò nonostante non si spaventa. Ora l’acqua è veramente calda e la ranocchia comincia a trovare ciò sgradevole, ma è molto indebolita, allora sopporta e non fa nulla. La temperatura continua a salire, fino a quando la ranocchia finisce semplicemente per cuocere e morire. Se la stessa ranocchia fosse stata buttata direttamente nell’acqua a 50 gradi, con un colpo di zampe sarebbe immediatamente saltata fuori dalla pentola.
Ciò dimostra che, quando un cambiamento avviene in un modo sufficientemente lento, sfugge alla coscienza e non suscita nella maggior parte dei casi alcuna reazione, alcuna opposizione, alcuna rivolta. Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da qualche decennio possiamo vedere che stiamo subendo una lenta deriva alla quale ci stiamo abituando. Una quantità di cose che avrebbero fatto inorridire 20, 30 o 40 anni fa, sono state poco a poco banalizzate e oggi disturbano appena o lasciano addirittura completamente indifferente la maggior parte delle persone. Nel nome del progresso, della scienza e del profitto si effettuano continui attacchi alle libertà individuali, alla dignità, all’integrità della natura, alla bellezza e alla gioia di vivere, lentamente ma inesorabilmente, con la costante complicità delle vittime, inconsapevoli o ormai incapaci di difendersi. Le nere previsioni per il nostro futuro, invece di suscitare reazioni e misure preventive, non fanno altro che preparare psicologicamente la gente ad accettare delle condizioni di vita decadenti, anzi drammatiche. Il martellamento continuo di informazioni da parte dei media satura i cervelli che non sono più in grado di distinguere le cose ...
Quando ho parlato di queste cose per la prima volta, era per un domani.
Ora è per oggi !!!
Coscienza o cottura, bisogna scegliere!
SIAMO GIA’ MEZZI COTTI ? 
O NO ?


ricevuto via mail da un'amica

12 commenti:

  1. Siamo con l'acqua bollentissima alla gola...e allora? Facciamoci una doccia gelata...

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    1. Infatti, è alla gola ... e intanto i miei attributi si scaldano, non sono cotti solo perché mi girano vorticosamente. Sigh (°_°)
      Ciao Gianna buona giornata, un abbraccio.
      enrico

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  2. Caro Enrico, bella veramente questa storia della ranocchia, non la avevo mai sentita. Grazie caro amico di averla condivisa.
    Tomaso

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    1. L'ho ricevuta da un'amica. è un'allegoria che purtroppo si adatta molto bene alla situazione in cui ci troviamo noi cittadini.
      Ciao caro Tomaso buona giornata
      enrico

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  3. bellissima storia ...quanto veritiera .....purtroppo...e mi sa che l'acqua è ultra bollente ....ma dipende anche da noi svegliarci....buona giornata enrico....

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    1. Temo che molti non sentano ancora il calore e cuoceranno senza neppure svegliarsi. Ciao Barbara buona giornata, ti abbraccio
      enrico

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  4. Ciao Enrico, scusa se sono cosi raramente presente qui da te.. ma come sai ho mio marito che non sta molto bene... non ti ho dimenticato ti abbraccio Rebecca

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  5. Pif la cosa importante è che Gianni si ristabilisca benissimo. Il blog può sempre aspettare.
    Abbraccio te e faccio gli auguri di guarire presto e benissimo a Gianni.
    enrico

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  6. La conoscevo!! Stiamo davvero diventando un pò come questa ranocchia... dobbiamo svegliarci prontamente da questo torpore!!

    Saluti!

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    1. Immaginavo che fosse vecchia, anche se non la conoscevo, ma l'ho pubblicata perché è tragicamente d'attualità.
      Ciao La lanterna dei sogni buona giornata, un abbraccio
      enrico

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  7. Spero ancora che l'umanità sappia redimersi per... salvarsi!

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  8. Se passa ancora altro tempo... altro che ranocchia cotta, troviamo l'omogeneizzato di ranocchia.
    Ciao Adriano buon fine settimana
    enrico

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