in assemblea, volevano conoscere
che cosa fosse una candela. E dissero:
“Chi andrà a cercar notizie su di essa?”
La prima andò a volare intorno a un castello
e da lontano, dall’esterno vide
una luce che brillava. Tornò
e con parole dotte la descrisse.
Ma una saggia farfalla – presiedeva
lei l’assemblea – le disse:
“Tu nulla sai”.
Ed un’altra partì, si avvicinò
arrivò sino a urtare nella cera.
Nei raggi della fiamma fece svoli.
Tornò, raccontò quello che sapeva.
Ma la farfalla saggia disse: “Tu,
tu nulla più della prima hai conosciuto”.
Un terza si mosse infine, ed ebbra entrò
battendo le ali forte nella fiamma
tese il corpo alla fiamma, l’abbracciò
in essa si perdette piena di gioia
avvolta tutta nel fuoco, di porpora
divennero le sue membra, tutte fuoco.
E quando di lontano la farfalla
saggia la vide divenuta una
cosa sola con la candela, e tutta luce
disse: “Lei sola ha toccato la meta, lei sola sa”.
Chi più di sé è dimentico
quello tra tutti sa.
Finché non oblierai
il tuo corpo, la tua anima,
che cosa mai saprai
dell’Amata?

This is beautiful and inspiring.
RispondiEliminaFelice settimana cara Linda, un abbraccio
RispondiEliminaenrico
Non lo conoscevo questo racconto, sicuramente invita a riflettere su quell'annullarsi abbastanza lontano dalla nostra mentalità che fa della comprensione un arrichimento da unire a ciò che siamo, perché siamo e anche unici; mi lascia un pensiero sospeso da sviluppare senza voler giudicare.
RispondiEliminaRiabbraccio Enrico!
Per comprendere la loro cultura e il loro Credo , che io ovviamente rispetto, bisognerebbe approfondire l'argomento ma io on sono in grado di farlo.
RispondiEliminaBuon weekend cara Sciarada, un abbraccio
enrico