saluto

lunedì 16 gennaio 2017

Ra Paulette cave


Ra Paulette oggi 67enne, diversi anni fa decise di cimentarsi in una realizzazione che rappresentasse la sua arte. RA nel corso degli anni prima ha esplorato l’interno delle grotte di pietra arenaria delle colline nel nord del New Mexico (USA), poi con un lavoro certosino, scavandole, raschiandole e decorandole, ha creato ingressi, scale corridoi, elaborate composizioni artistiche, che trasformano quegli spazi in bellissime e suggestive caverne caratterizzate da stili decorativi e giochi di luce particolari.
Ra Paulette é autodidatta; non ha mai studiato architettura, scultura e per realizzare la sua opera usa solo badili, picconi e scalpelli...
L’opera non è ancora completata e quando sarà finita, Paulette spera che possa diventare un luogo suggestivo per organizzare eventi legati al mondo dell’arte.


venerdì 13 gennaio 2017

Pablo Neruda: La notte nell'isola e Corpo di donna




La notte nell’isola

Tutta la notte ho dormito con te
vicino al mare, nell’isola.
Eri selvaggia e dolce tra il piacere e il sonno,
tra il fuoco e l’acqua.
Forse assai tardi
i nostri sogni si unirono,
nell’alto o nel profondo,
in alto come rami che muove uno stesso vento,
in basso come rosse radici che si toccano.
Forse il tuo sogno
si separò dal mio
e per il mare oscuro
mi cercava,
come prima,
quando ancora non esistevi,
quando senza scorgerti
navigai al tuo fianco
e i tuoi occhi cercavano
ciò che ora
– pane, vino, amore e collera –
ti do a mani piene,
perché tu sei la coppa
che attendeva i doni della mia vita.
Ho dormito con te
tutta la notte, mentre
l’oscura terra gira
con vivi e con morti,
e svegliandomi d’improvviso
in mezzo all’ombra
il mio braccio circondava la tua cintura.
Né la notte né il sonno
poterono separarci.
Ho dormito con te
e svegliandomi la tua bocca
uscita dal sonno
mi diede il sapore di terra,
d’acqua marina, di alghe,
del fondo della tua vita,
e ricevetti il tuo bacio
bagnato dall’aurora,
come se mi giungesse
dal mare che ci circonda.

Pablo Neruda
Da “I Versi Del Capitano” (1952) 

Toda la noche he dormido contigo
junto al mar, en la isla.
Salvaje y dulce eras entre el placer y el sueño,
entre el fuego y el agua.

Tal vez muy tarde
nuestros sueños se unieron
en lo alto o en el fondo,
arriba como ramas que un mismo viento mueve,
abajo como rojas raíces que se tocan.

Tal vez tu sueño
se separó del mío
y por el mar oscuro
me buscaba
como antes
cuando aún no existías,
cuando sin divisarte
navegué por tu lado,
y tus ojos buscaban
lo que ahora
—pan, vino, amor y cólera—
te doy a manos llenas
porque tú eres la copa
que esperaba los dones de mi vida.

He dormido contigo
toda la noche mientras
la oscura tierra gira
con vivos y con muertos,
y al despertar de pronto
en medio de la sombra
mi brazo rodeaba tu cintura.
Ni la noche, ni el sueño
pudieron separarnos.

He dormido contigo
y al despertar tu boca
salida de tu sueño
me dio el sabor de tierra,
de agua marina, de algas,
del fondo de tu vida,
y recibí tu beso
mojado por la aurora
como si me llegara
del mar que nos rodea.

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Corpo di Donna
Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
tu rassomigli al mondo nel tuo atteggiamento d’abbandono.
Il mio corpo di contadino selvaggio ti scava
e fa saltare il figlio dal fondo della terra.
Sono stato solo come una galleria. Da me fuggivano gli uccelli
e in me la notte entrava. con la sua invasione possente.
Per sopravvivermi tì ho forgiata come un’arma,
come una freccia al mio arco, come una pietra nella mia fionda.
Ma cade l’ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del petto! Ah gli occhi dell’assenza!
Ah la rosa del pube! Ah la tua voce lenta e triste!
Corpo dì donna mia, persisterò nella tua grazia.
La mia sete, la mia ansia senza limite, la mia strada indecisa!
Oscuri fiumi dove la sete eterna continua,
e la fatica continua, e il dolore infinito.

Pablo Neruda
Da “Venti poesie d’amore e una canzone disperata” (1924)

Cuerpo de mujer, blancas colinas, muslos blancos,
te pareces al mundo en tu actitud de entrega.
Mi cuerpo de labriego salvaje te socava
y hace saltar el hijo del fondo de la tierre.

Fui solo como un tùnel. De mì huìan los pàjaros,
y en mì la noche entraba su invasiòn poderosa.
Para sobrevivirme te forjè como un arma,
como una fleche en mi arco, como una piedra en mi honda.

Pero cae la hora de la venganza, y te amo.
Cuerpo de piel, de musgo, de leche àvida y firme.
Ah los vasos del pecho! Ah los ojos de ausencia!
Ah las rosas del pubis! Ah tu voz lenta y triste!

Cuerpo de mujer mìa, persistirè en tu gracia.
Mi sed, mi ansia sin lìmite, mi camino indeciso!
Oscuros cauces donde la sed eterna sigue,
y la fatiga sigue, y el dolor infinito.

mercoledì 11 gennaio 2017

Olivastro millenario


Quest’ulivo si trova in Sardegna, secondo le stime, la sua età potrebbe superare i 3000 anni e arriverebbe forse a 4000. 
L’ulivo selvatico di Luras è uno dei venti alberi secolari italiani da tutelare e nel 1991 è stato dichiarato con decreto ministeriale  “Monumento Nazionale”. In Sardegna l’ulivo di Luras è chiamato “S’ozzastru” o “uddhastru” o “addhastru” cioè olivastro. 
Secondo le antiche leggende, questa pianta era considerata un rifugio per gli spiriti maligni e considerando le dimensioni doveva ospitarne molti. ahah 😏😄




sabato 7 gennaio 2017

Casa Campanini Milano


In Via Vincenzo Bellini n°11 c’è Casa Campanini edificata tra il 1904 e il 1906 dall’architetto Alfredo Campanini per farne la sua residenza. La prima cosa che si nota nella facciata del palazzo, sono le cariatidi dell’ingresso e i decori floreali realizzati dallo scultore Michele Vedani che usando semplicemente il cemento ci mostra come si possano fare opere decorative importanti anche con questo materiale.
Il cancello d’ingresso di ferro battuto, disegnato dal Campanini e realizzato da Mazzucotelli, ripropone i motivi floreali tipici della scultura Liberty riscontabili anche nei ferri battuti all’interno del palazzo e nella gabbia dell’ascensore. L’interno dell’edificio è arricchito da vetri policromi, ceramiche e affreschi tipici del Liberty. Stupiscono piacevolmente il soffitto, la decorazione a stucco e i ferri battuti dell’ingresso e delle scale.