saluto


giovedì 22 ottobre 2026

Un attimo

 



Un attimo

Un fiore che s'apre mentr’io sento d’amor

la dolce delicatezza d'un attimo

…le tue mani mi riempiono d’un tremito

come raccolgono le curve del mio viso

poi…l’incontro all’ombra di labbra di sogno

 Silvana Stremiz


mercoledì 21 ottobre 2026

I cani guida

 


Ti è capitato qualche volta di osservare, nelle vie della città o sui mezzi pubblici, una persona non vedente accompagnata da un cane guida? 
Hai notato come il miglior amico dell’uomo doni i suoi occhi a chi non li può utilizzare?

lunedì 19 ottobre 2026

Una bimba speciale.


 In una radura nascosta dove la luce del sole sembrava polvere d’oro, viveva Maya, una bimba speciale con due grandi e trasparenti ali di libellula che brillavano di sfumature azzurre e verdi. Maya amava sollevarsi a pochi centimetri da terra, oscillando leggera tra i fili d'erba e i fiori di camomilla.

Un pomeriggio, mentre inseguiva una scia di profumo selvatico, si imbatté in Bambi, il piccolo cerbiatto dagli occhi grandi e curiosi. Bambi era rimasto con una zampa impigliata in un intreccio di rovi teneri ma spinosi, e guardava lo stormire delle foglie con un briciolo di timore.

Maya non ci pensò due volte. Planò dolcemente davanti al muso del cerbiatto e gli sussurrò: «Non avere paura, ci penso io».

Con le sue manine delicate, la bimba liberò la zampina del cucciolo, spostando i rami uno a uno. Libero dal sasso e dalle spine, Bambi fece un piccolo balzo e, per ringraziarla, strofinò il suo naso umido contro la guancia di Maya, facendola ridere per il solletico.

Per il resto della giornata, i due diventarono inseparabili: Maya volava a mezz'aria indicando la strada e Bambi la seguiva saltellando tra i cespugli, in un gioco perfetto fatto di vento, corse e amicizia.

*****

......Sto sperimentando un nuovo passatempo. Io invento e realizzo una vignetta poi chiedo all'IA di creare un mini racconto.... 

Ebbene questo è il risultato: la mia vignetta e il racconto dell'IA che ringrazio

Sorridente giornata

 


Sorridente giornata, un abbraccio
smile

sabato 17 ottobre 2026

L'orso e il signore in frac😄


(Ispirato allo stile surreale di Achille Campanile)

Un signore passeggiava tranquillamente per il viale di un giardino zoologico quando, con sua grande sorpresa, vide un orso bruno seduto su una panchina che leggeva il giornale con gli occhiali da vista.
Il signore si fermò, strabuzzò gli occhi, si stropicciò le palpebre e, credendo di essere vittima di un miraggio dovuto alla calura estiva, si avvicinò con cautela.
– Scusate – disse il signore tossicchiando per farsi notare. – Voi... voi siete un orso.
L'orso abbassò lentamente il quotidiano, lo guardò sopra la montatura degli occhiali con aria grave e seccata, poi rispose:
– E allora? Avevo forse l'aria di un procione?
– No, no, per carità – replicò il signore, arretrando di un passo. – È solo che... insomma, leggete il giornale.
– E dovrei forse ricamare a punto croce? – replicò l'orso, voltando una pagina con un fruscio elegante. – O magari dondolarmi su una corda come un dilettante? Ognuno ha i propri passatempi. Io leggo la cronaca estera.
– Certo, comprensibile – mormorò il signore, sentendo che la conversazione stava prendendo una piega difficile da giustificare alle sue stesse facoltà mentali. – E... vi trovate bene qui allo zoo? Il vitto com'è?
L'orso piegò con precisione chirurgica il giornale, lo posò sulla panchina e sospirò:
– Guardi, lasciamo perdere. Il salmone lo passano tre volte a settimana, va bene, ma il vero problema sono i visitatori. Vengono qui, mi fissano per ore e mi fanno pure il verso: «Uè, orsetto! Ciao, puccioso!». Io ho studiato filosofia a Heidelberg, mi creda, è una questione di decoro.
– Filosofia? – ripeté il signore, ormai privo di qualsiasi punto di riferimento logico.
– Precisamente – confermò l'orso, sistemandosi il colletto invisibile. – E la smetta di guardarmi così. Piuttosto, visto che è lì in piedi e non sembra avere impegni urgenti, mi farebbe la cortesia di andare a dire al guardiano che il tè delle cinque è arrivato con dieci minuti di ritardo? L'educazione prima di tutto, caro mio.
Il signore, senza proferire parola, si voltò e si allontanò a passo svelto, decidendo seduta stante di darsi alla giardinaggio e di non frequentare più i parchi pubblici.

testo copiato dal web. 
*****

Io ho fatto la vignetta poi ho chiesto all'IA: "Chi ha scritto il testo?"

La sua risposta:  "ll testo che hai letto sopra l'ho scritto io al momento, basandomi sull'incipit e sullo spunto che mi hai fornito!  Non si tratta quindi di un racconto originale di Achille Campanile, ma di un mio pastiche letterario generato per imitare il suo inconfondibile stile umoristico, caratterizzato da dialoghi surreali, logica ribaltata e l'assoluta normalizzazione dell'assurdo." 
Grazie IA