saluto


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martedì 18 febbraio 2020

Tram


Dicono che a Milano ci sia l’aria inquinata, non è vero, infatti, come potete vedere, fioriscono anche i tram. 😊
Non ditelo in giro ma nella realtà questa è una trovata pubblicitaria.😉
“Fino domenica 23 febbraio uno sponsor (io ho cancellato il nome dalle fiancate) veste di primavera un tram che sarà messo a disposizione gratuitamente di tutti i passeggeri in viaggio fra le fermate del Duomo e del Castello Sforzesco. Dalle 11.45 alle 20.15 saranno collegate con andata e ritorno via Cantù, via Orefici, via Broletto, via Cusani, largo Cairoli, via Ricasoli e piazza Castello.”

>MILANO<  click

lunedì 17 febbraio 2020

Carnevale


Io non capisco la gente che si mette in maschera. 😁😏😊
Memori di San Remo noi vestiti sobriamente scendiamo la scala dell’Ariston cantando:

 SIAAAMOOO LA COPPIAAAA PIÙ BELLAAA DEL MONDOOOO
            E CIII DISPIACE PER GLI ALTRIIII
       CHE SONO TRISTIII CHE SONO TRISTIII
  PERCHÈ NON SANNO PIÙ COS'È L’AMOOOOR  😂😂😂
.... Grazie, grazie per la standing ovation 

giovedì 13 febbraio 2020

San Valentino... 💋 AUGURI 💖

Una poesia di Alda Merini e un mio collage con opere di Nicolas Poussin e John Simmons 
per augurare a tutti un gioioso >San Valentino.<

Tra le tue braccia
C’è un posto nel mondo
dove il cuore batte forte,
dove rimani senza fiato
per quanta emozione provi;
dove il tempo si ferma e non hai più l’età;
quel posto è tra le tue braccia
in cui non invecchia il cuore,
mentre la mente non smette mai di sognare…
Da lì fuggir non potrò
poiché la fantasia d’incanto
risente il nostro calore e no…
non permetterò mai ch’io possa rinunciare
a chi d’amor mi sa far volare.

Alda Merini

domenica 9 febbraio 2020

Certosa di Pavia


La Certosa di Pavia - Monastero di Santa Maria delle Grazie - è un complesso monumentale storico che comprende un monastero e un santuario e si trova nel comune omonimo di Certosa di Pavia.
La Certosa fu edificata alla fine del XIV secolo per volere di Gian Galeazzo Visconti signore di Milano in adempimento a un voto della moglie Caterina. L’opera nacque come mausoleo sepolcrale della dinastia milanese e soprattutto per consacrare la gloria e la potenza della sua famiglia. Per molti anni si videro i monaci certosini aggirarsi nel cantiere, collaborando nella progettazione con gli artisti che creavano e arricchivano il marmo della facciata, per questo è difficile attribuire la paternità dell’opera.


Chi varca l’ingresso della Certosa è affascinato dalle volte della navata centrale della chiesa, dalla decorazione pittorica dell’interno, dagli affreschi, dal pavimento della sagrestia, dalle statue giacenti di Ludovico il Moro e Beatrice D’Este scolpite da Cristoforo Solari, dal monumento funebre di Gian Galeazzo Visconti commissionato nel 1492 a Gian Cristoforo Romano. 


Bellissimo il coro ligneo con i quarantadue dossali che raffigurano santi o personaggi biblici, ciascuno dei quali mostra alle spalle scenari architettonici o naturali. Nella sacrestia vecchia è conservato un trittico in avorio e osso, opera del fiorentino Baldassarre di Simone di Aliotto, appartenente alla famiglia degli Embriachi. L'opera, capolavoro d'intaglio misura alla base 2,45 metri per un'altezza massima, riferita ai pinnacoli laterali di 2,54 metri. è istoriata con minutissime tarsie profilate d’oro e affollate di architetture, uomini e paesaggi che riproducono scene religiose. 


Nel 1620 iniziò la costruzione del Palazzo Ducale, oggi è la sede del museo. 

Nel 1866 la Certosa e tutti i beni artistici ed ecclesiastici in essa contenuti sono stati dichiarati monumento nazionale e acquisiti tra le proprietà del demanio dello Stato italiano. Dal 1968 la Certosa è affidata a una piccola comunità monastica cistercense.

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Secondo l’architetto Luca Beltrami (1854-1933) il periodo di devastazione napoleonica arrecò un tale danno alla Certosa da non poter essere più riparato negli anni successivi, anche oggi possiamo valutarne le conseguenze. Le truppe francesi, infatti, sfregiarono marmi preziosi, dispersero sacre reliquie, sforacchiarono con proiettili gli affreschi. Paramenti e arazzi pregiati furono fatti a brandelli. Gran parte dei bassorilievi scolpiti nello zoccolo della facciata e nel portale d’ingresso furono presi a martellate.