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lunedì 10 novembre 2025

La Ginestra: natura, leggende, poesie....

 

Il profeta Elia, la dea Hestia e Apollo sotto una ginestra

La ginestra (Genista sphaerocarpa), con i suoi fiori gialli profumati e la sua tenacia nel colonizzare terreni aridi e inospitali è una pianta preziosa per l’ambiente predilige terreni soleggiati e tollera la siccità. Le sue radici profonde contribuiscono a prevenire l’erosione del suolo e i fiori attirano gli insetti impollinatori è quindi utile per la produzione di miele e liquori.

Fonte d'ispirazione per poeti, artisti e pensatori la ginestra è ricca di storia, simbolismo e significato.

Nell’antica Grecia, la ginestra era sacra ad Apollo e simboleggiava la luce e la conoscenza. In Roma era associata alla dea Vesta protettrice del focolare domestico. Per il profeta Elia seduto sotto una ginestra per riposare e trovare conforto durante la sua fuga dall'ira di Izebel (sterminò i profeti di Dio e sostenne i profeti di Baal) rappresentava un rifugio sicuro e un sostegno in tempi di crisi.

Nel Medioevo, la ginestra era considerata una pianta magica e veniva utilizzata in pozioni e incantesimi nei riti propiziatori.

Nel suo famoso canto "La ginestra o Il fiore del deserto" Giacomo Leopardi paragona la ginestra all’uomo, entrambi fragili e destinati a soccombere di fronte alla forza della natura. La ginestra, con la sua tenacia e la sua capacità di fiorire anche nei luoghi più inospitali è un monito a non arrendersi mai di fronte alle avversità. Il suo messaggio di speranza e di resilienza è ancora attuale in un mondo sempre più incerto e complesso.

Per Giovanni Pascoli la ginestra rappresenta la resistenza dell'uomo in un mondo ostile e la solidarietà tra esseri umani é l'unica risposta possibile alla sofferenza universale.

sabato 7 giugno 2025

Parchi e giardini d'Italia.


Approfitto dei consigli del FAI e pubblico il link ai post su alcuni dei più bei giardini che ho ragruppato nel tempo  nel mio blog

>QUI< cliccate 

venerdì 21 febbraio 2025

Cagliari viale con Jacaranda


L’albero della Jacaranda comprende quarantanove specie ha forma slanciata e fiori dalle nuance blu-viola che creano grappoli violetti spettacolari. La pianta è originaria dell’America centrale e meridionale, dei Caraibi, del Sud Africa, ma ormai è diffusa anche nelle aree dal clima mediterraneo temperato  (La foto mostra via Dante Alighieri a Cagliari) L'albero di dimensioni medie, cresce rapidamente e raggiunge in pochi anni altezze tra i 10 e i 12 metri. La corteccia è liscia e scura e il fogliame verde intenso è simile a quello delle felci. L’albero che può raggiungere 200 anni di età è apprezzato anche per il legno pregiato usato per costruire mobili e parti di pianoforti e chitarre.

lunedì 9 dicembre 2024

Stella di Natale



 Stella di Natale - Euphorbia pulcherrima

La Stella di Natale nota come Poinsettia è una pianta originaria del Messico, dove cresce spontaneamente allo stato selvatico e può raggiungere anche un'altezza fra i due e i quattro metri.  All'interno del suo tronco e dei suoi rami vi è una sostanza lattiginosa (il lattice), solo leggermente irritante per le pelli delicate, ma può provocare infiammazione delle mucose, soprattutto quelle più delicate dei bambini piccoli, che mettono tutto in bocca. E' tossica per cani e gatti se la masticano. In Italia la pianta divenne popolare circa due secoli fa, quando fu usata per adornare la Basilica di San Pietro.

I veri fiori di questa pianta sono quelli di colore giallo all'interno, le brattee colorate di rosso sono foglie, che in alcuni periodi dell'anno, possono avere colori, che variano dal rosso brillante, quello più diffuso, al bianco o al rosa.

 La stella di Natale non dovrebbe stare a temperature inferiori ai 15°C, vuole un terriccio leggero 3/4 di torba e 1/4 di sabbia. La concimazione a base di potassio e fosforo va eseguita ogni quindici giorni per tutto il periodo invernale, innaffiare ogni tre giorni. La pianta deve essere tenuta in un ambiente luminoso, in estate però non deve essere esposta direttamente ai raggi solari. La perdita delle foglie a fine fioritura è tipica della pianta. Nel periodo primaverile deve essere portata all'esterno e quando la pianta avrà perso tutte le foglie, potate i rami a 10 centimetri dal terreno e rinvasatela. Verso ottobre novembre deve essere riportata in casa, in un ambiente poco luminoso, dove sarà esposta ad un massimo di otto ore di luce il giorno, per sperare di rivedere le brattee colorate.

Stella di Natale(leggenda) 


Stella di Natale: leggenda

Una bambina messicana la sera della vigilia di Natale avrebbe voluto portare un dono a Gesù Bambino, ma era talmente povera da non avere i soldi per acquistarlo. Mentre tutti andavano in chiesa, lei rimase in casa a piangere per il dispiacere.  All’improvviso le apparve un angelo.

“Perché sei così triste?” chiese alla bambina. “Perché non ho nulla da portare a Gesù!” rispose lei. Allora l’angelo le disse: “Tu hai una cosa molto importante da donare a Gesù, il tuo amore. Raccogli le frasche che crescono ai bordi della strada e portale in chiesa. Vedrai il tuo dono sarà il più bello di tutti”. La bambina fece come aveva detto l’angelo, raccolse le frasche e pensò di abbellirle con l’unica cosa che possedeva, il nastro rosso della sua treccia, poi depose il mazzo davanti all’altare e mentre pregava, le frasche si trasformarono nel fiore più rosso e bello che i suoi occhi avessero mai visto. Ora sapeva che Gesù aveva gradito il suo dono e aveva trasformato delle semplici foglie nel fiore più bello del Messico: Flores de la Noce Buena (la Stella di Natale)

sabato 29 giugno 2024

Baobab

 


Il >Baobab< (Adansonia digitata) è una pianta longeva, forte e imponente con grandi rami che  sembrano radici, può superare i 23 metri di altezza. Il tronco può raggiungere una dozzina di metri di diametro. La  pianta secondo la cultura di alcuni popoli africani è sacra e  non può essere abbattuta. 
Le foglie, dalla forma lanceolata e dal colore verde brillante, hanno una lunghezza che varia dai 4 ai 15 cm, alcune specie mantengono le foglie sui rami per soli tre mesi l’anno. I fiori, di colore bianco e grandi dai 15 ai 20 cm, scendono dai rami appesi a una specie di liana che può raggiungere i 100 cm di lunghezza e sfioriscono in 24 ore.
I frutti hanno scorza dura e legnosa la forma a “salsiccia” possono essere lunghi da 12 a 36 cm. Nel loro interno hanno una polpa bianca e tanti semi scuri simili ai fagioli.

Leggo in Internet ma io non sono un esperto quindi non posso controllare l'attendibilità: 

Radici, foglie, polpa del frutto e semi possono essere usati a scopo nutrizionale e terapeutico. 
L'olio di Baobab puro al 100% estratto dai semi è ricco in acidi grassi essenziali è utilizzato tradizionalmente nella cosmesi, sulla pelle del viso, del corpo, sui capelli, mani e unghie.
Come olio da massaggio, è ideale per alleviare la stanchezza e aumentare l’elasticità dell’epidermide, utile anche nel trattamento degli arrossamenti tipici del post-epilazione
 Usato internamente in purezza, l'olio di baobab aiuta a riequilibrare l'intestino e a contrastare disturbi e problemi connessi, incrementando le difese e la forza dell'organismo.
La polpa di baobab essiccata si può usare sciolta in acqua, nei frullati, con lo yogurt, aggiungendola al porridge e all'insalata.

giovedì 9 maggio 2024

Argania Spinosa



L'argan o argania (Sideroxylon spinosum L.) è un albero appartenente alla famiglia delle Sapotaceae, diffuso nella parte occidentale del Nord Africa.
Questo è detto anche l'albero delle capre

martedì 7 febbraio 2023

In un albero c'è un violino d'amore


Sai che gli alberi parlano? 

 Si parlano. Parlano l'un con l'altro,

e parlano a Te, se li stai ad ascoltare.

Ma gli uomini bianchi non ascoltano.

Non hanno mai pensato

che valga la pena di ascoltare noi indiani,

e temo che non ascolteranno nemmeno

le altre voci della Natura.

Io stesso ho imparato molto dagli alberi:

talvolta qualcosa sul tempo,

talvolta qualcosa sugli animali,

talvolta qualcosa sul Grande Spirito.

 (Tatanga Mani - Bisonte che cammina - Tribù Stoney del Canada)

 *****

Tu non sai: 

ci sono betulle che di notte

levano le loro radici

e tu non crederesti

mai che di notte gli alberi

camminano o diventano sogni.

Pensa che in un albero

c’è un violino d’amore.

Pensa che un albero

canta e ride.

Pensa che un albero

sta in un crepaccio

e poi diventa vita.

Te l’ho già detto:

i poeti non si redimono,

vanno lasciati volare

tra gli alberi

come usignoli

pronti a morire.

Alda Merini


giovedì 8 aprile 2021

Selenicereus grandiflorus - Regina della notte

 

Selenicereus grandiflorus conosciuta anche come “regina della notte “è una specie di cactus originaria delle Antille, si trova nelle regioni desertiche e semi-desertiche del Messico, del Sud degli USA, Cuba e Giamaica. Leggo che è una specie rara nella coltivazione, fiorisce solo una notte l'anno per diversi anni e appassisce in poche ore. Il fiore all'esterno è giallo-brunastro, verso il centro il colore vira dal giallo pallido al bianco, è grande dai 15 ai 27 centimetri e ha un intenso profumo di vaniglia. La pianta cresce aggrappandosi a rocce e pareti con l'aiuto di radici aeree e spine, utilizza anche altre piante come sostegno. Se le radici aeree arrivano al terreno, si trasformano in vere radici e originano una nuova pianta indipendente.

domenica 24 maggio 2020

Piante poco conosciute.


Asclepias syriaca detta pianta dei pappagalli utilizzata soprattutto come pianta ornamentale sui bordi delle aiuole, Il nome deriva dalla particolare conformazione dei suoi frutti, che sono di colore verde, piumati e allungati. La loro forma ricorda davvero quella di piccoli pappagalli. Prima di sviluppare i propri frutti, la pianta presenta dei delicati fiori di colore rosa è utilizzata soprattutto come pianta ornamentale. La linfa presente all’interno delle sue foglie può irritare la pelle ed essere fastidiosa per gli animali domestici.
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 Platycerium corna d'alce, conosciuta comunemente anche come platicerio, felce a corna alce o ancora felce corna d'alce o felce corna di cervo. Il nome deriva dall'insolita ma ben riconoscibile forma delle foglie che caratterizzano questa pianta. Non fanno fiori. In natura vivono appese ad altri alberi da cui traggono sostegno, ma sono coltivabili anche in vaso.
Il platycerium vanta anche piante che possono crescere moltissimo.

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Crassula umbella wine cup, coppa di vino in italiano.
Pianta grassa cresce fino a 15 cm d’altezza quando è in fiore. Le foglie di solito accoppiate sono verde brillante di circa 15 cm di diametro. I fiori sono di circa 1 cm di diametro.

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Stapelia, Huernia, Duvalia, Orbea: sono alcune delle quarantatrè specie appartenenti a un gruppo di succulente note collettivamente come Stapeliae, Queste piante tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno fanno fiori bellissimi, dalla struttura complessa e dalle sfumature sgargianti, in tutte le tonalità che dal rosso virano verso il porpora e il marrone, accentuate da striature livide e macchie contrastanti. La maggior parte di questi fiori presenta una corona vellutata che in alcune specie raggiunge i 40 centimetri. Purtroppo questi fiori sono molto puzzolenti, per attirare gli insetti il loro odore ricorda quello della carne in decomposizione.
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Haworthia cooperi ha diverse sottospecie è una strana pianta senza stelo che assomiglia a un piccolo grappolo d'uva e produce piccole colonie fino a 7,5 cm di diametro. 
Foglie: da 20 a 25 per rosetta, succulente, morbide e vetrose (quasi trasparenti) con punta rotonda un po’ sferiche con graziosi motivi traslucidi blu-verdi, le foglie diventano rossastre con troppo sole o poca acqua.

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L'euforbia flanaganii si trova nel sottogenere Athymalus, che comprende 150 specie. È una pianta succulenta bassa, ha molti rami alti 5 cm e larghi 30 cm. È comunemente conosciuta come pianta di Medusa, perché le sue braccia prostrate sono simili a serpenti. Lo stelo centrale si fonde in radici formando un corpo tuberoso (spesso chiamato caudex) con rami che s’irradiano da esso.

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Trachyandra tortilis è una geofita perenne con un tubero sotterraneo. Cresce fino a 25 cm di altezza e ha 3-6 foglie basali grigio-verdi di 10 cm di lunghezza e 2 cm di larghezza. Le foglie di tutte le specie di Trachyandra sono filiformi o lineari, tranne che in Trachyandra tortilis in cui sono lineari, piegate in modo sinuoso molto peculiare. La piegatura e l'avvolgimento variano da pianta a pianta e quando finalmente fiorisce, diventa rosa pallido.
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altri miei vecchi post su piante e fiori :

mercoledì 8 maggio 2019

Argan l'albero delle capre 😄

Tranquilli nonostante l'inquinamento, le capre non crescono sugli alberi 😄
e i frutti sono maturi, anche se ho messo una sola T😐


L'argan o argania è un albero originario del Marocco considerato fondamentale per la popolazione locale, è alto 8-10 metri e produce un frutto ovale molto gradito alle capre che si arrampicano sulla pianta per mangiarli. Le foglie, verde scuro e coriacee servono di nutrimento a cammelli e capre. La foresta di Argan, che un tempo copriva vaste superfici dell'Africa del nord, oggi si estende per circa 800.000 ettari nel sud del Marocco nella zona compresa tra Essaouira e Agadir. L’Unesco l’ha proclamata nel 1998 “Riserva della Biosfera”.
La raccolta del frutto è tutt'oggi manuale e avviene quando il frutto ormai secco cade dalla pianta ed è raccolto a terra. Già durante la raccolta affidata alle donne del luogo, sono presi solo i frutti integri e sono scartati quelli già intaccati dalle capre. Una volta i semi erano recuperati anche dagli escrementi delle capre e ne ricavavano un olio ricco di vitamina E e acidi grassi essenziali, usato per il trattamento della pelle. 
Per ottenere un olio per uso alimentare è necessario tostare preventivamente i semi, il prodotto così ottenuto è usato come condimento per il pane, il couscous, le insalate e nella cottura di piatti tipici. Oggi l'utilizzo tradizionale delle noci digerite dalle capre per produrre l’olio alimentare è caduto in disuso. Dai primi anni del 2000 al metodo di lavorazione manuale si è progressivamente affiancato il metodo di estrazione moderno che prevede l'impiego di diversi macchinari ottenendo così un olio capace di conservarsi molto più a lungo rispetto a quello ottenuto con il vecchio metodo tradizionale.

giovedì 4 aprile 2019

Stella alpina - edelweiss


Alta circa 15 cm. la Stella alpina, considerata la regina dei fiori di montagna, è simbolo di bellezza, mantiene la sua forma e il suo colore anche dopo essere stata raccolta ed essiccata. Grazie alla peluria che la ricopre, può resistere alle rigide temperature e la troviamo sulle nostre Alpi, sull’Appennino ligure fino a oltre 3000 m. e anche sui Pirenei e sull’Himalaya. 
La stella alpina è una pianta rara e protetta, quindi è assolutamente vietato raccoglierla. Proprio perché è considerata una pianta a rischio, vedere in un documentario enormi distese di questo fiore mi ha stupito. Ho imparato che la coltivazione della pianta ibrida attraverso la seminagione è concessa e piuttosto diffusa in floricoltura, l'edelweiss può essere piantata anche in un vaso e soprattutto le creme e l'estratto di stella alpina trovano diverse applicazioni nella cura del corpo. Nella medicina tradizionale la pianta era usata per curare la tosse e lenire i dolori reumatici, il fiore si è rivelato utile anche nel campo della cosmesi.

mercoledì 7 novembre 2018

Alberi colpiti dall'atomica HIBAKU.JYUMOKU


Che forza la natura!
Dopo le atomiche che distrussero Hiroshima e Nagasaki, lo scienziato Harold Jacobsen, sostenne che i luoghi colpiti sarebbero rimasti senza forme di vita per settantacinque anni. Però già nella primavera successiva iniziarono a spuntare dei germogli sugli alberi che si trovavano a circa due chilometri dall'epicentro dell'esplosione alcuni addirittura in un raggio di 500 metri. Ora quegli alberi sono registrati ufficialmente come Hibaku.Jyumoku un’espressione giapponese che significa "alberi colpiti dalla bomba atomica" rappresentano il simbolo della vita e della rinascita e sono tutti identificati con un’apposita targa. A Hiroshima sono circa 170 di trentadue differenti specie.

In questi giorni in cui in Tv abbiamo visto alberi spezzati e addirittura intere foreste rase al suolo dal vento, mi stupiscono questi alberi che hanno resistito a un'esplosione atomica.

lunedì 17 settembre 2018

Le piante "vedono e imitano"


Ho visto un filmato in TV e ho letto in rete notizie su questa pianta che mi hanno stupito.
La Boquilla Trifoliata è una pianta rampicante che vive in Cile ed è dotata d’incredibili capacità mimetiche, le sue foglie possono mutare colore, forma e consistenza per imitare quelle della pianta che gli fa da sostegno. 
La Boquilla può produrre contemporaneamente foglie simili a quelle delle piante con le quali è venuta casualmente in contatto durante la crescita. In alcuni casi è riuscita a far spuntare delle spine per imitare la pianta di cui era ospite. I botanici hanno concluso che per imitare qualcosa, bisogna conoscere quello che si vuole imitare, perciò si deve attribuire alla pianta la capacità di “vedere” quel che imita, anche se si tratta di una visione differente da quella cui siamo abituati. 
L’uomo ha una visione della realtà limitata alla propria percezione, la vegetazione è sempre stata considerata un elemento passivo e inanimato, ma gli studiosi sostengono che le piante potrebbero comunicare tramite vibrazioni o segnali elettrici come se fossero munite di sensori sulle foglie, questo gli permetterebbe di decifrare ciò che le circonda. 
La loro struttura è così avanzata che funziona, anche se hanno subito danni. 

giovedì 1 febbraio 2018

Uno strano fungo: Clathrus archeri


Il fungo Clathrus archeri, noto anche come polpo o dita del diavolo, passa molto tempo sottoterra e quando giunge il momento di diffondere le sue spore esce da un uovo biancastro mostrando da quattro a un massimo di una dozzina di protuberanze rosse allungate, inizialmente erette e unite nella parte superiore e coperte da macchie di muco nero-verdastro.  Il muco puzza di carne in putrefazione e contiene le spore che saranno diffuse dalle mosche attratte dall’odore.
Di solito è bello vedere la crescita in time-lapse di una piantina, questo video mostra un semplice fungo, è affascinante ma quasi inquietante. :-)


sabato 8 aprile 2017

Il fiore della passione...Passiflora


La Passiflora, detta anche fiore della passione, è una pianta originaria dell'America centro-meridionale, con alcune specie provenienti dal Nord America, Australia e Asia è un genere di piante della famiglia Passifloracee che comprende circa 465 specie di piante erbacee perenni e annuali, arbusti dal portamento rampicante e lianoso e alberelli alti fino a 5–6 m.
Passiflora significa "fiore della passione" (dal latino passio = passione e flos = fiore), il nome le fu dato dal padre missionario Emmanuel de Villegas nel 1610. Il religioso  in alcune parti del fiore scorse i simboli della passione di Cristo: "La corona di filamenti colorati che circonda l'ovario rappresenta la corona di spine, i cinque stami sono espressione delle cinque ferite di Gesù, i tre stigmi rappresentano i tre chiodi, i cinque petali e gli sepali indicano gli apostoli rimasti fedeli, l'androginoforo rappresenta la colonna della flagellazione, i viticci sono i flagelli". Altra interpretazione: I tre stili sembrano i chiodi, gli stami il martello, la raggiera corollina la corona di spine, i viticci la frusta con cui venne flagellato (entrambe le spiegazione le ho trovate in rete) 
Il nome fu adottato definitivamente da Linneo nel 1753. 
 La Passiflora caerulea è l'unica specie coltivata in Italia come pianta ornamentale perché sopporta il nostro clima invernale. È usata nei giardini per ricoprire muri, recinzioni, pergole, in vaso, negli appartamenti o in serra. I frutti di questa specie non sono commestibili perché leggermente tossici. Nei climi tropicali si coltivano alcune specie particolari per utilizzare il frutto che ha sapore dolce, aromatico, ed è consumato naturale, o aggiunto ad altri frutti nella preparazione di composte, marmellate e succhi. 
La passiflora è utilizzata anche in erboristeria.

lunedì 27 marzo 2017

Orto botanico città studi Milano



Orto Botanico Città Studi si trova in Via Golgi 18 nei pressi del Politecnico e delle facoltà scientifiche dell'Università Statale. La struttura fu inaugurata ufficialmente il 19 settembre 2001 dall’Università Statale di Milano ed è stato recentemente riconosciuto dalla regione Lombardia come Museo insieme all'Orto botanico di Brera. In questo giardino della scienza, che copre una superficie di circa 25,000 m², ogni anno centinaia di studenti d’ogni ordine e grado seguono corsi di formazione. Lo 'science garden' accoglie numerose specie di piante sia autoctone sia esotiche, è possibile osservare collezioni di felci e piante carnivore, mirmecofile (cioè "amiche" delle formiche), cactacee, succulente, tintorie, acquatiche, aromatiche, alimentari e una collezione di piante rare o quasi estinte, localizzate sia in serra sia all'aperto.
Un altro punto di forza dell'Orto Botanico è rappresentato dalle serre: tre strutture all'avanguardia dedicate alla ricerca sperimentale avanzata, con reparti a controllo climatico automatizzato per il contenimento fisico/biologico e per il mantenimento in purezza delle specie vegetali. 

giovedì 23 febbraio 2017

Topiaria: tecnica di giardinaggio decorativo


La topiaria è la tecnica di giardinaggio per sagomare alberi e arbusti in funzione decorativa e ornamentale, facendo crescere le piante secondo determinati schemi e potandole in forme diverse. Per creare animali e forme geometriche si utilizza un’impalcatura di filo di ferro e relativi sostegni, in modo che il peso delle foglie e dei rametti non deformi la struttura, anche se riempita di terriccio e muschio. Poi si utilizza il rampicante adatto, ricordando che le foglie grosse faranno apparire solo la sagoma, mentre utilizzando quelle più piccole si potranno creare elementi più dettagliati.


 altre immagini interessanti anche >QUI<

venerdì 17 febbraio 2017

The Dark Hedges uno spettacolare viale Irlandese


In Irlanda nel distretto del Ballymoney c’è uno spettacolare viale di faggi piantati dalla famiglia Stuart nel XVIII secolo. La famiglia nobiliare voleva creare un bel viale che mettesse in risalto la loro villa georgiana. Nell’arco di tre secoli gli alberi posti ai lati della strada si sono piegati verso l’interno intrecciando i rami gli uni agli altri, creando in questo modo un suggestivo tunnel naturale.
Una leggenda narra che qualche volta lo spettro di una donna misteriosa appaia al tramonto tra gli alberi del viale e scompaia vicino all’ultimo faggio. Alcuni dicono sia il fantasma di una cameriera della tenuta, morta in circostanze misteriose secoli fa. Altri ipotizzano sia uno spirito che proviene da un vicino cimitero abbandonato.
Forse quello che di giorno è uno splendido viale, nel buio della notte sembra un tunnel inquietante. 😊

mercoledì 11 gennaio 2017

Olivastro millenario


Quest’ulivo si trova in Sardegna, secondo le stime, la sua età potrebbe superare i 3000 anni e arriverebbe forse a 4000. 
L’ulivo selvatico di Luras è uno dei venti alberi secolari italiani da tutelare e nel 1991 è stato dichiarato con decreto ministeriale  “Monumento Nazionale”. In Sardegna l’ulivo di Luras è chiamato “S’ozzastru” o “uddhastru” o “addhastru” cioè olivastro. 
Secondo le antiche leggende, questa pianta era considerata un rifugio per gli spiriti maligni e considerando le dimensioni doveva ospitarne molti. ahah 😏😄


mercoledì 30 novembre 2016

Curiosità botanica: bialbero gelso ciliegio


In Piemonte a Casorzo in provincia d’Asti, un ciliegio è nato e cresciuto sopra un gelso. Il doppio albero è una rarità soprattutto per le dimensioni delle piante. È probabile che un uccello abbia lasciato cadere un seme di ciliegio proprio sull’incrocio dei rami del gelso. Il seme ha originato il ciliegio che ormai è alto cinque metri. Le piante di gelso e ciliegio convivono e fioriscono regolarmente e sono diventate una bella curiosità naturale per chi passa da quelle parti.