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sabato 8 novembre 2025

Gambero pistola vecchio post

 Oggi vedo che ci sono diverse visite su un mio vecchio post del 16 gennaio 2012 e lo ripropongo con il copia/incolla



Il gambero pistola
Il gambero pistolero è un crostaceo e vive in quasi tutti i mari, dal Mediterraneo ai tropici. Il gamberetto Alpheus heterochaelis lungo solo 5 cm è capace di produrre onde d'urto che stordiscono le sue prede. In internet alcuni acquariofili affermano che lo schiocco prodotto da questi gamberetti pistoleri possa incrinare i vetri degli acquari. In tempo di guerra pare che alcuni sottomarini abbiano sfruttato il rumore prodotto dalle colonie di Pistol Shrimp per sfuggire al sonar dei sottomarini nemici, leggo che il rumore prodotto da una colonia di questi gamberetti sia in grado di coprire quello di un sottomarino in navigazione. Gli Alpheus heterochaelis hanno una delle chele, indifferentemente la destra o la sinistra, molto più grande dell'altra e non termina con le normali pinze, fra l'altro se la chela si danneggia, sono in grado di rigenerarla. La chiusura rapidissima della grossa chela spruzza un getto d’acqua ad alta velocità. All'interno del getto d'acqua si forma una mini bolla rovente che implodendo provoca un rumore simile a un colpo di pistola; il fenomeno fisico è noto con il termine ”cavitazione”. E' l'onda d'urto che provoca lo stordimento della preda.

domenica 9 febbraio 2025

Diavolo nero

 Avvistato in superficie il "Diavolo Nero" al largo di Tenerife

Il pesce abissale vive generalmente tra i 200 e i 2000 metri di profondita'



😱  Immagina di trovartelo davanti mentre sei in mare...

lunedì 14 settembre 2020

Pesce palla: è tossico ma crea opere incredibili nella sabbia!

 


Ripropongo un mio >vecchio post<click che stupirà molto chi non conosce l’incredibile abilità costruttiva di questo pesce. Alla famiglia dei pesci palla (Tetraodontidae = quattro denti) appartengono 25 generi con circa 200 specie di pesci. Il più piccolo è il pesce palla nano che misura circa 2 cm, mentre il pesce palla gigante può arrivare ad avere un diametro di 120 cm. 

martedì 19 febbraio 2019

Totoaba


Totoaba
Il totoaba noto anche come totuava, è un pesce marino endemico del Golfo della California centrale e del Messico settentrionale , può arrivare fino a 1,8 metri di lunghezza e 110 kg di peso. Si nutre di piccoli pesci e gamberetti. Il totoaba può vivere fino a diciannove anni, ma l’età media di riproduzione inizia verso i sei/sette anni di età.
Questo pesce legato ai popoli indigeni Yaqui, Seri e Cucupa ha cominciato a essere commercializzato nel nord del Messico intorno al 1910, nel 1970 era esportato soprattutto negli Stati Uniti e in Cina a prezzi molto alti. Purtroppo, causa la pesca intensiva il totoaba è considerato una specie a grave rischio di estinzione e dal 1975 non può essere pescato né consumato. Anche della Vaquita che finisce nelle reti usate per pescare il totoaba restano poche decine di esemplari.
La carne del totoaba è molto apprezzata per il suo sapore e consistenza. 
La parte più ricercata e strapagata di questo pesce, è la vescica natatoria, essiccata può rendere più della droga perché sul mercato orientale fanno pazzie per avere il prodotto apprezzato dalla cucina, usato nella medicina naturale ma anche per il suo presunto potere afrodisiaco, naturalmente la scienza ufficiale non ha mai confermato i decantati benefici. Intanto la vendita della vescica natatoria essiccata del totoaba continua in diversi negozi della Cina, nonostante sia ormai illegale. 

venerdì 17 novembre 2017

La notte dei coralli.



DA REPUBBLICA. IT

Australia: lo spettacolo della "notte dei coralli"
In Australia la chiamano "la notte dei coralli": è il momento magico in cui diverse specie di coralli rilasciano trilioni di gameti maschili e femminili da cui hanno origine le nuove larve, che se trovano le giuste condizioni sui fondali danno vita a una nuova colonia. La "notte d'amore" della grande barriera corallina, patrimonio naturale dell'Unesco, avviene ogni anno tra ottobre e dicembre dopo il plenilunio

domenica 26 aprile 2015

Glaucus Atlanticus- Drago Blu


Il suo nome è Glaucus Atlanticus-detto anche Blue Dragon -  
Questo grazioso mollusco, simile ad un gioiello realizzato da un bravo orafo, appartiene alla famiglia dei Glaucidae ovvero dei molluschi gasteropodi nudibranchi. Questa specie fu scoperta verso la fine del ‘700 durante il secondo viaggio del Capitano James Cook nell’oceano Pacifico.
La sua lunghezza è di massimo 3 cm. Il corpo è di colorazione blu e bianca nella zona ventrale, sul dorso c’è una linea argentea che degrada verso il blu. Per spostarsi di  solito galleggia sulla superficie del mare, trasportato dai venti e dalle correnti marine grazie ad una bolla riempita con un gas espulso dallo stomaco. Vive in tutti gli oceani del mondo, principalmente nelle acque temperate tropicali e in particolare dall’est al sud della costa del Sud Africa, nei mari dell’Europa, e nella costa orientale dell’Australia e del Mozambico. Può sembrare incredibile ma la preda principale di questo piccolo mollusco è la pericolosa “caravella portoghese”, mangiandola anche il blu Dragon che è immune al veleno diventa velenoso, però lui può nutrirsi anche delle sostanze microscopiche, del plancton, o dei piccoli pesci che rimangono impigliati tra i tentacoli della caravella.


domenica 1 marzo 2015

Pesce Siluro nel Po

fotoWeb

  Un pesce Siluro lungo  267 centimetri e pesante 127 chili è stato catturato nel  tratto mantovano del Po dai gemelli Dino e Dario Ferrari esperti pescatori. Dopo le foto hanno liberato il pesce e per questo motivo dovranno pagare una multa di 50 €. Questo pesce è una specie dannosa per la fauna ittica locale e il suo rilascio comporta quindi una sanzione. Chi cattura un pesce di questo tipo deve provvedere al trasporto e al suo smaltimento che costa 20 centesimi al chilo. Se poi la carne va in putrefazione, è considerato rifiuto speciale e i costi aumentano.
“Sapevo di violare la legge – dice Dino Ferrari – ma tutti i pescatori fanno così. Come si fa a smaltire un animale di quasi 130 chili? Qui non ci sono strutture a cui rivolgersi”

martedì 6 maggio 2014

Raine island: lo spettacolare arrivo delle tartarughe


Raine island è un isolotto di sabbia corallina  con una superficie di soli 32 ettari che si trova ai bordi esterni della Grande Barriera Corallina, circa 620 km a nord-nord-ovest di Cairns nel Queensland  in Australia, e circa 120 km a est -nord-est di Cape Grenville. Nell'agosto 2007 Raine Island, insieme con la vicina Moulter Cays e MacLennan Cays, è stata dichiarata Parco Nazionale per limitare rigorosamente i pochi accessi che sono riservati alla ricerca scientifica. Lo scopo è garantire la conservazione e la tutela  del patrimonio naturale dell’isola e dei mari circostanti. Raine island è a livello mondiale, la più grande e più importante area di nidificazione della tartaruga verde (Chelonia mydas). Su questo piccolo isolotto la popolazione di tartarughe varia da 1000  a più di 10,000 esemplari, c’è stata anche una punta di 18,000 femmine che depongono le uova, il loro arrivo in massa è impressionante. Qualche volta manca letteralmente lo spazio per deporre le uova e può succedere che le tartarughe scavando distruggano involontariamente i nidi già fatti da altre tartarughe.
Questo luogo è considerato il più importante sito di riproduzione di uccelli marini tropicali nella Grande Barriera Corallina. Sull’isola sono stati notati 84 specie di uccelli, qui ci sono oltre l'1% della popolazione mondiale di nidificazione di Masked e Brown Boobies comuni e Noddy nero, così come a livello regionale popolazioni significative di Herald procellarie, Sule dai piedi rossi e Fetonti dalla coda rossa. Vi sono anche numerose specie di pesci di barriera, barracuda, dentici, cernie, razze, crostacei, invertebrati, squali tigre.



lunedì 24 marzo 2014

Bathynomus giganteus (mostro degli abissi)


Il Bathynomus giganteus è uno dei crostacei più grandi del mondo. 
Legato al gruppo dei gamberetti e dei granchi che misurano solo pochi centimetri,(granchio gigante) questo isopode può raggiungere il mezzo metro di lunghezza (la media e da 19 a 40 cm.) e il peso massimo può superare i due chili. Popola la maggior parte degli oceani del mondo a una profondità che varia da 550 metri a 7000 metri. Il Bathynomus ha un guscio duro, diviso in segmenti, che gli permette di arrotolarsi come una palla. È un carnivoro innocuo per l’uomo, che si nutre di tutto ciò che arriva sul fondo. Non è particolarmente apprezzato dall’industria del pesce.

Questo bel musino :-) può entrare nella mia raccolta di mostri degli abissi

venerdì 24 gennaio 2014

Spugna lira - Chondrocladia lyra


Spugne molto particolari.
Il fondo marino può essere molto inospitale, è freddo, buio e le risorse sono scarse. Uno spettacolare esempio di adattamento è dato dalla Chondrocladia lyra, conosciuta anche come la spugna lira o arpa, poiché la sua struttura di base è simile a una cetra o lira e si attacca al fondo del mare con il  rizoide. Si tratta di un organismo che si nutre di plancton. Il numero di pale varia da due a sei e ognuno ha una ventina di rami verticali paralleli. Questa spugna è stata scoperta al largo della costa californiana a una  profondità di 3,300-3,500 m. I rami verticali della spugna sono coperti di ganci e spine, che servono per catturare le prede e secernono una membrana digestiva che ingloba la preda catturata e la decompone. Le sfere terminali sono piene di spermatofore per fecondare altre spugne. Tra i campioni osservati, il più grande è circa 60 centimetri di lunghezza.
La specie è stata annoverata tra le 10 nuove specie scoperte nel 2012.


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Immagine: R Vrijenhoek, MBARI

Chondrocladia lampadiglobus, l'albero di ping pong. Un'altra delle spugne carnivore della famiglia Cladorhizidae

venerdì 15 novembre 2013

La vongola Ming .La creatura più vecchia del mondo animale

Mio vecchio post del 2010 e aggiornamento

Vongola Ming
Ha oltre 400 anni, secondo gli scienziati inglesi è la creatura vivente più vecchia della Terra.
Gli scienziati dell'Istituto di scienze dell'oceano della Bangor University, nel Galles, hanno trovato lungo le coste dell'Islanda, una vongola oceanica che dovrebbe avere tra i 405 e i 410 anni di età. Il suo nome scientifico è Arctica Islandica, ma è stata ribattezzata Ming, come la dinastia cinese al potere quando nacque la vongola.
L'età del mollusco è stata calcolata osservando gli anelli della conchiglia. Per i ricercatori studiare questa creatura potrebbe offrire interessanti informazioni sui segreti della longevità. Secondo il Guinness dei primati, la creatura vivente più vecchia finora era una vongola artica di 220 anni trovata nel 1982, ma un record non ufficiale apparteneva a una vongola, sempre islandese, di 374 anni.



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Il mollusco però è morto quando gli studiosi avevano aperto le valve.
Recentemente grazie a nuovi metodi di datazione, i ricercatori sono arrivati alla conclusione che «Ming la vongola» era nata nel 1499, quindi aveva 507 anni. Ora i ricercatori della scuola Oceanografica della Bangor University stanno analizzando gli isotopi di ossigeno negli anelli, per capire quale meccanismo fisiologico abbia permesso a questo mollusco di vivere così a lungo e anche aiutare a comprendere come poter ritardare il naturale invecchiamento. 

Povera vongola immolata alla scienza, era già centenaria all’epoca di William Shakespeare.

sabato 31 agosto 2013

Il pesce palla - un artista incredibile -


Il fotografo giapponese Yoji Ookata specializzato in fotografia subacquea ha fotografato questo straordinario disegno geometrico realizzato nella sabbia, mentre era in immersione vicino all’isola di Amami Oshima. Il disegno che si trova a 25 m. di profondità ha un raggio di circa due metri e come si vede dalla foto è un disegno circolare molto elaborato. Sono state notate anche altre figure sempre molto complesse che hanno 60/70 cm. di diametro. Per scoprire l’autore dell’opera i tecnici della TV giapponese NHK hanno piazzato una telecamera e hanno visto che l’autore del capolavoro è il pesce palla che lavorando instancabilmente con una pinna laterale crea questi ”nidi” per attrarre la femmina che depone le uova nel centro del disegno. 
Io sono un po' scettico probabilmente perché un lavoro simile non lo saprei fare nemmeno usando paletta righello e secchiello, sdraiato comodamente sulla battigia. Mi sembra strano che nessuno abbia notato prima questo tipo di comportamento, da parte di un pesce che fra l’altro, nonostante la sua tossicità, è ricercato per preparare il "fugu" un piatto della cucina giapponese. Mi piacerebbe vedere il filmato realizzato dalla TV giapponese e non una semplice serie di bellissime foto trovate in rete.

PS. Betty ha trovato il filmato e ho provato ad aggiungerlo al post, ma poichè parte sempre in automatico a ciclo continuo ed è una scocciatura, aggiungo solo il link                              
cliccate >  QUI
 Grazie Betty

Il vecchio filmato non è più visibile  ma questo AGGIORNAMENTO è eloquente.


martedì 11 giugno 2013

Regalecus glesne - pesce abissale


Re di aringhe
Il regaleco o re di aringhe (Regalecus glesne) è un raro pesce abissale di grandi dimensioni che vive a grandi profondità.
Gli scienziati dell'università della Louisiana hanno scattato delle immagini di buona qualità del misterioso pesce, che nuotava nelle acque del Golfo del Messico. Le riprese risalgono a due anni fa, ma i risultati sono stati pubblicati soltanto ora.

sabato 26 gennaio 2013

Un delfino chiede aiuto all'uomo



Il delfino e il sub
Un gruppo di sommozzatori guidati da Keller Laros, l’undici gennaio scorso stavaa seguendo un branco di mante giganti al largo dell'isola di Kona nelle Hawaii. Ad un tratto un delfino s’infila nel branco e comincia ad avvicinarsi ai subacquei. Dopo poco il delfino emette un suono, che Laros definisce un lamento, e si avvicina agli uomini quasi a sfiorarli. Laros si accorge che il delfino si muove male e nota che ha un amo infilato in una pinna e un filo di nylon che lo ostacola nei movimenti. Qualche volta abbiamo sentito il racconto di persone che erano in difficoltà e sono state salvate dai delfini, questa volta è il delfino che chiede aiuto all’uomo. Il delfino resta quasi immobile mentre il sub cerca di liberarlo dal filo di nylon. Poi ad un tratto si vede il delfino allontanarsi, deve risalire per respirare, ma poi torna fiducioso dall’uomo perché finisca il lavoro e resta fermo anche quando il sub deve usare il coltello per liberarlo dalla lenza. Alla fine anche se non riesce a togliere l’amo il sub riesce a liberarlo almeno dal filo che lo ostacolava nei movimenti.

lunedì 21 gennaio 2013

Pesce civetta Dactylopterus volitans Linnaeus.



Pesce civetta Dactylopterus volitans Linnaeus.
Il pesce civetta detto anche pesce rondine o rondine di mare ha il suo habitat nei fondali del Mar Mediterraneo, nell'oceano Atlantico dall'Angola alle coste europee, nell'Atlantico orientale e in quello occidentale. Vive a profondità comprese fra i 10 e gli 80 metri. Erroneamente si crede che questo pesce sia in grado di “volare” fuori dall’acqua sfruttando le sue sviluppatissime pinne pettorali, ma la cosa è impossibile perché ha una struttura piuttosto massiccia, la lunghezza raggiunge i 50 centimetri.
La caratteristica più appariscente, sono le grandi pinne pettorali innervate da raggi spinosi simili ad aculei. La testa è massiccia dotata di una corazza ossea. Il colore di fondo va dal grigio bruno al giallo fino al rossastro ma poi i colori della livrea variano da esemplare a esemplare. Questa specie si nutre di pesci, bivalvi e granchi. Pur essendo commestibile, le sue carni non sono ricercate. È abbastanza diffuso nei grandi acquari.


venerdì 7 dicembre 2012

Squalo tappeto - Orectolobus maculatus



Squalo tappeto - Orectolobus maculatus
Lo squalo tappeto si trova lungo le coste del Giappone, della Cina meridionale e quelle dell'Australia fino a quelle del Queensland, raggiunge una lunghezza massima di tre metri. Il corpo è appiattito con disegni elaborati di varie tonalità, ottimi per mimetizzarsi al fondale marino, il colore di fondo è generalmente verdognolo, il ventre è chiaro.
Sul muso ha delle protuberanze molto simili a baffi o alghe per mimetizzarsi meglio fra i coralli. La mascella sporgente facilita la cattura delle prede. Normalmente vive fino a profondità di circa 100 m, e generalmente in zone con coralli, scogli, pietre, o fondali sabbiosi, ma si può trovare anche in acque bassissime.
 Si tratta di un animale notturno, che si nutre soprattutto di pesci ed invertebrati che vivono sul fondo (nell'ultima foto sta ingoiando uno squalo intero). Normalmente non attacca l’uomo ma se disturbato o lo si provoca attacca. La carne è molto buona e la pelle può messere usata in pelletteria. Questo squalo è una specie ovovivipara e produce fino a 37 cuccioli alla volta. I pescatori di aragoste lo considerano una minaccia per la loro attività.

venerdì 18 maggio 2012

Pesce palla e la specialità culinaria «Fugu»


Pesce palla e  «Fugu»
 Il pesce palla appartiene alla famiglia Tetraodontidae, comprende 185 specie, vive nei mari tropicali ma talvolta si può trovare anche nel Mediterraneo. Ha un corpo ovale, coperto da innumerevoli piccoli aculei, la specie più grande può raggiungere i 6,5 kg di peso, con una lunghezza fino a 60 cm. Le placche dentali, che ricordano il becco di un pappagallo, sporgono oltre la bocca, può mordere in modo doloroso. Questo pesce si nutre di molluschi e crostacei, con il suo becco è in grado di frantumare le conchiglie e i coralli. Quando è in pericolo, ingurgita rapidamente grandi quantità di acqua e si trasforma in una palla irta di aculei, diventando una preda difficile anche per i pesci più grandi. Quando il pericolo è passato, si sgonfia. Concentrato particolarmente nel fegato, ha un veleno molto più potente del cianuro, la tetradotossina, una neurotossina che blocca la funzione respiratoria.  Nel diario di bordo del capitano James Cook (1728- 1779) si legge che in un'occasione la sua ciurma mangiò le carni del pesce palla pescato nei tropici, i rimasugli del pesce, pelle, fegato e gonadi furono dati ai maiali. L'equipaggio sperimentò ottundimento e mancanza del respiro, mentre il mattino dopo i maiali, caricati a bordo per avere carne fresca, furono trovati tutti morti. La tossina fu isolata per la prima volta nel 1909 dallo scienziato giapponese Dott. Yoshizumi Tahara.
In Giappone la carne del pesce palla oltre ad essere molto costosa, è anche molto apprezzata. Solo cuochi diplomati, però, sanno eliminare il veleno che è al suo interno, sembra che il segreto sia lasciare un po’ di quella tossina sufficiente a dare una leggera euforia e un po’ di formicolio alle labbra e alla lingua. Il piatto più popolare è Fugu sashimi, chiamato anche Fugu sashi o Tessa, affettato in modo molto sottile, decorato e preparato in modo da ricordare il crisantemo. Recentemente lo chef Takeshi Yasuge di un ristorante di Tokyo famoso per il suo «Fugu», vanta due stelle Michelin, si è visto ritirare la licenza per cucinare il pesce palla, dopo che una cliente è finita in ospedale.
In Italia il commercio del pesce palla a scopo alimentare è vietato dal 1992. Nel 1977 ci furono dei casi d'intossicazione a causa di alcune code di pesce palla erroneamente inserite in una partita di rane pescatrici decapitate (code di rospo). In un sito ho letto che ci furono anche tre morti, non so se è vero.


martedì 13 marzo 2012

Squalo Goblin (Mitsukurina Owstoni)


Squalo Goblin (Mitsukurina Owstoni)
Lo Squalo Goblin raggiunge i 3,3 metri di lunghezza e i 159 chili di peso e si crede che possa arrivare anche a più di 5 metri; ho letto che in Australia, nel Canberra Museum, è conservato un esemplare di 4 metri. Il Goblin è un pesce abissale che vive a oltre 200 metri di profondità. Si sa poco di questo squalo che è finito qualche volta casualmente nelle reti di pescatori in zone molto distanti fra loro, dalla Nuova Zelanda al Portogallo, fino al Sudafrica e al Giappone da dove proviene la maggior parte dei pochi esemplari conosciuti. La caratteristica più appariscente dello Squalo Goblin è la strana forma della testa caratterizzata da un lungo rostro ricco di organi elettro-sensoriali indispensabili per individuare le prede nel buio degli abissi. Caratteristico è anche il modo in cui estroflette le mandibole per catturare le prede che trattiene con i lunghi denti ricurvi.
 Nel filmato, girato nelle acque giapponesi nel 2008, si vede un piccolo squalo Goblin mordere l'avambraccio di un subacqueo, l'aggressione fu provocata per mostrare i movimenti della mascella. In circostanze normali, questo squalo non sembra sia pericoloso per l'uomo

lunedì 30 gennaio 2012

Pesci volanti



Pesci volanti
La maggior parte dei pesci volanti, è lunga massimo una trentina di centimetri, vive in acque aperte lontano dalle rive, solo poche specie si avvicinano alla costa. Questi pesci si trovano nelle acque tropicali e subtropicali. Nei mari europei di solito non si trovano più a nord del golfo di Guascogna. Nel mar Mediterraneo sono comuni due specie (Cheilopogon heterurus e Hirundichthys rondeletii) e ne sono presenti altre, due molto rare (Exocoetus volitans e Exocoetus obtusirostris).
Si ritiene che escano dall'acqua quando sono inseguiti dai pesci predatori, ma a volte in volo diventano preda degli uccelli che si nutrono di pesce. I pesci volanti nuotano velocemente sotto il pelo dell'acqua, per volare fanno un balzo e grazie alle grosse pinne planano sfruttando la velocità acquisita. Secondo la specie, sono in grado di compiere incredibili balzi fuori dalla superficie, planando per 20-30 secondi e raggiungendo la distanza di 200- 300 metri alla velocità di circa 60 km/h.

lunedì 16 gennaio 2012

Gambero pistola - Alpheus heterochaelis



Il gambero pistola
Il gambero pistolero è un crostaceo e vive in quasi tutti i mari, dal Mediterraneo ai tropici. Il gamberetto Alpheus heterochaelis lungo solo 5 cm è capace di produrre onde d'urto che stordiscono le sue prede. In internet alcuni acquariofili affermano che lo schiocco prodotto da questi gamberetti pistoleri possa incrinare i vetri degli acquari. In tempo di guerra pare che alcuni sottomarini abbiano sfruttato il rumore prodotto dalle colonie di Pistol Shrimp per sfuggire al sonar dei sottomarini nemici, leggo che il rumore prodotto da una colonia di questi gamberetti sia in grado di coprire quello di un sottomarino in navigazione. Gli Alpheus heterochaelis hanno una delle chele, indifferentemente la destra o la sinistra, molto più grande dell'altra e non termina con le normali pinze, fra l'altro se la chela si danneggia, sono in grado di rigenerarla. La chiusura rapidissima della grossa chela spruzza un getto d’acqua ad alta velocità. All'interno del getto d'acqua si forma una mini bolla rovente che implodendo provoca un rumore simile a un colpo di pistola; il fenomeno fisico è noto con il termine ”cavitazione”. E' l'onda d'urto che provoca lo stordimento della preda.