saluto


venerdì 19 settembre 2014

Dio, com'è bella - Dieu, que c'est beau!

Tiziano-Venere di Urbino (particolare) - Uffizi Firenze

Dieu, que c'est beau!
Dieu, que c'est beau! et comment                           
toujours regarder, c'est tout un sort doux!
De la beauté que dans son
J'ai toujours dit que je ne serais jamais rassasié.

Jamais fatiguée: sa beauté, regarder,
toujours se renouvelle;
toujours parler à chaque
et de la grâce et l'amour. Dieu, que c'est beau!

Ici et à travers la mer
les plus éloignées, et pour chaque
des terres, il n'y a personne pour ressembler: il semble
que seulement dans les rêves
pour peut-être une beauté. Dieu, que c'est beau!

Charles d'Orleans 
 figlio di Luigi duca d'Orléans e Valentina Visconti, fu duca d'Orléans dal 1407

In rete questa poesia è attribuita a Charles d'Orleans ma io non trovo riscontri che me lo confermino. Se qualcuno ha notizie certe sarei grato se me le segnalasse.

*****
(Questa è la traduzione trovata in rete, purtroppo non ho trovato di meglio)

Dio, com'è bella! 
Dio, com'è bella! e quanto
sempre, a guardarla, è tutta un dolce incanto!
Della beltà che in lei
sempre si spiega io mai sazio sarei.

Stanco giammai: la sua beltà, a guardarla,
sempre si rinnovella;
sempre ad ognuno parla
e di grazia e d'amor. Dio, com'è bella!

Di qua e di là dal mare
più remoto, e per ogni
terra, non c'è chi le assomigli: appare
quale solo nei sogni
per forse una beltà. Dio, com'è bella!

mercoledì 17 settembre 2014

Lo specchio del passato - Vittorio A. -

Questo post l'ho fatto facendo il copia/incolla del commento che Vittorio. A 
ha fatto nel mio post precedente. 
Io ho aggiunto solo una serie di foto, trovate in rete, che mostrano com'era la vita nelle case di ringhiera.


LO SPECCHIO DEL PASSATO
Immagini riflesse in un mondo senza Anima.
Risa di bambini risvegliano in me i ricordi di un passato lontano dove dignità e rispetto erano l’unica ricchezza 
I Rioni ( anima della città ) dove la vita pulsava sanguigna per strada si giocava con giochi inventati dalla fantasia
La fanciullezza scorreva felice paga del poco che aveva 
ad ogni angolo sprizzava la vita
Le botteghe artigiane davano risalto al folklore creativo 
Rumori di vita profumi fanciulli che giocano il brusio delle massaie che si scambiano notizie su i fatti del giorno appena trascorso riempivano il quotidiano.
Le malignità alla prima occorrenza lasciavano il passo alla solidarietà 
ai giorni nostri Tutto questo non esiste più 
L’anima rionale rivive solo nei ricordi di quei fanciulli oggi vecchi che quando passano di li sentono ancora il bisbiglio dell’ANIMA RIONALE 
VITTORIO.A

lunedì 15 settembre 2014

Fantasy


C’è qualcosa di più terrificante della paura e della realtà: l’immaginazione. (Anonimo)
Adesso mi sembra questa la realtà e il mondo reale la fantasia. (Jake Sully, dal film Avatar)

Volevo "illustrare" la prima frase ... ma mi pare sia venuta una stronz..a  (◕ _ ◕)   (enrico)

giovedì 11 settembre 2014

Orologio meccanico del pavone - Ermitage


L’orologio meccanico del pavone è conservato al Museo dell’Ermitage. 
L’orologio fu fabbricato a Londra nel 1777 da James Cox, esperto orologiaio e gioielliere inglese, su richiesta di Grigorij Aleksandrovic Potëmkin, allora favorito della zarina Caterina II. Argento, bronzo, metallo dorato e strass sono i materiali utilizzati per gli animali e i numerosi dettagli naturalistici che compongono questo complesso meccanismo che muove vari animali, ovvero uno scoiattolo, una civetta, un gallo, un pavone che mostra una spettacolare apertura della coda. Dal 1797 l’orologio si trova all’Ermitage e  funziona ancora bene come pochi altri orologi dello stesso tipo, anche se la messa in funzione dei meccanismi che permettono di ammirare i movimenti più spettacolari avviene soltanto in occasioni particolari. Alla partenza il primo meccanismo che entra in funzione è quello del gufo simbolo della notte che muove la testa e batte il piede roteando gli occhi. Bellissimo il pavone che con grazia piega la testa e apre la coda d'oro simbolo del sole. Il pavone poi si gira e mostra il retro della coda la cui superficie argentata simboleggia la notte. Su un fungo sormontato da una libellula animata compaiono le ore.

>Altri automatismi famosi<