saluto


mercoledì 28 gennaio 2015

Palazzo Castiglioni (la ca' di ciapp)


La ca’di ciapp (palazzo Castiglioni)
Ermengildo Castiglioni nel 1900 commissionò all’architetto Sommaruga un palazzo nel centro di Milano in corso Venezia 47 (Attualmente è la sede dell'Unione Commercianti di Milano) questa era la via della Milano bene. Alla fine dei lavori, nel 1904 le belle linee del palazzo Liberty passarono quasi inosservate, mentre destarono scalpore ed indignazione le statue che ornavano l’ingresso del palazzo. Le due statue opera di Ernesto Bazzaro, nell’intenzione dell’artista, rappresentavano la pace e l’industria, ma con le loro natiche scoperte erano troppo provocanti per l’epoca e furono lo spunto per vignette e commenti pungenti. 
Il palazzo in breve divenne per tutti i milanesi "la ca’ di ciapp” (la casa delle chiappe).
Stanco dei commenti pungenti, Castiglioni fece rimuovere le statue e modificare l’ingresso. 
Le due statue furono riutilizzate in un secondo tempo in una posizione un po' defilata della villa Faccanoni, sempre progettata dal Sommaruga.
Oggi la villa Faccanoni di via Buonarroti 48 è la sede della clinica Columbus e le due statue sono ancora qui.

lunedì 26 gennaio 2015

Per non dimenticare


Auschwitz, Mauthausen, Bergen-Belsen, Treblinka, Dachau, Buchenwald ...


>OLOCAUSTO<: anche i bambini nei campi di concentramento

Quando il generale Dwight David Eisenhower arrivò con i suoi uomini presso i campi di concentramento, pretese che in quei luoghi fossero condotti gli abitanti tedeschi delle località vicine per vedere la realtà dei fatti e ordinò che fossero loro a sotterrare i corpi dei morti.
Eisenhower volle anche che fosse scattato il maggior numero di fotografie alle fosse comuni dove giacevano ossa, abiti, corpi scheletrici ammassati. Fece fotografare i forni crematori, le baracche dormitorio, le torri di controllo, le armi, gli strumenti di tortura.
Disse: 
 “Che si abbia il massimo della documentazione possibile – che siano registrazioni filmate, fotografie, testimonianze – perché arriverà un giorno in cui qualche idiota si alzerà e dirà che tutto questo non è mai successo”

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Oggi nel mondo sono in atto conflitti, guerre civili, si compiono attentati e atrocità di ogni genere e  le prime vittime sono sempre le persone inermi, le donne, i bambini. 
La follia nazista superò persino queste atrocità, infatti, prevedeva il genocidio sistematico e totale di tutti gli ebrei bambini compresi.

martedì 20 gennaio 2015

Barbarinetta e la statua del Cristo Redentore.

Patibolo piazza Vetra (immagine Web)

Barbarinetta e la statua del Cristo Redentore.
Il Verziere di largo Augusto (il nome deriva da "Verziere" o "Verzée") era il luogo dove aveva sede l’antico mercato ortofrutticolo di Milano. Oggi questa è una zona esclusiva, a due passi da piazza del Duomo, ma in passato era malfamata. Piazzale della Vetra, in modo particolare, era considerata un luogo infestato da presenze demoniache e da streghe. Secondo la leggenda per liberare la zona dalle presenze nefaste fu innalzata un'elaborata colonna in granito. Secondo gli storici, invece, la colonna fu fatta erigere da Carlo Borromeo nel 1580 come ex-voto per la fine della pestilenza del 1576. La costruzione crollò per ben due volte e fu terminata quasi cento anni dopo il suo inizio nel 1673, quando sulla sommità fu posta la statua del Cristo Redentore, scolpita da Giuseppe e Gian Battista Vismara su disegno di Francesco Maria Richini. Nel corso del Settecento la statua fu smontata per alcuni lavori di restauro e quando la ricollocarono sulla colonna, gli operai ne cambiarono involontariamente l’orientamento, il Cristo che originariamente guardava verso via Verziere si ritrovò girato un po’ più verso l’attuale via Durini.
Nel 1858, la colonna fu smontata perché pericolante e due anni più tardi  dopo il restauro fu rinominata  "Colonna della Vittoria" e divenne il primo monumento alle Cinque Giornate di Milano. Sulle targhe in bronzo che si trovano sul basamento sono incisi  i nomi di 354 cittadini caduti per la libertà.

La leggenda:
Una mattina i passanti notarono che il Redentore si era “girato”e fantasticando, collegarono l’avvenimento ad un fatto di cronaca riguardante una ragazza di nome Barbarinetta che abitava in questa zona. La ragazza stava rincasando con il padre, quando furono aggrediti da un gruppo di delinquenti che rapinarono e uccisero il padre e sequestrarono lei per violentarla. Richiamato dalle urla della ragazza intervenne un giovane che la salvò. Barbarinetta s’innamorò di quel giovane e lasciato il fidanzato andò a vivere con lui che ricambiò il suo amore. Il suo salvatore però era un delinquente ricercato e un giorno fu catturato e condannato al patibolo. L’esecuzione avvenne alla Vetra e la ragazza che vedeva tutto dal ballatoio della sua casa, non resse allo strazio e si lanciò nel vuoto per morire con lui. Nello stesso istante il Cristo sulla colonna sentendo il suo urlo straziante si girò. 
Ecco come la fantasia popolare spiegò il mistero del Cristo girato.

venerdì 16 gennaio 2015

Cosa è la felicità



La felicità è fatta di piccole cose.
Un bacio, una carezza.

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Felicità è accorgersi della presenza dell'autovelox
e salutare con la manina mentre gli passi davanti rispettando i limiti.(◕_◕)