saluto


lunedì 18 maggio 2015

La Madonnina


La Madonnina  (Oh mia bela Madunina)
La costruzione della guglia maggiore del duomo di Milano era in discussione da molti anni, fu l'arcivescovo Giuseppe Pozzobonelli che ne decise la realizzazione. La guglia fu  progettata nel 1765 e poi realizzata nel 1769 dall'architetto Francesco Croce e con essa il Duomo raggiunse l’altezza di 108,50 metri.
Sulla cima della guglia, nel dicembre 1774 fu posta una statua della Madonna Assunta con le braccia aperte ad implorare la benedizione sulla città.
La Madonnina è alta 416 centimetri e al di là del fatto religioso è il simbolo stesso della città e la protettrice dei milanesi.
La statua realizzata dallo scultore Giuseppe Perego e dall'orafo Giuseppe Bini è composta da lastre di rame, sbalzate e dorate sorrette da uno scheletro che attualmente è in acciaio inossidabile.
Nell’agosto del 1939, alla vigilia della guerra, la Madonnina fu coperta da un panno per evitare di fornire un facile bersaglio ai cacciabombardieri.
Lo scoprimento avvenne con rito solenne il 6 maggio 1945. 
Per rispettare la tradizione nessun edificio di Milano dovrebbe essere più alto della Madonnina, per questo motivo ogni volta che un grattacielo supera tale altezza, viene posta una copia sulla nuova costruzione.

Un po’ di numeri ricavati dal sito Duomo di Milano:
o 4,16 m: l’altezza della Madonnina
o 33: le lastre di rame che rivestono la statua
o 399,200 kg: il peso delle lastre
o 584, 800 kg: il peso della struttura portante in acciaio inox
o 6750: i fogli d’oro zecchino utilizzati nell’ultima doratura


venerdì 15 maggio 2015

I collant hanno 50 anni


I collant hanno più di 50 anni
Velate, coprenti, nere o colorate, di pizzo o a rete, nessuna donna potrebbe  farne a meno! 
Il nylon fu realizzato da Wallace Hume Carothers in un laboratorio della Dupont nel 1935, fu brevettato nel 1937 e commercializzato nel 1938. Nel maggio 1940 iniziò la vendita delle calze e fu un enorme successo. Nel primo anno ne furono vendute sessantaquattro milioni di paia. Le donne prima indossavano calze di seta che si rompevano molto facilmente ed erano molto costose, l’alternativa erano pesanti calze di lana.
Con l’inizio della guerra la produzione di calze in nylon fu interrotta, la fibra serviva per scopi militari, come teli e paracadute, e molte donne si disegnavano con la matita nera una riga sulle gambe per riprodurre la cucitura caratteristica delle calze. La famosa Helena Rubinstein aprì addirittura dei punti ad hoc nei grandi magazzini “Te-le-dipingo-io-le-calze”. 
Nel dopoguerra sia in Europa che in America, cominciarono a diffondersi le calze senza cucitura, serviva ancora il reggicalze ma erano più velate, più colorate. 
Nel 1959 Allen Grant senior ispirandosi all’antica calzamaglia inventò i collant che si abbinavano perfettamente alla minigonna, lanciata poi dalla stilista inglese Mary Quant nel 1960. Con i collant si eliminava il reggicalze, e le forme femminili erano maggiormente valorizzate. 
Oggi i collant sono diventati un indumento indispensabile per cantanti, ballerine e soubrette che possono indossare abbigliamenti sempre più audaci.

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PS: Con le vecchie calze inservibili si possono fare dei fiori :-)

mercoledì 13 maggio 2015

Galleria Vittorio Emanuele II - Milano


Il salotto di Milano
La Galleria Vittorio Emanuele II inaugurata 150 anni fa il 7 marzo 1865, dopo due anni di restauri è tornata allo splendore delle origini, in coincidenza con Expo 2015. Tappa obbligata per chiunque venga in città, questa passeggiata di circa duecento metri collega la piazza del Duomo e quella del Teatro alla Scala, incrociando un asse trasversale lungo un centinaio di metri. Negli affreschi, disegni, fregi, statue e nel centinaio di stemmi dei comuni, ritroviamo lo stile Liberty. Belle le tessere dei mosaici, le geometrie e i disegni dei mille metri quadrati della pavimentazione della piazza centrale opera di artisti veneziani. Quattro grandi mosaici del Salviati che rappresentano gli stemmi d’Italia e d’Inghilterra decorano “L’ottagono”. La galleria è coperta da una cupola che intreccia vetro e ferro.
Fu Giuseppe Mengoni che nel 1859 vinse il concorso del rifacimento della piazza del Duomo di Milano, sbaragliando 175 concorrenti. Il cantiere causa scandali finanziari e fallimenti fu inaugurato ben tre volte ma alla fine dei lavori, la galleria divenne il salotto di tutti i milanesi e non solo dei ricchi signori del centro. Leggo in rete che Giuseppe Mengoni, il giorno precedente la consegna dei lavori, cadde dalle impalcature della cupola e perse la vita. Qualcuno insinuò, senza nessuna prova, che si tolse la vita per le troppe critiche che erano state fatte alla sua opera e per l’affronto fattogli dal Re che non sarebbe stato presente all’inaugurazione, nonostante la galleria gli fosse stata dedicata.
Una grandinata del 1874 distrusse la copertura e i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale crearono notevoli danni all’edificio.



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lunedì 11 maggio 2015

Mantide orchidea - Hymenopus coronatus


Mantide orchidea malese - Hymenopus coronatus
Questa mantide si mimetizza perfettamente con le orchidee sulle quali si posa. Il primo giornalista europeo che la vide, non capì che si trattava di una mantide e raccontò di aver visto un sorprendente fiore carnivoro. 
Il corpo di questo insetto carnivoro è lungo dai 3 ai 7 cm. e  riproduce alcuni dettagli dei fiori su cui si posa (i maschi possono essere meno della metà delle dimensioni delle femmine). Le zampe sembrano petali, la parte superiore dell’addome è caratterizzata da una serie di striature longitudinali brunastre che riproducono le “linee di guida” di certe orchidee per gli insetti impollinatori, sul torace c’è una sottile banda verde che mimetizza maggiormente la sagoma della mantide. Nelle femmine le ali sono generalmente di ridotte dimensioni.
Vive nelle foreste tropicali di tutto il mondo eccetto l'Australia, la durata della vita supera di poco l’anno e al momento della nascita, per sfuggire ai predatori il suo corpo somiglia a quello di una cimice velenosa e come nella cimice i colori del suo corpo sono nero ed arancione. 
Da uno studio recente dell’American Naturalist  si è scoperto che le sue vittime sono attirate dalla  mantide che dondola lentamente facendola sembrare un delicato fiore che ondeggia per la brezza, più che dal fiore stesso.