saluto


mercoledì 29 settembre 2010

Pavoncella colomba - piccioni

Colomba

Originaria dell'India o della Cina, è una tra le più antiche razze di colombi di fantasia. Molto apprezzato per l'aspetto e il portamento elegante. Uccello nervoso e ad andatura fiera, è molto docile, dolce e affettuoso. La forma particolare della coda limita la capacità di volo di tutti i pavoncelli, ma se non sono segregati in una gabbia si rinforzano e volano bene. 
Appartiene alla categoria dei "Colombi decorativi", apprezzati per il loro piumaggio.  
Caratteristiche morfologiche 
Il numero delle penne della coda varia da 30 a 42, ma l'aspetto più caratteristico è l'ampiezza del ventaglio, leggermente concavo e circolare. Pensare che la coda del colombo selvatico porta soltanto 12 penne, e quelle della maggior parte delle razze domestiche da 12 a 14 penne timoniere! Petto largo e arrotondato.
Il Pavoncello viene allevato in una grande diversità di forme e di colori.
Oltre alla varietà bianca, particolarmente apprezzata per le colombaie da giardino, si trovano altri colori come il nero, argento, bleu, giallo e rosso. 

PICCIONE VIAGGIATORE


“Il piccione viaggiatore è una varietà del  piccione domestico (Columba livia domestica) selezionato geneticamente per l'innato senso di orientamento che gli permette di tornare al proprio nido sfruttando il fenomeno della magnetoricezione. Voli sino a 1.820 chilometri sono stati registrati in competizioni colombofile. La loro velocità media in volo su moderate distanze (600 km) è di circa 80 chilometri all'ora"

*****

Io una sera ne ho trovato una colomba bianca sul davanzale della camera da letto. Era buio dovevo chiudere la tapparella, temendo che non sapesse volare nel buio l’ho presa e messa su un pensile della  cucina. La mattina l’ho fatta uscire ma a sera inoltrata ho sentito che volando sbatteva violentemente contro il vetro per entrare in casa, perciò ho aperto la finestra e l’ho lasciata entrare ed è andata a mettersi dove l'avevo messa la prima volta.. Da quel giorno la mattina aprivo la finestra e se aveva voglia, andava via, tornava al tramonto o anche a sera inoltrata, anche oltre le 22, quando pretendeva di rientrare in casa. Io aprivo la finestra e dopo averci "salutati" andava a dormire nel posto che gli avevo riservato in cucina la prima volta.

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