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lunedì 11 ottobre 2010

Osteopatia


Cos'è l'Osteopatia
Il termine Osteopatia, dal greco osteon-osso e pathos-sofferenza. Fu introdotto nel campo medico dal Dr. Andrew Taylor Still per definire quelle disfunzioni organiche, funzionali o strutturali che coinvolgono l'apparato muscolo-scheletrico sotto forma di tensione miofasciale e pertanto causa di alterato allineamento posturale. Coloro che praticano questa scienza olistica amano definirsi osteopath (osteopati), cioè coloro che sul sentiero (path) dell'osso esaminano la funzione del corpo umano offrendo ai loro pazienti una guarigione naturale.
Il Dr. Still, nato nel 1828 nello Stato della Virginia (USA), fu l'ideatore del concetto osteopatico e fondò la prima Scuola di Osteopatia degli Stati Uniti a Kirksville, Missouri nel 1892.
I principi biomeccanici alla base del concetto osteopatico sono vecchi come il mondo e considerano tutti i piani di esistenza dell'uomo: piano fisico, mentale e spirituale. A differenza di altri approcci terapeutici, l'Osteopatia dà un senso alla vita e riconosce l'esistenza di leggi che regolano l'universo interiore dell'uomo ben oltre le semplici reazioni biochimiche.
La legge di causalità permette di spiegare tanto la malattia quanto la salute: la malattia è la conseguenza di cambiamenti anatomici, funzionali, magnetici e biochimici che avvengono nell'organismo umano. Essa è altrettanto naturale in un corpo in disequilibrio, quanto la salute in un corpo in cui tutte le parti strutturali, corpo emotivo, mentale e spirituale sono in armonia tra loro.
Ogni processo patologico nel corpo è un'espressione di una disfunzione muscolo-scheletrica più o meno pronunciata, che contribuisce al mantenimento della stessa malattia; l'osteopata, ragionando anatomicamente, risale alle regioni della lesione, discriminando l'area della sofferenza dalla vera origine dell'alterazione funzionale, quasi sempre non dolente.
La lesione osteopatica è l'associazione di due o più disfunzioni, derivanti da cause iatrogene o esogene o da fenomeni degenerativi vascolari, nervosi o linfatici, che limitano sempre più "la libertà di movimento nel tempo" delle articolazioni ossee, delle fasce muscolari e sierose, e dei liquidi vitali del corpo.
Per movimento non intendiamo solo la mobilità di una vertebra o di un arto (macro movimento), ma anche la mobilità intrinseca dei visceri e la mobilità dell'asse neurale, conosciuta come il "Meccanismo di Respirazione Primario".


L'OSTEOPATIA È ANATOMIA, ANCORA ANATOMIA, SEMPRE ANATOMIA"
diceva il Dr. Still.
E ancora: "L'anatomia è da considerarsi l'alfa e l'omega, l'inizio e la fine di tutte le forme e delle leggi che danno vita al corpo umano". Ogni osteopata deve conoscere perfettamente l'anatomia per poter proiettare all'interno del corpo la propria azione.
L'anatomista Bell diceva:" Impara ad osservare il corpo vivo con i tuoi occhi, poi impara a guardare il corpo con le tue dita e gli occhi aperti, poi impara a guardare il corpo con gli occhi chiusi".
"STRUTTURA E FUNZIONE SONO RECIPROCAMENTE INTERRELATE"
Qualsiasi parte del corpo funziona secondo la sua struttura specifica.
La struttura governa la funzione; similarmente una struttura anormale governa la disfunzione. Ovvero: se la struttura è integra, la malattia non può svilupparsi; se la struttura non è integra, la malattia trova terreno fertile.
Tutte le anomalie strutturali possono portare ad una malattia funzionale e successivamente organica.
"LA LEGGE DELL'ARTERIA È SUPREMA"
Still sosteneva che il sangue è il mezzo di trasporto di tutti gli elementi che permettono e assicurano il mantenimento dell'omeostasi cellulare e quindi dello stato di salute. Di conseguenza ogni perturbazione del flusso sanguigno arterioso, con conseguente stasi ed ischemia nelle zone irrorate (sia in loco che a distanza), predispone il terreno all'instaurarsi della malattia.
L'OSTEOPATIA COME MEDICINA NON CONVENZIONALE
A differenza della medicina tradizionale allopatica, che concentra i propri sforzi sulla ricerca ed eliminazione del sintomo, l'osteopatia considera il sintomo un campanello di allarme e mira all'individuazione della causa alla base della comparsa del sintomo stesso (malattia).
DEFINIZIONE DEL CONCETTO DI MALATTIA
In osteopatia, la malattia altro non è che il risultato del disequilibrio anatomico (struttura) seguito da disequilibri fisiologici (funzione). Da un punto di vista pratico questo porta alla definizione del concetto di disfunzione osteopatica, che ancora una volta trova la sua ragion d'essere nel concetto anche filosofico che "vita è movimento". Ovvero: ogni restrizione di mobilità nella fisiologia (perdita di movimento) di qualunque tessuto del corpo porta alla perturbazione dell'autoregolazione e in seguito ad una degradazione della funzione e della struttura stessa.
DEFINIZIONE DEL CONCETTO DI ENERGIA VITALE
Il concetto di disfunzione osteopatica prevede un accenno al concetto di energia vitale. Qualsiasi sia il trauma (fisico, emozionale, psicologico...), l'entità della disfunzione o danno dipende da un lato dall'entità del trauma, dall'altro dalle condizioni preesistenti al trauma stesso. In altre parole: la capacità di risposta e reazione di un corpo o tessuto ad un evento traumatico dipendono strettamente dalla quantità di energia vitale del corpo stesso, che favorirà o meno l'instaurarsi di un processo patologico o disfunzione.
COME AGISCE L'OSTEOPATIA
Il fine dell'osteopatia è quello di ridare movimento, armonia e fisiologia, ricreando le condizioni migliori (terreno) affinché il corpo ritrovi lo stato di salute.
Il trattamento osteopatico si avvale di un sistema di tecniche esclusivamente manuali (manipolazioni di articolazioni, organi, tessuti), che mirano a correggere meccanicamente delle variazioni strutturali o disordini meccanici capaci di provocare delle alterazioni patologiche.
Proponendosi di giungere alla causa (e non all'effetto), ristabilendo la mobilità della struttura, la funzione si può riadattare ed il corpo potrà allora iniziare il suo percorso di autoguarigione

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