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martedì 2 novembre 2010

Rocca Roveresca (Senigallia)


ROCCA ROVERESCA (Senigallia)
La tipologia architettonica della Rocca di Senigallia è un modello caratteristico di fortilizio militare, funzionale all'orografia pianeggiante del luogo che consente forme regolari e simmetriche. La rocca, come oggi possiamo vederla, è il prodotto di una sovrapposizione di successivi interventi, e sebbene ciò che prevale è la sua configurazione quattrocentesca, nella rocca possono identificarsi almeno quattro fasi costruttive.
La prima fase risale al periodo successivo alla fondazione da parte dei Romani (circa 280 a.C.), della quale rimangono massicci blocchi di tufo visibili nella parete nord-ovest della corte.
Alla seconda fase appartiene il basamento della torre medievale quadrangolare visibile nel lato nord-est, voluta dal cardinale Egidio Albornòz inglobata nel 1350 nella omonima Rocchetta, a ridosso della quale sorse poi nel 1450 la Rocca di Sigismondo Pandolfo Malatesta, La rocca senigalliese nel periodo malatestiano (terza fase) assume la sua conformazione più ampia a forma quadrangolare, recenti restauri mostrano la fortificazione inserita nel perimetro attuale. A partire dal 1480 il Pontelli progettò e realizzò la nuova rocca, inglobando il perimetro di quella malatestiana con nuovi terrapieni e quattro torrioni cilindrici angolari.
L'interno della rocca presenta, nella sua parte centrale, tre livelli residenziali serviti da una scala a due rampe con accesso dal cortile. I sotterranei, adibiti a carcere di rigore, il livello basso adibito alla guarnigione ed agli ufficiali, i locali superiori erano adibiti alla rappresentanza (tre saloni) e alla residenza del Duca. Vi è poi la cappella di quattrocentesca, a pianta quadrata, con decori scultorei che ricordano quelli degli artisti lombardi nel Palazzo Ducale di Urbino.
Il forte era autosufficiente in caso d'assedio, essendo fornito di camino a fuoco, di depositi sotterranei di derrate alimentari con granaio, ed infine di un ampio serbatoio sotterraneo per la raccolta dell'acqua. Dopo il ritorno della città sotto il dominio della Chiesa nel 1631, fu carcere pontificio ed orfanotrofio. Oggi ospita mostre d'arte e varie manifestazioni


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