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domenica 11 dicembre 2011

Clima: conferenza di Durban dicembre 2011


Clima: conferenza di Durban dicembre 2011
La conferenza è iniziata dicendo che l'Europa non sta facendo abbastanza su clima ed energia. Figuriamoci gli altri Paesi! I voti assegnati dallo studio del Wwf ed Ecofys Climate policy tracker resi noti a Durban, dicono che di questo passo non si raggiungerà l'obiettivo della de carbonizzazione entro il 2050.  Danimarca e Germania sono classificate con una “D”su una scala che va da “A” a “G”. L'Italia, classificata con una “E”, si piazza fra i mediocri con la Francia, mentre Bulgaria, Lussemburgo, Grecia e Polonia sono classificati con una “F”.
Alla fine della conferenza i negoziatori dei 193 paesi, più l’Unione Europea, si sono trovati concordi solo su alcuni punti e cioè: tutti vogliono ridurre le emissioni (soprattutto quelle degli altri) e tutti si dicono consapevoli dei disastri ambientali provocati dal riscaldamento del pianeta, ma non tutti sono disposti ad accettare la ripartizione delle responsabilità. La proposta della presidenza sudafricana è che il negoziato inizi l’anno prossimo con una tabella di marcia che porterà all'adozione di un accordo globale salva-clima entro il 2015, per entrare in vigore dal 2020. Per quanto riguarda il Kyoto2, che ha la funzione di fare da ponte verso l'accordo globale, dopo il 2012, riguarderà sostanzialmente l'Europa e pochi altri paesi industrializzati, poiché Giappone, Russia e Canada da qualche tempo hanno annunciato il loro no al secondo periodo del Protocollo. Per quanto concerne il Fondo Verde per il Cambiamento climatico, la cassa comune (100 miliardi di dollari al 2020) che dovrebbe aiutare i paesi più poveri e penalizzati ad incrementare la tecnologia verde, senza un progetto e un percorso, ha molte probabilità di restare una scatola vuota.
Come il solito … tanto rumore per nulla!

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