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lunedì 11 ottobre 2010

Il Karité


Il Karité (Butyrospermum parkii)
Il Karité è un albero che può raggiungere venti metri d’altezza, il tronco che ha una corteccia spessa e nodosa, ha un diametro che può superare il metro. La pianta cresce spontanea in una vasta zona Sub-sahariana ma, data la sua importanza, si stanno avviando delle piantagioni. Il massimo del raccolto si ottiene quando la pianta ha circa venticinque anni, ma poi rimane produttiva per molto tempo, può vivere anche due secoli. I fiori di colore verde con sfumature gialle sono delicatamente profumati. Le foglie di forma allungata sono coriacee, lucide, di colore verde scuro. I frutti che hanno le dimensioni di una prugna, hanno un sapore  gradevole, sono ricchi di zucchero e vitamina C ed entrano nella dieta dell’uomo e di molti animali. Le popolazioni africane usano ogni parte della pianta: il frutto è mangiato fresco o cucinato secondo antiche ricette, il grasso contenuto nel seme è usato come condimento e anche come prodotto cosmetico per la pelle e per i capelli, è usato anche per fare le candele. Il lattice delle foglie serve come colla, i residui delle lavorazioni sono mangime per il bestiame. Con il legno che è molto duro, si fabbricano oggetti artigianali e per l’uso quotidiano.
Il seme contenuto nel nocciolo è un’importante fonte di grasso. Dopo aver fatto seccare il nocciolo lo si frantuma, il seme è pestato, messo a mollo e bollito, da questo procedimento si ottiene il “burro di karitè” che può essere utilizzato puro, o come base per molti prodotti cosmetici.

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