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mercoledì 20 ottobre 2010

Il Museo della curiosità S. Marino


Il Museo della curiosità S. Marino
 Il Museo delle Curiosità è una collezione di fatti, oggetti, notizie e personaggi del tutto insoliti, strani, rari e veri raccolti per stimolare, divertire, insegnare e dimostrare che l'incredibile esiste.
All'interno dell'esposizione, permanente realizzata su una superficie di 600 m² si possono ammirare un centinaio di oggetti e stranezze.
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Copriunghie cinesi in argento di fine del XIX secolo. Furono usati dai mandarini e dalle persone di classe sociale elevata per proteggere le unghie.
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Doccia del XVII secolo, con pompa a mano, serbatoio, getti dal cerchio posto in alto
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Orologio olfattivo (fineXIX secolo)
Antico segnatempo cinese ad incenso, in legno laccato nero.
Ha la forma di un piroscafo fluviale a ruote. Il ponte è rimosso per inserire sui supporti metallici un bastoncino d'incenso, formato da sezioni aventi un profumo diverso e la cui combustione dura un'ora circa. Il passare del tempo può quindi essere calcolato in base al cambiamento di profumo

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«Zoccoli» di cortigiana veneziana del XVIII sec.
Sono certamente curiosi questi zoccoli veneziani del 1500 alti 51 cm.
Quando a Venezia non esistevano marciapiedi si usavano per evitare alle signore di infangarsi o di bagnarsi i piedi.
Le dame erano sorrette da inservienti che ovviamente si bagnavano
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Scarpe per prostituta greca
Era abbastanza comune nell'antichità scrivere sotto la suola delle scarpe.
Gli Egizi tracciavano il nome o un sommario ritratto dei propri nemici, manifestando così il proprio disprezzo.
I Greci, invece, sotto le suole scrivevano il nome dell'oggetto dei propri desideri.
Infine le prostitute greche, sapendo che la pubblicità è l'anima del commercio, incidevano la suola delle loro scarpe trasformandole in un timbro, in modo che rimanesse impressa sulla strada da loro percorsa la seguente frase: "Segui i miei passi".
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Cattura parassiti ( XVIII secolo).
 Il tubicino ha dei piccoli fori ed è riempito di cotone imbevuto di sangue. Le pulci dal corpo entravano dai piccoli fori, si cibavano del sangue e, una volta gonfie, non riuscivano più ad uscire
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Trappola per topi (Germania  1700 circa)
Questa bizzarra trappola lasciava cadere il peso qualora il topo avesse cercato di mangiare l'esca

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