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giovedì 28 ottobre 2010

Valdesi


Chiesa Valdese
 I Valdesi sono cristiani che appartengono alla famiglia delle chiese evangeliche o protestanti. Sono presenti in Italia sin dal Medioevo, repressi dai poteri civili e religiosi fino alla metà del XIX secolo. I credenti in Italia e in America sono oggi in numero di circa 45.000.( fonte web).
La chiesa valdese ha in comune con tutte le confessioni cristiane le confessioni di fede dei concili ecumenici del primo secolo della Chiesa: il Credo, il Simbolo Niceno Costantinopolitano. Dopo la Riforma, e la divisione che ne é risultata nella cristianità, le chiese evangeliche hanno sottoscritto delle nuove confessioni di fede che definiscono il loro modo di intendere il cristianesimo. La chiesa valdese ha fatto questa scelta nel 1655, quando era in corso una crociata delle truppe francesi e sabaude nelle valli del Piemonte.
La confessione di fede del 1655 fu pubblicata per la prima volta in francese, è probabile che possa essere stata approvata nel Sinodo tenutosi ad Angrogna nel corso del 1655, dato che dalla "Apologia delle Chiese riformate del Piemonte circa la loro confessione di fede …." pubblicata a Ginevra nel 1662, Antonio Leger, nel riportare il testo italiano di detto documento, precisa che tale confessione di fede fu "data in luce" dai valdesi in quell'anno 1655 unitamente ad un loro manifesto. E' anche probabile che lo stesso Antonio Leger sia stato l'estensore della detta confessione di fede. Il testo della confessione di fede è riportato nella versione italiana e francese tratte dai due volumi sopra indicati corredato della lettera con cui Antonio Leger la presentava ai valdesi il 5 ottobre 1661.
Il principio fondamentale dei valdesi è vivere la fede cristiana attenendosi al solo Evangelo. Essi considerano perciò che a costituire il fondamento della religione cristiana è la Sacra Scrittura. Credono che la salvezza ci è data per grazia di Dio e per merito di Cristo e che l’essere figli di Dio è dono che riceviamo solo per fede e non premio delle nostre opere. La vita cristiana ha senso, dicono i valdesi, perché è vissuta come un impegno responsabile dei singoli credenti.
La chiesa non è un’organizzazione clericale, ma una comunità di fratelli e sorelle, non deve perciò dare direttive concernenti le scelte politiche, l’etica sessuale, l’organizzazione sociale. La figura del sacerdote non ha più senso perché Gesù ha compiuto con la sua morte in croce l’unico sacrificio possibile. Il credente non ha dunque bisogno di mediazione umana né per ricevere il perdono divino né per ricevere grazia. Di conseguenza i pastori non sono sacerdoti distinti dai credenti, si sposano e hanno famiglia. Nel 1967 l’accesso al pastorato è stato aperto anche alle donne

2 commenti:

  1. Io anni fà, quando vivevo in Val d'Aosta, ero amica del figlio del Pastore Valdese di Aosta
    & di tutta la sua famiglia ed ero sempre a casa Loro ed avevo avuto modo di riscontrare, a parte 1 modus-vivendi ke, a parte il matrimonio & il sesso indistinto dei Pastori, non si discostava poi molto dalla nostra religione, anke maggiore devozione & rispetto verso il Creatore, di Noi cattolici e questo è molto positivo !!!

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  2. Condurre una vita di coppia probabilmente aiuta a capire meglio i problemi dei giovani e della società in generale.

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