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sabato 5 febbraio 2011

Il vero volto di Nefertiti

Nefertiti
Nefertiti (1370 a.C. – 1330 a.C.) è stata una regina egizia, il suo nome significa “la bella” ed è sinonimo di bellezza femminile. Si sa poco di questa donna che regnò durante la XVIII dinastia, nel periodo Amarniano, a fianco del marito Akhenaton, al quale diede sei figlie. Alcuni studiosi ritengono che il padre fosse un ufficiale al servizio di Amenofi III. Pare che Nefertiti avesse uno status sociale equivalente a quello del faraone, infatti, è raffigurata con la corona doppia simbolo del potere. Akhenaton, che evidentemente l’amava moltissimo, volle che agli angoli del sarcofago nel quale sarebbe stato sepolto, fosse scolpito il suo volto e non quello delle quattro dee preposte a proteggere le mummie.
Non c’erano tracce della sua mummia né di quella di Akhenaton ma studi piuttosto recenti basati sulla genetica, hanno fatto supporre che due mummie anonime rinvenute nel 1898 nella tomba Amenhotep II KV35 possano appartenere a Nefertiti ed al consorte. Sono stati rinvenuti alcuni gioielli col suo cartiglio presso la sepoltura reale di Akhenaton, ma sono gli unici indizi.
Il famosissimo busto di Nefertiti – il gioiello della collezione del Museo egizio di Berlino – era stato sottoposto alla TAC nel 1992, un esame successivo condotto dai ricercatori diretti da Alexander Huppertz dell’Imaging Science Institute della città tedesca, aveva permesso di scoprire nuovi particolari. Alexander Huppertz aveva dichiarato: «In questo modo abbiamo acquisito molte informazioni su come il busto sia stato realizzato oltre 3.300 anni fa dallo scultore di corte Tutmosi. Abbiamo appreso, infatti, che la scultura ha due facce leggermente differenti e, grazie alle immagini della Tac, stiamo imparando a prevenire possibili danni, per proteggere questo preziosissimo capolavoro”. Lo spessore dello stucco su viso e orecchie è molto sottile, mentre la parte della corona è formata da due strati, la parte interna del volto è delicatamente scolpita e mostra delle sottili differenze rispetto a quella esterna. Inoltre l’esame diagnostico ha evidenziato i possibili punti deboli della statua.
Basandosi sui risultati della Tac due italiani l'etnologo Franco Crevatin dell'Università di Trieste e lo storico della cosmesi e truccatore Stefano Anselmo hanno poi ricostruito attraverso la computer-grafica, il vero volto della regina egizia. Anselmo spiegava: "In principio ho lavorato sull'incarnato sostituendo nella tomografia i grigi con una tonalità biscotto-ambrata, com'era presumibilmente la pelle di Nefertiti. Per ricostruire il volto ho approfondito l'arte della XVIII dinastia, l'epoca di Akhenaton, studiando capolavori che ritraggono personaggi verosimilmente imparentati con la regina. Nei volti, gli artisti privilegiavano le linee curve. Tenendo conto delle imperfezioni svelate dalla Tac, ho creato piccoli accenni di cedimenti ai lati delle labbra, simili a rughe labiali, e occhiaie appena segnate”.
Crevatin sottolineava: “Riprodurre il volto di una regina circondata da una simile aura di mistero ha richiesto mesi di lavoro e particolare attenzione, anche perché su di lei sono state avanzate le teorie più disparate, c'e chi crede che il busto di Berlino sia un falso e chi pensa che abbia un solo occhio perché la regina aveva perso l'uso dell'altro".     
 I due esperti hanno anche ipotizzato come sarebbe oggi Nefertiti con un trucco e un'acconciatura moderni.

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