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giovedì 18 novembre 2010

Dischi Dropas

Il primo disco in alto è il piatto Lollandoff ed è un falso
Dischi Dropas
Nel 1938, un team di archeologi, guidati dal Prof. Chi Pu Tei dell'Università di Beijing, condusse delle ricerche in alcune caverne a Balan Kara-Ula, sul confine tra Cina e Tibet. Furono trovati degli scheletri di piccoli esseri con un'ossatura minuta e cranio piuttosto grande. S’ipotizzò che le caverne potessero essere state abitate da una razza primitiva sconosciuta. Sulle pareti delle caverne c’erano disegni di uomini che indossavano un elmetto, altri mostravano il sole, la luna, la terra e le stelle. Uno dei ricercatori trovò casualmente un disco di pietra di 22,7 cm di diametro, dello spessore di circa 2 cm. con un foro al centro di 2 cm. e un sottile solco a spirale sulla superficie, che andava dal centro verso il margine. Ad un'analisi più approfondita, il solco risultò essere un'inscrizione formata da una doppia riga di caratteri molto compressi che nessuno fu in grado di decifrare. Il bordo esterno era dentellato per tutta la circonferenza. Cercando trovarono 715 dischi con le stesse caratteristiche.
Per due decenni nessuno riuscì a decifrare le iscrizioni, fu il Dott. Tsum Um Nui che disse di essere riuscito a decifrare il codice ed iniziò a tradurre i messaggi. Alcuni dischi furono spediti a Mosca e gli scienziati russi scoprirono che posti su una speciale piattaforma girevole, generavano un suono ad alta frequenza-
Nel 1963 il Dott. Tsum Um Nui decise di pubblicare la sua scoperta, nonostante il divieto dell'Accademia. La pubblicazione: "I manoscritti incisi riguardanti le navi spaziali arrivate sulla Terra 12.000 anni fa".
Nel 1967, il filologo russo Dott. Viatcheslav Zaitsev pubblicò un estratto della storia contenuta nei dischi sulla rivista Sputnik. La storia riporta la registrazione di una navetta spaziale con abitanti di un altro pianeta, costretti ad un'improvvisa fermata sulle montagne di Bayan Kara-Ula. Le scritture dei dischi spiegano come le intenzioni pacifiche dei "visitatori" furono fraintese e alcuni di loro furono catturati e uccisi dai membri della tribù di Kham, che viveva nelle caverne limitrofe. Secondo il Prof. Tsum Um Nui, una delle linee incise dice: "I Dropas vengono dalle nuvole con il loro velivolo. I nostri uomini, donne e bambini si nascosero nelle caverne dieci volte prima dell'alba. Quando alla fine i Kham compresero il linguaggio mimico dei Dropas, si resero conto che i nuovi venuti avevano intenzioni pacifiche".
 In un altro disco si esprime rammarico da parte della tribù dei Kham che la navetta aliena sia precipitata su quelle montagne remote e inaccessibili e che non ci sia possibilità di costruirne una nuova, in modo che i Dropas possano ritornare al loro pianeta. La leggenda è ancora tramandata presso le tribù del luogo che parlano di persone piccole, con visi gialli, venuti dal cielo, tanto tempo fa. Sia i dischi, sia i graffiti nelle caverne e gli scheletri sono stati datati intorno al 10.000 a.C.
Al tempo della scoperta, alcune delle caverne erano ancora abitate da due tribù conosciute come Khams e Dropas, i cui membri, avevano una statura compresa fra 115 e 140 cm, la media era di 125 cm. La loro pelle tendeva al giallo e le loro teste erano sproporzionatamente grandi e con pochi capelli sparsi; i loro occhi erano grandi, ma non di tipo orientale, di colore blu chiaro. La struttura del viso era ben formata, simile alla razza Caucasica, e i loro corpi erano molto sottili e delicati. Il peso degli adulti oscillava tra i diciassette e i 24 Kg.
 Nel 1955 nella provincia di Sichuan, al confine orientale delle montagne di Baian Kara-Ula, furono scoperte, appartenenti ad una tribù locale, 120 persone la cui etnia non è classificabile. L'aspetto più importante di questa nuova tribù era la statura dei suoi membri: non più alti di 120 cm. L'adulto più piccolo misurava solo 63 centimetri! Questa scoperta fu spacciata come la prima prova concreta dell'esistenza dei Dropas, un popolo i cui antenati, si dice, sono venuti dallo spazio. In seguito la storia pare sia risultata la solita bufala.

1 commento:

  1. Ormai vi inducono a chiamarle "Bufale" o " Pacchi"....la verità è nel' osservazione di tali luoghi, il resto (Mi spiace dirlo) sono solamente induzioni della realtà !!
    N.B. Ho avuto il piacere di visitare tali luoghi in incognito e ben pagando i classici doganieri !!

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