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venerdì 26 novembre 2010

Gran Canyon


Gran Canyon
Patrimonio umanità
Il Gran Canyon, in Arizona, con i suoi 443 km di lunghezza, 16 km di larghezza e 1,6 km di profondità, è un immenso museo all’aria aperta sicuramente lo spettacolo naturale più famoso degli USA. Le stratificazioni colorate delle rocce, hanno dai 250 milioni ai due miliardi di anni, cioè un terzo dell'età della Terra.
Nella parte meridionale, dove si concentra la maggior parte dei turisti, è prevalentemente desertico, con agavi e piante di yucca, scoiattoli, cervi. Il lato settentrionale è più tranquillo e offre viste migliori, soprattutto da Point Imperial, questa parte è più umida, con prati e boschi, linci, puma, orsi e gli onnipresenti scoiattoli.
Si ritiene che il Canyon si sia formato a causa di ripetuti movimenti del terreno, che hanno favorito il lavoro di erosione del fiume Colorado durante le sue ripetute piene.
 Periodicamente è vietato di scendere sul fondo o lungo il fiume per far sì che si possa aprire la diga a monte
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Skywalk
E' il nome del ponte di cristallo, realizzato dal costruttore di Las Vegas, David Jin è stato costruito nella zona più occidentale del Grand Canyon (precisamente a "Grand Canyon West's Eagle Point") riserva degli indiani Hualapai.
Inaugurato nel marzo 2007 il Grand Canyon Skywalk è un’enorme passerella sospesa nel vuoto a 1.200 metri di altezza dalla quale ammirare il Grand Canyon. E' una struttura a forma di ferro di cavallo che sporge orizzontalmente per circa 21 metri dal bordo del Canyon, realizzata in acciaio e cristallo, con dei vetri dello spessore di circa 10 cm. Accanto alla passerella sorge un centro accoglienza disposto su tre piani, comprendente un museo, un cinema, negozi, ristoranti e bar. I lavori iniziati nel marzo 2004 sono terminati nel febbraio 2007. Gli Hualapai sperano che quest’attrazione, unita ad un villaggio di cowboy, uno d’indiani, con la possibilità di sorvolare l’area con un elicottero e di realizzare un tour a bordo di fuoristrada possa dare loro un sostegno economico sufficiente a non scomparire. Tuttavia molti indiani non hanno condiviso l'iniziativa e continuano a criticarla duramente, la additano come opera deturpante e irrispettosa della natura e dei paesaggi naturali e temono anche "ritorsioni" da parte dei loro antenati defunti ai quali questa terra è consacrata.

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