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giovedì 20 gennaio 2011

Mine antiuomo

Mine antiuomo
Una delle eredità terribili dei conflitti, è rappresentata dalle mine insediate e lasciate nel terreno.
Le vittime delle mine sono scese negli ultimi dieci anni da 26.000 a circa 5000 nel 2010. Ma non basta! Nel dicembre 1997 il premio Nobel per la pace era stato conferito alla ICBL (International Campaign to Ban Landmines -  Campagna Internazionale per la Proibizione delle Mine). Secondo le stime dell’ICBL, nel solo 2009 le mine antiuomo hanno causato nel mondo 5.197 morti in grandissima parte civili, un terzo dei quali sono bambini. Sono proprio i più piccoli le prime vittime, attratti da quegli oggetti che a volte sembrano giocattoli. I morti però sono solo la punta dell’iceberg, la maggioranza delle vittime sopravvive con gravi menomazioni. Lo scopo delle mine è quello di terrorizzare le popolazioni, rendere difficile se non addirittura impossibile, le coltivazioni, l’irrigazione e l’allevamento di animali, aggravando la situazione già difficile di quelle popolazioni che in pratica si ritrovano in guerra anche quando i conflitti sono terminati. Il loro uso serve più a mutilare che ad uccidere; chi le installa pensa che sia più gravoso per il proprio nemico curare ed assistere un invalido a vita. L'attività delle mine dura a lungo nel tempo, per esempio in Polonia si continua a morire per l'esplosione di mine collocate durante la seconda Guerra Mondiale. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i conflitti armati e l'instabilità politica sono oggi responsabili per la presenza di quattro milioni di bambini mutilati o disabili. In Afghanistan i minori con questi problemi sono almeno 100.000.
Leggo che il numero di mine anti-uomo che sono collocate ogni anno nel mondo supera il milione, sono notizie che non posso ovviamente controllare (la produzione è vietata ma pare che abbiano trovato il modo di aggirare i divieti costruendo le varie parti in paesi diversi). Anche le " cluster bomb" bombe a grappolo sono in pratica vietate, disperdono 150, 170 frammenti che non sono schegge qualsiasi, bensì trappole micidiali, colorate per incuriosire chi fruga fra le macerie o le ritrova fra l’erba dei campi, appena sfiorate, scoppiano.
Gli ordigni neutralizzati nelle operazioni di sminamento sono solo duecentomila l’anno

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