saluto


giovedì 20 gennaio 2011

Un uomo sdraiato per terra - P. Coelho -


Un uomo sdraiato per terra
Il 1º luglio, alle ore 13.05, incontrai un uomo di circa cinquant'anni sdraiato sul marciapiede di Copacabana. Gli passai accanto, gli lanciai un rapido sguardo e proseguii per la mia strada, diretto a un chioschetto dove prendo solitamente del latte di cocco.
Da buon carioca, ho già incontrato centinaia (migliaia?) di volte uomini, donne o bambini sdraiati per terra. Da persona abituata a viaggiare, ho già visto la stessa scena praticamente in tutti i paesi dove sono stato - dalla ricca Svezia alla povera Romania. Ho visto gente sdraiata per terra in tutte le stagioni dell'anno: nell'inverno tagliente di Madrid, New York o Parigi, dove si sistemano vicino all'aria calda che esce dalle stazioni della metro. Nel sole cocente del Libano, fra gli edifici distrutti da anni di guerra. Le persone sdraiate per terra - ubriachi, senza fissa dimora, stanchi - non costituiscono una novità nella vita di nessuno.
Presi dunque il mio latte di cocco. Dovevo tornare rapidamente, perché avevo un’intervista con Juan Arias, del giornale spagnolo El País. Nel tornare indietro, vidi che l'uomo era ancora lì, sotto il sole - e tutti quelli che passavano si comportavano esattamente come me: guardavano e proseguivano.
Si dà il caso che - anche se ancora non lo sapevo - la mia anima era ormai stanca di vedere questa stessa scena, tante volte. Quando ripassai accanto a quell'uomo, qualcosa più forte di me mi fece inginocchiare e tentare di alzarlo.
Non reagiva. Gli girai allora la testa, e c'era del sangue sulla sua tempia. E ora? Era una ferita seria? Gli pulii la pelle con la mia camicia: non sembrava nulla di grave.
In quel momento, l'uomo cominciò a mormorare qualcosa come: "Chiedigli di non picchiarmi." Bene, era vivo. Ora bisognava che lo togliessi da sotto il sole e chiamassi la polizia.
Fermai il primo uomo che passò e gli chiesi di aiutarmi a trascinarlo all'ombra, fra il marciapiede e la sabbia. Questi era vestito di tutto punto, con cartella, pacchi, ma lasciò tutto da una parte e venne ad aiutarmi, anche la sua anima doveva essere stanca di vedere quella scena.
Dopo avere sistemato l'uomo all'ombra, mi avviai verso casa - sapevo che c'era una cabina telefonica, e da lì avrei potuto chiedere aiuto. Ma, prima di raggiungerla, incontrai due agenti.
"C'è un uomo ferito, davanti al numero tot," dissi. "L'ho messo sulla spiaggia. Sarebbe bene mandare un'ambulanza." I poliziotti dissero che avrebbero preso provvedimenti. Ecco, avevo compiuto il mio dovere. Sollecito, sempre all'erta. La buona azione del giorno! Il problema adesso si trovava in altre mani, che si prendessero loro la responsabilità. E il giornalista spagnolo sarebbe arrivato a casa mia dopo alcuni minuti.
Non avevo ancora fatto dieci passi che uno straniero mi bloccò. Disse in un portoghese confuso: "Io avevo già avvisato la polizia di quell'uomo sul marciapiede. E mi hanno detto che, a meno che non fosse un ladro, non era un problema loro."
Non feci neppure finire di parlare quell'uomo. Tornai dai poliziotti, convinto che sapessero chi ero, che scrivevo sui giornali, che comparivo in televisione. Tornai con la falsa impressione che il successo, in certi momenti, aiuta a risolvere molte cose.
"Lei, signore, è forse un'autorità?" domandò uno di loro, notando che chiedevo aiuto in maniera più incisiva.
Non avevano idea di chi fossi.
"No. Ma risolveremo questo problema ora."
Io ero mal vestito, con la maglietta macchiata del sangue di quell'uomo, con un paio di bermuda ricavati da dei vecchi jeans ed ero sudato. Ero un uomo comune, anonimo, senza alcuna autorità, se non la mia stanchezza di vedere gente buttata per terra, per decine di anni, senza avere mai fatto assolutamente niente.
E questo cambiò tutto. C'è un momento in cui ci si trova al di là di qualsiasi blocco o di qualsiasi paura. C'è un momento in cui i tuoi occhi sono diversi, e gli altri capiscono che stai parlando sul serio. I poliziotti mi seguirono e chiamarono l'ambulanza.
Di ritorno a casa, rammentai le tre lezioni di quella passeggiata:
a) chiunque può fermare un'azione quando essa è ancora puro romanticismo;
b) c'è sempre qualcuno che dice: "Ora che hai cominciato, vai fino alla fine." E, infine, c) chiunque è una persona autorevole, quando è assolutamente convinto di ciò che fa.

 Paulo Coelho

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