saluto


lunedì 29 febbraio 2016

Casa museo Bagatti Valsecchi -Milano-


Museo Bagatti Valsecchi - via Gesù 5 (trasversale di via Montenapoleone) Milano 
Il Museo Bagatti Valsecchi è una casa realizzata da due fratelli: i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi.  A partire dal 1880, alla morte della loro madre, i due fratelli si impegnarono in prima persona nel restyling del palazzo di famiglia e parallelamente iniziarono a collezionare una grande varietà di arredi. Si possono ammirare: la sala Bevilacqua, la camera del letto Valtellinese, il vestibolo, la stanza da bagno con la vasca in marmo che  in realtà è una doccia, la sala della stufa Valtellinese, la camera rossa e la camera verde, il salone, la sala da pranzo, l’armeria...
 Ricche le collezioni di ceramiche, vetri, dipinti, avori, oreficerie, tutti riconducibili al Rinascimento per creare una dimora ispirata alle abitazioni del Cinquecento lombardo.
Dopo la morte di Fausto e di Giuseppe, casa Bagatti Valsecchi continuò a essere abitata dai loro eredi sino al 1974 quando il settantenne Pasino, uno dei figli di Giuseppe, decise di costituire la Fondazione Bagatti Valsecchi, alla quale donò il patrimonio delle opere d’arte raccolto dai suoi avi. Parallelamente, il Palazzo fu trasferito alla Regione Lombardia con la clausola che gli allestimenti storici del piano nobile fossero conservati nella loro integrità. 
Dal 1994 il Museo Bagatti Valsecchi è aperto al pubblico.



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sabato 27 febbraio 2016

Pika di Ili


Questo simpatico musetto che fa capolino fra le rocce è del Pika di Ili. Sembra un peluche e si credeva fosse estinto. 
Scoperto per caso nel 1983 sulle montagne del Tien Shan, nella Cina nord-occidentale, questo piccolo mammifero che misura circa venti centimetri di lunghezza, si fa vedere molto raramente, zoologi ed etologi sanno ancora pochissimo del suo comportamento e delle sue abitudini di vita. Rispetto agli altri sottogeneri di Pika, quelli di questo raggruppamento hanno corporatura più massiccia e testa di forma ovale, con grosse orecchie semicircolari e piccoli occhi posti centralmente. Il Pika di Ili ha un tasso riproduttivo piuttosto basso, come altre specie nordamericane vive a notevoli altitudini tra 2.800 e 4.100 metri  e si nutre soprattutto di erbe e piante montane.
Quando nel 2014, il Pika di Ili è stato nuovamente visto, erano trascorsi circa venti anni da l'ultimo avvistamento. Secondo la Lista Rossa della IUCN e il governo cinese, la specie è considerata a rischio di estinzione.


giovedì 18 febbraio 2016

Casa museo Poldi Pezzoli - Milano


La casa  Museo Poldi Pezzoli
Via Manzoni 12 - 20121 Milano

Il palazzo che si trova a pochi passi dalla Scala risale al XVII secolo, e fu acquistato da Giuseppe Pezzoli, antenato di Gian Giacomo Poldi Pezzoli. 
Alla fine del Settecento il palazzo fu riadattato in stile neoclassico dall’architetto Simone Cantoni,  poi fu nuovamente modificato da Giuseppe Balzaretto tra il 1850 e il 1853.
Nel 1939, durante la Seconda Guerra Mondiale, il Museo fu chiuso e le opere furono portate in salvo in diversi rifugi antiaerei.  Nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1943 i bombardamenti che colpirono Milano danneggiarono seriamente la maggior parte dei decori fissi: il Salone dorato, la Sala nera, la Camera da letto e lo Studiolo di Gian Giacomo Poldi Pezzoli. 
Oggi accanto alle numerose sale storiche restaurate, si affiancano nuovi ambienti come la Sala d’Armi progettata da Arnaldo Pomodoro.
Si tratta di una delle più importanti case museo in Europa, ogni ambiente si ispira ad uno specifico stile del passato e ospita un’eccezionale scelta di manufatti artistici antichi. Si possono ammirare le preziose raccolte di dipinti dal Trecento all’Ottocento, la biblioteca che comprende 3359 volumi a stampa dal XV al XIX sec., vetri di Murano, la raccolta di pizzi in prevalenza italiani e collezioni tessili. Il Giardino del Paradiso nel tappeto “delle tigri” e tappeti persiani del XVI secolo, una raccolta di  orologi antichi dal XVI al XIX sec. e le raccolte di oreficeria con smalti, gioielli ed orologi solari del XV e XVI sec.
Numerose le opere pittoriche di artisti quali il Pollaiolo suo il "Ritratto di fanciulla" simbolo del museo, Perugino, Piero della Francesca, Sandro Botticelli, Giovanni Bellini, Michelangelo Buonarroti, Pinturicchio, Filippo Lippi, Andrea Mantegna, Jacopo Palma il Vecchio, Francesco Hayez,Giovanni Battista Tiepolo, Jusepe de Ribera, Canaletto, Lucas Cranach il Vecchio, Luca Giordano.



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martedì 16 febbraio 2016

GOOGLE PLUS:

 

 

Voglio ringraziare tutte le persone che mi leggono su GOOGLE +.
Mi scuso se qualche volta non rispondo ai vostri commenti ma io scrivo solo sul mio blog e i post passano in automatico anche su GOOGLE +. 
Poiché non controllo sempre, può capitare che mi sfuggano degli interventi e mi dispiace.
So che dieci milioni di visualizzazioni su GOOGLE + non sono numeri molto rilevanti, ma per me che considero il blog solo un passatempo, il risultato è gratificante e poi mi 'suona' bene (❤‿❤)
Ringrazio nuovamente per tutte le visite. 
enrico


***** 



domenica 14 febbraio 2016

Papa Francesco visita il Santuario di Nuestra Señora de Guadalupe

foto tratta da "Cosa resta del giorno"

In concomitanza la visita di Papa Francesco al  Santuario di Nuestra Señora de Guadalupe, guardando i contatori del blog, ho notato un certo interesse per un mio vecchio post. Ripropongo il link a quel post.

sabato 13 febbraio 2016

Felice San Valentino

Buon San Valentino <

 Il tuo cuore è un gabbiano
che vola libero nei cieli della vita.
Lascialo andare senza paura,
ti saprà condurre alla felicità.
...Momenti di autentica felicità possono scaturire soltanto dal cuore.
Se vuoi essere felice ascolta il tuo cuore,
perché esso racchiude tutte le risposte che cerchi.

Bambaren

martedì 9 febbraio 2016

Domande, domande, sempre domande!


La guerra lampo sostituisce la guerra dei bottoni?
L’alice è un pesce che nuota nel mare delle meraviglie?
La ringhiera è una cagna feroce?
I CD-ROM sono un gruppo musicale di nomadi?
La carta igienica quando è usata si chiama ancora così?
Perché chiamiamo il nostro pianeta "Terra" quando è composto per tre quarti di acqua?
Perché "separati" si scrive unito e "tutti insieme" si scrive separato?
Se Dio è immortale perché ci sono due testamenti?
Il prete che viene ricoverato in ospedale, quando esce guarito è Curato?
Le suore Orsoline vanno in letargo?
La lana di vetro la fanno le pecore di Murano?
Gli stitici dopo la morte vanno in purgatorio?
Se il denaro è la causa di tutti i mali, perché dobbiamo lavorare?
Perché dovremmo denunciare il reddito che ci ha dato benessere?
I vegetariani si reincarnano?
Il letto si può rileggere?
Il calcio rinforza le ossa oppure le rompe?
Per ottenere il grano duro, lo spaventapasseri deve avere le sembianze di una donna?
Se la scatola nera dell'aereo è indistruttibile, perché non fabbricano tutto l'aereo con lo stesso materiale?
Perché corriamo sotto la pioggia, dato che  piove anche davanti a noi?
Perché su alcuni interruttori della luce c'è scritto "Acceso/Spento"? Se la luce è spenta come si fa a leggere?
Se quelli al mare si chiamano bagnanti, quelli in piscina come si chiamano?

>Altre domande che tolgono il sonno :-) <

sabato 6 febbraio 2016

Il mondo contro le mutilazioni dei genitali femminili


Secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sono oltre 100 milioni nel mondo (200 milioni secondo l’UNICEF) le donne e le ragazze che hanno subito la pratica delle mutilazioni dei genitali (MGF) e circa 3 milioni ogni anno quelle a rischio. I dati UNICEF dicono che fra tutte coloro che hanno subito questa barbarie praticata in 30 Paesi, 44 milioni sono bambine e adolescenti fino a 14 anni. La mutilazione diffusa in gran parte dell'Africa, Medio Oriente e in alcune zone dell'Asia e dell'America Latina, è un fenomeno che riguarda anche l'Europa, si stima  siano circa 500.000 le donne e le ragazze che convivono con queste menomazioni nel nostro Paese.
Questo abominio crudele ed incomprensibile è legato alla mancanza di istruzione e al rifiuto di abbandonare usanze ancestrali che spesso nonne, zie e anche madri considerano quasi  normali. Siamo all’assurdo che siano le donne a pensare che se la figlia non verrà sottoposta all’infibulazione nessuno la vorrà come moglie. Possibile che non si rendano conto che la pratica, che è anche  pericolosa per la salute, serve solo ad umiliare la donna e a privarla del piacere?

giovedì 4 febbraio 2016

Che fico!

Sono fico! () ... e mi dispiace per gli altri. (oops mi scappa da ridere)

Non ho ancora fatto la barba ma Lei ha voluto comunque dedicarmi una poesia.


ll mio diletto è bianco e vermiglio,
riconoscibile fra mille e mille.
Il suo capo è oro, oro puro,
i suoi riccioli grappoli di palma,
neri come il corvo.
I suoi occhi, come colombe
su ruscelli di acqua;
i suoi denti bagnati nel latte,
posti in un castone.
Le sue guance, come aiuole di balsamo,
aiuole di erbe profumate;
le sue labbra sono gigli,
che stillano fluida mirra.
Le sue mani sono anelli d'oro,
incastonati di gemme di Tarsis.
Il suo petto è tutto d'avorio,
tempestato di zaffiri.
Le sue gambe, colonne di alabastro,
posate su basi d'oro puro.
Il suo aspetto è quello del Libano,
magnifico come i cedri.
Dolcezza è il suo palato;
egli è tutto delizie!
Questo è il mio diletto, questo è il mio amico,
o figlie di Gerusalemme.

Cantico dei cantici 

lunedì 1 febbraio 2016

Villa Necchi Campiglio - Milano


Villa Necchi Campiglio si trova a Milano in via Mozart 14.
Progettata dall’architetto Piero Portaluppi, fu costruita tra il 1932 e il 1935 per un nucleo familiare dell’alta borghesia industriale lombarda (macchine da cucire Necchi, e oggetti in ghisa). La villa ha un ampio giardino, campo da tennis, la piscina ed è ancora oggi un  esempio architettonico esteticamente e funzionalmente molto apprezzabile.
La residenza, donata al FAI dalle due sorelle Gigina e Nedda nel 2001, è diventata dopo i lavori di restauro e l’apertura al pubblico nel 2008, una casa museo. 
Preziose le guide del FAI per le visite della villa.
La villa conserva buona parte degli arredi originali ed è arricchita da collezioni d’arte che annoverano opere di Balla, Boccioni, De Chirico, Morandi, Sironi, Wildt e le principali avanguardie dei grandi artisti del secolo scorso. Un’altra collezione è costituita da  dipinti del Canaletto, Tiepolo, Rosalba Carriera  e arti decorative del XVIII secolo, oltre a preziose porcellane cinesi e maioliche lombarde. Passeggiando nelle sale, cucine e bagni ancora dotati degli impianti  originari, grazie agli arredi, ai quadri e a tutti i piccoli particolari che arricchiscono le sale, ci sono persino gli armadi coi vestiti e i cappellini dell’epoca, sembra di compiere un viaggio a ritroso nel tempo. 
Dopo la fine della guerra, l’architetto Tommaso Buzzi apportò alcuni cambiamenti adeguando lo stile degli interni al gusto per l’antico diffuso nelle dimore milanesi di quel periodo.



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