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venerdì 29 ottobre 2010

I rotoli di Qumran - Gesù e il mistero degli Esseni


I manoscritti del Mar Morto o manoscritti di Qumran
Gerusalemme è la capitale dell'antico regno di Israele. Sulla spianata delle moschee sorgeva una volta il Tempio di Salomone, mentre sotto la cupola dorata si venera la Roccia dalla quale Maometto ascese al cielo. In questa terra Sacra per tre religioni, secondo il Nuovo Testamento, Gesù Cristo morì e risorse. I manoscritti del Mar Morto, sono importanti per approfondire gli avvenimenti storico-religiosi del tempo, sono stati, infatti, considerati la più importante scoperta archeologica del XX secolo. La datazione li colloca tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C. Molto probabilmente questi scritti di ambiente giudaico sono la migliore fonte che abbiamo per conoscere la Palestina ai tempi di Gesù. E' probabile i che gli Esseni abbiano voluto nascondere in questi luoghi i loro testi per salvarli dall'arrivo delle legioni romane. La catalogazione ufficiale suddivide i rotoli in tre categorie.
Prima Categoria, testi biblici: a Qumran erano presenti almeno 100 copie della Bibbia. Sono stati rinvenuti quasi tutti i libri del Vecchio Testamento, manca solo quello di Esther.
Seconda Categoria: versioni del Vecchio Testamento non incluse nella Bibbia attuale.
Terza Categoria, testi comunitari: le regole e i riti di una comunità, commenti alla bibbia ma anche inquietanti Testi Apocalittici, testi che annuncerebbero la Fine del Mondo.
Sulla sponda nord-occidentale del Mar Morto, 12 Km. a sud di Gerico, vi sono delle rovine che gli arabi chiamano Khirbet Qumran (dall'arabo khirbeh, rudere di pietra). In un'epoca non precisata, ma quasi certamente l'aprile del 1947, un giovane pastore beduino di nome Muhammad ed-Dib, scoprì casualmente in questa zona quella che oggi è chiamata grotta 1, qui trovò delle giare di terracotta, munite di coperchio, nelle quali erano stati deposti dei rotoli avvolti nel lino. Presi alcuni rotoli li vendette ad un mercante cristiano di nome Khalil Iskander Shahin che a sua volta li rivendette al metropolita Mar Athanasius Yeshue Samue che riuscì anche a scoprire la posizione della grotta. Già alla fine del 1947 un archeologo dell'università ebraica di Gerusalemme, il professor Eliezer Lipa Sukenik, si era reso conto dell'autenticità, dell'antichità e dell’importanza dei testi. Alla fine del 1951 gli studiosi cominciarono ad interessarsi a tutta l'area attorno alla grotta nella quale erano stati rinvenuti i manoscritti. Ulteriori campagne di ricerca e di scavi portarono, alla fine di marzo del 1956, alla scoperta di altre dieci grotte contenenti manoscritti e resti di vario genere. Il totale di tutti i documenti frammentari ritrovati è di circa 900, in origine, nelle grotte vi erano circa 1000 documenti. Una parte dei rotoli è stata scoperta e portata via già nell'antichità e nel Medioevo, altri rotoli sono marciti, di rotoli originariamente molto grandi, sono rimasti nella maggior parte dei casi, solo pochi frammenti. La maggioranza dei testi è scritta in lingua ebraica, ma un considerevole numero di essi è stato redatto in aramaico, Durante tutti gli anni '50 le migliaia di frammenti vennero ricongiunti, identificati e infine tradotti. Ma fino agli inizi degli anni novanta solo il 20% dei testi di Qumran era stato reso pubblico. Robert Eisenman nel 1992 pubblicò un'analisi dell’ancora inediti scritti di Qumran che suscitò aspre polemiche. I giornalisti Baigent e Leight accusarono apertamente il Vaticano di voler insabbiare scottanti verità.
I manoscritti più importanti sono:
*Il libro di Isaia, il testo, datato paleograficamente al 125 – 100 a.C. e con il radiocarbonio al 202 – 107 a.C., contiene tutti i 66 capitoli del libro di Isaia; è scritto su 54 colonne di varia larghezza, su 17 pezzi di pelle di pecora cuciti insieme a formare un rotolo di 7,35 m di lunghezza per 30 cm di larghezza. Questo rotolo testimonia che il libro di Isaia è stato copiato nei secoli dagli scribi ebrei, poiché è sostanzialmente identico al testo masoretico, posteriore di mille anni.
*Il serek hayyahad, più comunemente chiamato "Regola della comunità" o "Il Manuale di disciplina", datato al 100 – 75 A. Questa è la copia di un regolamento comunitario scritto in calligrafia asmonea e contiene undici colonne di uno scritto settario ebraico. Il Manuale di disciplina ha un'introduzione che fissa lo scopo e il fine della comunità insediata a Qumran. Descrive il rito d'ingresso nell'alleanza della comunità, i principi teologici settari, come ad esempio la dottrina dei due spiriti, il codice penale, il testo di un inno di lode al Creatore. Il testo è chiaramente composito ed ha subito revisioni a varie riprese, riscontrabili nei diversi livelli di composizione.
*Il milhamah, detto "Regola della guerra", scritto in calligrafia erodiana. Composto verso la fine del I secolo a.C., è un libro di istruzioni per una guerra escatologica di quarant’anni che la comunità di Qumran, chiamata "i figli della luce", pensava di intraprendere insieme a Dio e ai suoi angeli, contro i suoi nemici, "i figli delle tenebre", alla fine dei tempi. Inizia con una generica descrizione della guerra a venire, il massacro finale e la distruzione dei figli delle tenebre. Più in dettaglio detta regole circa le trombe, gli stendardi e gli scudi da usare nella lotta e descrive l'ordine di battaglia della fanteria e le sue armi.
*Gli hodayot, ossia gli "Inni di ringraziamento", così chiamati perché molti degli inni iniziano con le parole odeka adonay, "ti ringrazio o Signore". Questa copia è scritta in calligrafia erodiana, datata paleograficamente al 50 a.C. – 68 d.C., e raccoglie almeno 25 salmi o inni rassomiglianti ai salmi canonici, che tendono ad imitare.
*Una specie di targum, rinvenuto nella grotta 11 è stato datato paleograficamente tra la fine del I sec. a.C. e l’inizio del II secolo a.C. è composto di tredici frammenti dai quali si sono ricavate due colonne. La colonna 2 è preservata molto bene, la colonna 3 è ricostruita solo parzialmente. E’ una parafrasi dei passi biblici che serve a spiegare e a interpretare i brani delle sacre scritture ed in particolare della figura di Melchisedec, figura biblica qui identificata come una creatura celeste ed un Messia.
*Il rotolo del tempio, datato con il radiocarbonio al 97 a.C. – 1 d.C., Questo testo sembra aver rappresentato, per la comunità di Qumran, una seconda Torah: esso non solo cita molte norme del Pentateuco, ma spesso le affina e le riformula in modo da renderle più stringenti e rigorose. Le sue esigenze di purificazione cultuale, sono molto rigide. L'inizio frammentario del rotolo contiene alcune parole che richiamano la seconda alleanza stipulata sul monte Sinai, segue una lunga sezione che riguarda il tempio, con le relative feste e i sacrifici. Il tempio che viene descritto qui, non corrisponde a nessuno dei santuari storici d'Israele, era pensato come modello di un nuovo tempio che si sarebbe costruito in futuro, quando i giusti sarebbero riusciti a prevalere. Secondo un elenco steso dallo studioso J. H. Charlesworth è uno dei 30 manoscritti del Mar Morto, non biblici, che contengono il Tetragramma biblico.
*Il rotolo di rame. Nella grotta 3 sono state trovate due sezioni di un testo inciso su una piastra di rame, datato verso il 100 d.C. Quando è stato trovato, il rotolo era talmente ossidato che per poterne leggere il contenuto è stato necessario tagliarlo in strisce verticali. Questo testo rappresenta una specie di enigma, perché nessuno sa che cosa rappresenti o che cosa l'autore volesse dire. Vi sono indicati i nomi di 64 siti in cui sarebbero nascosti altrettanti tesori. Il punto è che molti dei nomi indicati sulla mappa si sono persi nel tempo e nessuno è più in grado di orientarsi usando la mappa. Unica eccezione il mausoleo di Av Solom che si trova alle pendici del monte degli ulivi. Il prof. J.M. Allegro, credendo che la lista parlasse di un reale tesoro sepolto, diresse una campagna di scavi nel 1962 in alcuni dei siti ancora identificabili nel testo, ma non trovò nulla.
In conclusione: quasi tutti i frammenti sono stati resi noti. I rotoli furono nascosti dalle persone che abitavano in Qumran ed è molto probabile che gli abitanti di Qumran fossero gli Esseni. I rotoli non contengono quasi sicuramente materiale cristiano, tanto meno vangeli apocrifi. Resta il quesito irrisolto Gesù apparteneva alla setta degli Esseni? Giovanni Battista, probabilmente, praticava i suoi primi battesimi sul Mar Morto, alcuni riti erano praticati dagli Esseni e sono stati ripresi dai primi Cristiani ma ciò non basta a sostenere che l'avvento di Gesù potesse essere stato profetizzato da questa antica setta.
Al di là di ogni supposizione nei rotoli sono scritte le radici della nostra civiltà e della nostra religione.

2 commenti:

  1. ci devono far riflettere sul fatto che ci sono state sempre persecuzioni e grazie alla lungimiranza degli esseni sono giunti fino a noi questi documenti preziosi

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  2. Sono certamente documenti molto interessanti e meritano uno studio approfondito.

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