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giovedì 2 febbraio 2012

Il castello di Fumone e le sue leggende


Il castello di Fumone
Fumone è un comune italiano della provincia di Frosinone nel Lazio. Il castello è noto perché è stato il luogo di prigionia per Papa Celestino V dopo la sua rinuncia al pontificato.
Il castello di Fumone una fortezza di oltre mille anni, rimasta integra, è stata la principale fortezza militare dello Stato Pontificio del Basso Lazio; arroccato su un monte, circondato da catene montuose e da boschi, fu usato per oltre 500 anni (XI-XVI secolo) come punto di avvistamento.  Dalla Rocca si vedono quarantacinque comuni, dai Castelli Romani verso nord, alla pianura di Cassino e ai Monti Aurunci, verso sud. Quando erano avvistati dei nemici, dall’alto della Rocca i militari avvertivano la popolazione con fuochi e fumate da qui il nome “Fumone” e il motto popolare “Quando Fumone fuma, tutta la campagna trema!”
Nel castello c'è un magnifico giardino pensile costruito nel Seicento unificando i camminamenti di ronda, dei fossati e dei quattro torrioni interni. Per la sua estensione 3500 m², è considerato il più grande d’Europa tra quelli posti a un’altitudine attorno agli 800 metri s.l.m. Interessante il museo che accoglie reperti archeologici.

Come in quasi tutti i castelli che si rispettino, ci sono molte storie e leggende legati a questo luogo, essere imprigionati qui significava essere condannati alla morte più atroce. 

Qualche volta si sentirebbero le urla e i gemiti dei fantasmi dei prigionieri che erano torturati nei sotterranei.
Il 19 maggio 1296 Celestino V morì in questo castello dopo dieci mesi di prigionia. La sua cella è venerata da migliaia di devoti ogni anno. In occasione della morte di Celestino V si racconta che sulla porta della cella ove dormiva ed era rinchiuso apparve una croce splendente. Il fantasma di Celestino si farebbe ancora sentire battendo dei colpi contro le pareti della sua prigione.
Nell'edificio c'è il “Pozzo delle Vergini” legato alla pratica dello Jus primae noctis. Le donne appena spostate, dovevano passare la loro prima notte con il signore del posto, quelle che non erano più vergini, erano torturate o uccise buttandole nel pozzo. Naturalmente si sentirebbero ancora le loro strazianti urla.
C'è poi la storia del piccolo marchesino, cinque anni, Francesco Longhi. Secondo le usanze dell'epoca, unico maschio dopo sette sorelle, avrebbe dovuto ereditare tutto. Le sorelle, invidiose, decisero di eliminarlo mettendogli ogni giorno dei pezzetti di vetro nel cibo. Il bambino morì tra atroci sofferenze. La mamma Emilia Caetani Longhi impazzì per il dolore e fece imbalsamare il piccolo. Ora di notte va a trovare il suo bimbo. Pare che anche il marchesino si diverta alla notte, spostando piccoli oggetti.

 
Certo di notte ci deve essere un gran movimento in questo castello!



6 commenti:

  1. Grazie caro Enrico, quante cose che non conoscevo ora le posso sapere dal tuo interessante blog documentario.
    Tomaso

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    1. Non esagerare con i complimenti o finisco col crederci:-)
      Buona giornata Tomaso
      enrico

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  2. Un altro superbo pezzo di storia dei tuoi. E che belle fotografie!

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    1. Troppo buono Adriano, ma mi fa piacere che ti piaccia.
      buona giornata
      enrico

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  3. Non solo si diventa allegri da te, ma si imparano molte cose nuove. Io non credo ai fantasmi, ma non si sa mai.... Ottima storia ed ottime foto. Buona serata.

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    1. Ho fatto un blog solo per passatempo se mi annoiassi lo chiuderei subito. Quando poi visito il tuo blog, trovo sempre cose interessanti.
      Ciao buona domenica
      enrico

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