saluto


giovedì 28 ottobre 2010

Lettera del Capo Scalth dei Pellerossa


Degli uomini venuti da altre terre, assai lontane, che compravano e vendevano il cielo e la terra, vinsero e rinchiusero nelle riserve un popolo che non riusciva a concepire che fosse possibile comprare o vendere il cielo, il calore della terra:
"Se la freschezza dell’aria e lo scintillio delle acque non ci appartengono come è possibile comprarli? La terra non appartiene all’uomo. L’uomo appartiene alla terra: questo sappiamo. Tutte le cose sono collegate come il sangue che unisce le famiglie."
"Il Grande Capo Bianco ci manda a dire da Washington che desidera acquistare la nostra terra. Come si possono comprare o vendere il cielo e il calore della terra? L’idea ci sembra strana. Noi non siamo padroni della freschezza dell’aria e dello zampillare dell’acqua. Come si può chiedere di comprarli da noi?
Qualsiasi ago splendente di pino, qualsiasi sponda sabbiosa, qualsiasi nebbia nell’oscurità dei boschi, qualsiasi radura erbosa, qualsiasi insetto ronzante è santo nella memoria ed esperienza del mio popolo."Sappiamo che l’uomo bianco non comprende il nostro sistema di vita. Per lui un pezzo di terreno è lo stesso di un altro, perché egli è uno straniero che viene durante la notte e prende dalla terra qualsiasi cosa gli occorra. La terra è sua nemica, non sua sorella, e quando egli l’ha conquistata, continua per la sua strada. Egli abbandona la tomba di suo padre e dimentica il diritto di nascita dei suoi figli""Non vi è alcun posto tranquillo nelle città dell’uomo bianco. Nessun luogo ove si possano ascoltare lo stormire delle fronde in primavera o il ronzare delle ali degli insetti.Ma forse è soltanto perché io sono un selvaggio e non comprendo, mi sembra che il frastuono delle città offenda le orecchie.Quanto vale la vita se un uomo non può udire di notte il grido del succiacapre o il gracidare delle rane in uno stagno?""Anche i bianchi scompariranno, forse prima delle altre tribù. Continuate a contaminare il vostro letto, e una notte sarete soffocati dai vostri stessi rifiuti.Quando i bisonti saranno stati tutti sterminati, i cavalli selvaggi tutti domati, quando gli angoli segreti delle foreste saranno invasi dall’odore di molti uomini, e la vista delle colline sarà oscurata dai fili che parlano, allora l’uomo si chiederà: Dove sono gli alberi e i cespugli? Scomparsi! Dove è l’aquila? Scomparsa!E cosa significa dire addio al rondone, e alla caccia se non la fine della vita e l’inizio della sopravvivenza?"
Dalla lettera inviata nel 1885 dal Capo Scalth della Tribù Pellerossa Duwanisch al Presidente degli Stati Uniti Franklin Pierce a Washington.

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