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giovedì 2 dicembre 2010

150° anniversario dell'unità d'Italia


> 150° anniversario dell'unità d'Italia <

*1859  Gli Stati Italiani nel 1859 prima dell'unificazione: in arancio il Regno di Sardegna, in giallo il Regno delle Due Sicilie, in rosso lo Stato Pontificio, in blu il Regno del Lombardo-Veneto e in verde il Granducato di Toscana e i Ducati di Parma e Piacenza e di Modena e Reggio.
*1860
  Il Regno di Sardegna (in arancio) nel 1860 dopo l'annessione della Lombardia, del Granducato di Toscana, dei Ducati emiliani e della Romagna pontificia.
*1861
  Il Regno d'Italia nel 1861 dopo la spedizione dei Mille

1 commento:

  1. Salve. Sono capitato qui per caso. Mi chiamo Lorenzo, sono un antropologo culturale ma mi interesso anche di storia siciliana e di come essa viene narrata alla popolazione e come quest'ultima la concepisca di conseguenza.

    Nel 1848, se non per pochi giorni, la cartina non è quella che lei ha mostrato: la Sicilia, infatti, dichiarò l'indipendenza da Napoli ricostituendo per 18 mesi il Regno indipendente di Sicilia. Bazzecole? Non proprio, dato che quella rivoluzione ebbe un significato enorme dal punto di vista storico: infatti, dopo tale insurrezione e la scrittura della Costituzione Siciliana, anche gli altri Stati italiani videro entrare in vigore al proprio interno una Costituzione. Quella in Sicilia fu la rivoluzione che ufficialmente è riconosciuta come la prima del Risorgimento italiano (sebbene perfino i libri di storia si dimentichino di narrarne le vicende... o anche solo di farne cenno), ma ciò è sostanzialmente errato, dato che l'unica volontà del governo rivoluzionario siciliano era quello di instaurare una confederazione di Stati indipendenti italiani, non un'unione tra entità politico-territoriali anche molto antiche, come la Sicilia appunto. Testimone ne è l'Art. 2 della stessa Costituzione Siciliana, il quale recita: «La Sicilia sarà sempre Stato indipendente. Il Re dei siciliani non potrà regnare o governare su verun altro paese. Ciò avvenendo sarà decaduto ‘ipso facto’. La sola
    accettazione di un altro principato o governo lo farà anche incorrere ‘ipso facto’ nella
    decadenza».

    Che unità, dunque, volevano i Siciliani? Quella che poi avvenne e per la quale si sono susseguite guerre, sterminii di massa, dittature, mafia ed emigrazione? Cosa, dunque, dovrebbe essere festeggiato, in questo 150° anniversario? Piuttosto, sarebbe opportuno ricordare (questo sì) tutto ciò che questa unità ha causato a terre come la nostra Sicilia, per la quale c'è ben poco da festeggiare.

    Per lasciarle un mio link, questo è il mio blog personale: http://laurentius.ilcannocchiale.it

    Cordialmente. L.

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