saluto


giovedì 2 dicembre 2010

Scusate, ma io non voglio fare l'Imperatore.

Questo è il discorso pronunciato da Charlie Chaplin nelle vesti del barbiere ebreo sosia di Hynkel-Hitler a conclusione del suo film, «Il grande dittatore»


Scusate, ma io non voglio fare l'Imperatore.
Non è il mio mestiere. Non voglio governare o conquistare nessuno. Mi piacerebbe aiutare tutti, se fosse possibile: gli ebrei, gli ariani, i neri, i bianchi. Noi tutti dovremmo aiutarci sempre. Gli esseri umani sono fatti così. Vogliamo vivere della felicità reciproca, non odiarci e disprezzarci. In questo mondo c'è posto per tutti, la natura è ricca, è sufficiente per tutti, la vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell'odio, ci ha condotti a passo d'oca verso l'infelicità e lo spargimento di sangue. Abbiamo aumentato la velocità, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l'avidità ci ha resi duri e cattivi, pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità. Senza queste doti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto.
L'areo e la radio ci hanno avvicinato. La natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell' uomo, reclama la fratellanza universale, l' unione dell'umanità. Anche la mia voce raggiunge ora milioni di persone in ogni parte del mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente. A quanto mi possono udirmi dico: non disperate. L'infelicità che ci ha colpito è solo un effetto dell'ingordigia umana: l'amarezza di coloro che temono la via del progresso umano. L'odio degli uomini passerà, i dittatori moriranno e il potere che hanno strappato al mondo ritornerà al popolo. E finché gli uomini saranno uomini la libertà non perirà mai.
Soldati! Non consegnatevi a questi bruti, che vi disprezzano, che vi riduco in schiavitù, che irregimentano la nostra vita, che vi dicono quello che dovete fare, quello che dovete pensare e sentire! Che vi istruiscono, vi trattano come bestie e si servono di voi come carne da cannone. Non vi consegnate a questa gente senza un'anima, uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore! Voi non siete macchine! Siete uomini! Voi avete l'amore dell'umanità nel cuore. Non odiate! Solo chi non è amato odia! Chi non è amato e chi ha rinnegato la sua condizione umana!
Soldati! Non difendete la schiavitù. Battetevi per la libertà!
Ricordate nel Vangelo di S. Luca è scritto: «Il Regno di Dio è nel cuore dell'uomo», non di un solo uomo o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini. Voi, il popolo, avete il potere di rendere questa vita libera e bella, di rendere questa vita una magnifica avventura. E allora in nome della democrazia, usiamo questo potere, uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza .
Promettendovi queste cose, dei bruti sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno! I dittatori liberano se stessi, ma riducono il popolo in schiavitù. Allora combattiamo per liberare il mondo, per abbattere le barriere nazionali, per eliminare l'ingordigia, l'odio e l'intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere e la felicità. Soldati, uniamoci nel nome della democrazia!

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