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martedì 7 dicembre 2010

Usanze aberranti

Usanze aberranti
Queste non hanno nulla a che vedere con la fame, la religione o il degrado ambientale, credo sia giusto denunciare l'orrore di pratiche barbare ed atroci, ancora praticate presso alcune etnie.


Piattello labiale e perforazione auricolare.
Se il labbro, liberato dal piattello, riuscirà a cingere il capo della donna essa sarà particolarmente richiesta e la dote molto onerosa. 
Il piattello di forma rettangolare è realizzato in legno leggero di balsa. Per dare sufficiente stabilità al piattello sono estratti gli incisivi inferiori.
Piattelli labiali, scarificazioni, orecchini immensi sono usanze primitive che spesso ci appaiono incomprensibili ed anche ripugnanti, ma hanno lo scopo di piacere a se stessi ed agli altri.
Molte etnie dell'Africa Sub Sahariana, quali i Nuba Maskin, i Fulani, i Mursi, i Bororo, i Nuer, sfoggiano le trasformazioni del loro corpo come simboli caratterizzanti la propria comunità e come elementi distintivi dei rispettivi ruoli sociali. Tali ornamenti rappresentano il patrimonio sacro del clan e sono tramandati di generazione in generazione.

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Infibulazione
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre 120 milioni di donne nel mondo, 500 mila in Europa hanno subito mutilazioni genitali e si stima siano sottoposte a tali pratiche circa 6000 bambine ogni giorno.
Contrariamente a quanto sarebbe facile pensare, queste mutilazioni non sono dovute all'osservanza di precetti religiosi e non sono tipiche della religione musulmana, nel senso che non sono nate con essa.
Infatti, è degli anni 80 il ritrovamento di due cadaveri di donne vissute nel neolitico inferiore, che mostravano chiari segni d’infibulazione: dunque si tratta di una tradizione culturale che si perde veramente nella notte dei tempi. L’infibulazione (o circoncisione faraonica) praticata presso i musulmani dell’Africa centro-orientale consiste nel restringimento (prossimo alla chiusura) dell’introito vaginale, con escissione parziale o totale dei genitali esterni.
Presso i musulmani del Nord Africa, del Sud Arabia e dell’Indonesia, la “circoncisione sunna” consiste nella escissione, parziale o totale, di clitoride e piccole labbra.
E’ da considerare che questi interventi sono praticati su bambine o adolescenti, senza anestesia e con strumenti quali coltelli da cucina, vetri o pietre taglienti, o se va bene con strumenti simili a quelli della foto

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Le donne delle tribù Padaung
 Questa pratica è meno cruenta ed impressionante dell'infibulazione ...ma...
 Il collo più lungo conosciuto in un essere umano raggiunge 40 cm ed è stato ottenuto attraverso l'inserimento progressivo di anelli di rame intorno al collo. Questa pratica è comune nelle donne delle tribù Padaung o Kareni nel Myanmar come segno di bellezza. Le donne Padaung - più note come donne giraffa - attirano nei loro villaggi decine di migliaia di visitatori affascinati da una pratica, tanto disumana quanto fotogenica. Ma tra i tanti visitatori in cerca di qualcosa d’insolito da fotografare, quanti conoscono la crudeltà di quella pratica?
Da secoli, all'età di cinque anni le bambine, sono preparate per diventare delle donne giraffa. Durante una sorta di cerimonia che si svolge tra canti e danze, le sono applicate spirali di ottone alle braccia e alle caviglie e un collare di circa tre chili attorno al collo.
Ogni due anni è aggiunto un anello. Per il peso, il collo inizia a deformarsi allungandosi fino a raggiungere 25/30 cm, e contemporaneamente la cassa toracica tende ad abbassarsi. I movimenti del collo racchiuso in questa morsa di una decina di chili, sono molto limitati e per favorire la circolazione sanguigna è indispensabile un massaggio quotidiano alle braccia e alle gambe. Una volta che i muscoli si sono completamente atrofizzati, il collo non è più in grado di sorreggere il peso della testa tanto che se il collare fosse tolto, le donne morirebbero soffocate, poiché la testa, cadendo in avanti, bloccherebbe la respirazione.
La sudorazione provocata dall'umidità tropicale, può causare infezioni e tumefazioni alla pelle. Nelle giornate di sole si deve coprire con un asciugamano il collare per impedire che i raggi arroventino l'ottone.
Nella tradizione del popolo Padaung, le ragazze che non indossavano il collare erano considerate prive di moralità, non potevano sposarsi e avere figli. In alcune tribù gli anelli sono rimossi alle donne che hanno commesso un adulterio.
Oggi essere una donna giraffa e mettersi in posa davanti alle macchine fotografiche è considerata la migliore opportunità di lavoro ora a disposizione nello stato di Myanmar.

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