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martedì 22 marzo 2011

Giornata mondiale dell’acqua 2011


Giornata mondiale dell’acqua
Oggi come ogni 22 marzo è la Giornata mondiale dell’acqua, istituita dall'Onu nel 1992 per ricordare l’importanza di questa preziosa risorsa e incoraggiare cittadini, istituzioni e realtà locali a gestire consapevolmente le risorse idriche. L’oro blu, com’è stata ribattezzata l’acqua, diventerà sempre più raro e prezioso. L'acqua è un bene insostituibile e occorre sottrarlo alle logiche di mercato e garantire a ogni essere umano il diritto di averne a disposizione in quantità sufficiente. L’acqua sarà sempre più contesa all'interno di città, ormai sempre più affollate. La causa è da ricercare nelle politiche inadeguate e nella cattiva gestione delle risorse. La crescita della popolazione urbana avanza al ritmo di due persone al secondo. Attualmente la metà della popolazione mondiale vive nelle città, fra due decenni salirà al 60%, con punte del 95% nei Paesi in via di sviluppo. In Africa e Asia si calcola che la popolazione urbana nel 2030 sarà il doppio di quella che c’era nel 2000. Il 25% degli abitanti delle città del mondo, 789 milioni in totale, vive senza adeguate strutture igienico-sanitarie. Sono circa 497 milioni le persone che nelle città usufruiscono di servizi igienici in comune, cifra che è raddoppiata rispetto al 1990. Il 27% della popolazione urbana dei Paesi in via di sviluppo non ha l’acqua in casa propria. 828 milioni di persone vivono in baraccopoli, senza adeguati servizi idrici e igienico-sanitari e pagano fino a cinquanta volte in più per un litro d'acqua rispetto ai loro vicini più ricchi, poiché spesso devono comprarla da fornitori privati. Ogni giorno, nel mondo, due milioni di tonnellate i rifiuti prodotti dall'uomo sono scaricati nei corsi d'acqua, nei Paesi in via di sviluppi il 90% di tutte le acque reflue viene immesso, senza essere trattato, direttamente in fiumi, laghi e mari. Nel 2008 c’erano ancora 169 milioni di abitanti urbani che defecavano all’aperto.
"Acqua pulita per un mondo sano"
Questo era lo slogan dell'edizione 2010 della Giornata mondiale dell'acqua.
Secondo i dati Oms e Unicef l’ottantasette per cento della popolazione mondiale può contare sull'acqua
potabile e più della metà di queste persone hanno una rete idrica che arriva dentro casa. Ci sono però 884 milioni di persone che non hanno accesso a un'acqua non contaminata. Il quaranta per cento della popolazione  dell'Africa Sub-sahariana e la metà di quella dell'Oceania non hanno fonti adeguate. Nel mondo 2,6 miliardi di persone non hanno servizi igienico sanitari idonei. Muoiono più persone a causa dell'acqua non sicura che non per tutte le forme di violenza, inclusa la guerra. Ogni persona utilizza da 20 a 40 litri d’acqua pulita al giorno, che cresce fino a 50 litri, se si considera il bisogno per lavarsi e cucinare. Un europeo ne consuma in media 200 litri il giorno, un nordamericano circa 400, una persona povera nei Paesi in via di sviluppo deve arrangiarsi, nel migliore dei casi, con 10 litri, spesso sono massimo 5. L’acqua non sicura e la carenza di servizi igienico sanitari provocano ogni anno la morte di circa 1,5 milioni di bambini sotto i cinque anni. Solo la diarrea uccide più bimbi delle vittime causate complessivamente da Aids, malaria e morbillo. L'Italia è uno dei Paesi con maggiore disponibilità di acqua al mondo ma la differenza orografica nel Paese è tale che a Nord c'è una disponibilità due volte superiore a quella teoricamente necessaria, mentre al Sud non si arriva alla metà.
Noi poi siamo spreconi e molta acqua è letteralmente persa per strada, a causa di una rete colabrodo,
che fa svanire circa il 40% dell'acqua trasportata.

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