saluto


domenica 30 aprile 2017

1° maggio Festa dei lavoratori



«Il lavoro ci dà dignità. Chi per manovre economiche, per fare negoziati non del tutto chiari chiude fabbriche, chiude imprese e toglie il lavoro agli uomini fa un peccato gravissimo». 
 Papa Francesco

sabato 29 aprile 2017

Red carpet da guinness in Liguria


Organizzata dalla Regione Liguria con i comuni di Rapallo, Santa Margherita Ligure e Portofino, tra Rapallo e Portofino oggi s’inaugura una passeggiata di 8,5 chilometri, considerata uno dei percorsi pedonali più belli d’Italia si snoda sul  tappeto rosso di 8,5 km, il più lungo del mondo.

mercoledì 26 aprile 2017

Prova costume :-)


Soddisfatto della prova costume... le ciabatte vanno ancora bene 😛
L'ombrello è perché il cielo si sta coprendo... è dell'anno scorso ma copre ancora quasi tutto😊

lunedì 24 aprile 2017

FESTA DELLA LIBERAZIONE

Sandro Pertini presidente della Repubblica dal 9 luglio 1978 al 29 giugno 1985

L'anniversario della liberazione d'Italia (anche chiamato festa della Liberazione, anniversario della Resistenza o semplicemente 25 aprile) è una festa nazionale della Repubblica Italiana che ricorre il 25 aprile di ogni anno. 
Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) – il cui comando aveva sede a Milano ed era presieduto da Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani (presenti tra gli altri il presidente designato Rodolfo Morandi, Giustino Arpesani e Achille Marazza) - proclamò l'insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia facenti parte del Corpo Volontari della Libertà di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa, giorni prima dell'arrivo delle truppe alleate; parallelamente il CLNAI emanò in prima persona dei decreti legislativi, assumendo il potere «in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italiano», stabilendo tra le altre cose la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti, incluso Benito Mussolini, che sarebbe stato raggiunto e fucilato tre giorni dopo.
La ricorrenza è stata istituzionalizzata stabilmente quale festa nazionale: solo il 27 maggio 1949, con la legge 260.
Da Wikipedia

domenica 23 aprile 2017

L'infiorata ai bagni misteriosi


Questa è la piscina scoperta Caimi di via Botta 18 a Milano, la storica vasca degli anni 30 è rinata da pochi mesi dopo undici anni di chiusura, grazie al progetto della Fondazione Pier Lombardo, che gestisce l'attiguo teatro Franco Parenti e alla collaborazione del FAI. 

L'infiorata per un allegro weekend all’aperto.
Ieri e oggi giornate in cui non si può certo fare il bagno all'aperto 😊, sulla piattaforma nella piscina detta anche “Bagni misteriosi” adulti e bambini hanno creato, usando i petali di venticinque mila fiori giunti da San Remo, dei “tableaux de fleurs “e sul prato è stato steso un rotolo di carta con fiori, dipinti anche dai visitatori.
Poi ovvio il punto di ristoro ecc...
L’Infiorata ricorda il tempo in cui si adornavano le strade con i fiori quando in città arrivavano dei Reali. 


giovedì 20 aprile 2017

Giorno della terra 2017



Il 22 Aprile si celebrerà la Giornata Mondiale della Terra giunta alla sua 47° edizione. Adesso alcuni paesi che avevano sottoscritto il Protocollo di Parigi con lo scopo di sconfiggere il degrado ambientale, stanno tornando indietro assumendo posizioni che smentiscono la realtà climatica e catastrofica che avviene oggi sul nostro pianeta. La Terra è di tutti e questa è un’importante occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono. 
Bisogna arrivare a sostituire le risorse fossili, adottando soluzioni che includono il riciclo dei materiali, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi e si deve incrementare l’uso di energie rinnovabili.

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ALTRI ALBERI SPECIALI

martedì 18 aprile 2017

Se un giorno di Gabriel García Márquez


Se un giorno avrai voglia di piangere, chiamami,
non prometto di farti ridere, ma potrò piangere con te.
Se un giorno riuscirai a fuggire, non esitare a chiamarmi,
non prometto di chiederti di rimanere, ma potrò fuggire con te.
Se un giorno non avrai voglia di parlare con nessuno, chiamami
staremo in silenzio.
Ma... se un giorno mi chiamerai e non risponderò, vieni correndo da me...
perché di certo avrò bisogno di te!

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Sí un día te dan ganas de llorar, llámame, 
no prometo hacerte reír, más puedo llorar contigo.
Sí un día resuelves huir, no dudes en llamarme, 
no prometo pedir que te detengas, más puedo huir contigo.
Sí un día te dan unas locas ganas de no escuchar a nadie, llámame 
y prometo quedarme bien quietecito.
Pero... Sí un día me llamas y no respondo, ven corriendo a mi encuentro...
Tal vez ese día yo necesite de ti.

Gabriel García Márquez


giovedì 13 aprile 2017

Serena Pasqua


La pace

Non importa che tu sia
Uomo o donna,
Vecchio o fanciullo,
Operaio o contadino,
Soldato o studente o commerciante,
Non importa quale sia
Il tuo credo politico
O quello religioso
Se ti chiedono qual’è la cosa
Più importante per l’umanità
Rispondi
Prima
Dopo
Sempre:
La pace.
Li Tien Min

sabato 8 aprile 2017

Il fiore della passione...Passiflora


La Passiflora, detta anche fiore della passione, è una pianta originaria dell'America centro-meridionale, con alcune specie provenienti dal Nord America, Australia e Asia è un genere di piante della famiglia Passifloracee che comprende circa 465 specie di piante erbacee perenni e annuali, arbusti dal portamento rampicante e lianoso e alberelli alti fino a 5–6 m.
Passiflora significa "fiore della passione" (dal latino passio = passione e flos = fiore), il nome le fu dato dal padre missionario Emmanuel de Villegas nel 1610. Il religioso  in alcune parti del fiore scorse i simboli della passione di Cristo: "La corona di filamenti colorati che circonda l'ovario rappresenta la corona di spine, i cinque stami sono espressione delle cinque ferite di Gesù, i tre stigmi rappresentano i tre chiodi, i cinque petali e gli sepali indicano gli apostoli rimasti fedeli, l'androginoforo rappresenta la colonna della flagellazione, i viticci sono i flagelli". Altra interpretazione: I tre stili sembrano i chiodi, gli stami il martello, la raggiera corollina la corona di spine, i viticci la frusta con cui venne flagellato (entrambe le spiegazione le ho trovate in rete) 
Il nome fu adottato definitivamente da Linneo nel 1753. 
 La Passiflora caerulea è l'unica specie coltivata in Italia come pianta ornamentale perché sopporta il nostro clima invernale. È usata nei giardini per ricoprire muri, recinzioni, pergole, in vaso, negli appartamenti o in serra. I frutti di questa specie non sono commestibili perché leggermente tossici. Nei climi tropicali si coltivano alcune specie particolari per utilizzare il frutto che ha sapore dolce, aromatico, ed è consumato naturale, o aggiunto ad altri frutti nella preparazione di composte, marmellate e succhi. 
La passiflora è utilizzata anche in erboristeria.

venerdì 7 aprile 2017

Júzcar Spagna il paese dei Puffi :-)


In Spagna esistono 1500 Pueblos Blancos, “Villaggi Bianchi“ di cui fa parte anche Júzcar un villaggio situato a 600 m. di altitudine nella provincia di Malaga, nella comunità autonoma dell’Andalusia, gli abitati sono circa 200. Tutte queste località sono accomunate dal caratteristico colore bianco delle facciate di ogni edificio.
Nel 2011 per girare un film sui Puffi, la Sony Pictures chiese di colorare di blu tutte le abitazioni, compreso anche la chiesa e le lapidi del paese. Naturalmente alla fine delle riprese avrebbero ridipinto di bianco tutti gli immobili per tornare alla colorazione precedente.
Pubblicizzato l’evento, ci fu un incremento notevole del turismo perciò alla fine delle riprese fu indetto un referendum per decidere se tornare alla colorazione precedente. Con 141 voti a favore e 33 contrari, fu deciso di lasciare tutto come era e ancora oggi il paese è completamente dipinto di blu.

Roba da non dormire la notte...Come fa una Puffetta da sola a tenere a bada un centinaio di Puffi?😊


IN INDIA ESISTE UNA CITTÀ
 BLU PATRIMONIO DELL'UMANITÀ 
>JODHPUR <qui avevo fatto un post

mercoledì 5 aprile 2017

Lago Natron Tanzania


Gli animali mummificati del lago Natron
Il lago Natron è un lago salato profondo circa 3 metri, situato a 600 m. di altitudine a nord della Tanzania al confine con il Kenya, ha una superficie tra i 600 e i 1000 km² secondo la stagione ed è molto vicino ad un vulcano. Nell’acqua viscosa, imbevibile, dall’odore nauseabondo proliferano alcuni tipi d’alghe che sono un cibo ricercato da un pesce tropicale che vive nei pressi delle sorgenti, e dai fenicotteri che grazie ad uno strato protettivo corneo su zampe e becco non soffrono per l'acidità dell'acqua e costruiscono i nidi vicini alla riva, dove l’acqua che è caustica sulla pelle, costituisce un efficace deterrente per i predatori.
Con l'evaporazione durante la stagione asciutta, il livello di salinità dell'acqua aumenta notevolmente e colonie di microrganismi che comprendono i cianobatteri cominciano a prosperare. Questi batteri contengono un pigmento responsabile del colore del lago Natron, un rosso scuro e profondo con striature biancastre superficiali dovute all'accumulo di sodio e variazioni tonali tendenti all'arancio nelle parti dove l'acqua è meno profonda. Il fenomeno è dovuto all'elevato contenuto di un composto naturale letale per moltissimi animali: il carbonato idrato di sodio, conosciuto, appunto, come Natron, utilizzato in passato nell'operazione d’imbalsamazione, per le sue proprietà disidratanti.
 Il fotografo Nick Brandt, nel suo libro Across the ravaged land, ha pubblicato alcune foto scattate durante una spedizione compiuta nel 2011. Nelle immagini si vedono animali mummificati (non pietrificati), morti naturalmente o accidentalmente finiti nel lago. Nick in un’intervista pubblicata da New Scientist ha raccontato: “Ho preso i corpi delle creature così come li ho trovati sul litorale, e poi li ho collocati in posizioni viventi, riportandoli in vita, per così dire”

domenica 2 aprile 2017

Orso del sole e orso dagli occhiali


L'orso malese Helarctos malayanus chiamato anche orso del sole per la caratteristica macchia giallo-arancio a forma di ferro di cavallo sul petto, abita principalmente le foreste pluviali dell'Asia sudorientale. Misura 120 cm di lunghezza, è il più piccolo della famiglia degli orsi, ha una piccola coda di 3 cm e pesa in media circa 65 kg, per le sue dimensioni è chiamato anche orso cane. Il pelo è corto e lucido, ha orecchie piccole e arrotondate ed un muso corto. La lingua molto lunga è adatta per raccogliere gli insetti nelle fessure dei tronchi. L'orso malese non va in letargo. È un eccellente arrampicatore. I maschi sono leggermente più grandi delle femmine. In cattività possono vivere una trentina d'anni. La dieta  comprende frutta, bacche, germogli d’alberi di palma, radici, nidi di ape, uova, termiti, piccoli vertebrati, uccelli e persino noci di cocco. La gestazione è di circa 3 mesi, ma l'allattamento può durare anche 18 mesi. I cuccioli raggiungono la maturità sessuale dopo 3-4 anni. Animali prevalentemente notturni possono causare danni alle piantagioni di palme da cocco e cacao. Sono cacciati sia per i danni che provocano sia per impadronirsi della pelle e delle parti del suo corpo, usate nella medicina cinese (Anche lui come l'orso della luna è vittima di assurde credenze popolari). L'orso malese è una delle specie più a rischio del sud-est asiatico.

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ORSO DAGLI OCCHIALI



L'orso dagli occhiali (Tremarctos ornatus Cuvier, 1825),, è un mammifero appartenente alla famiglia Ursidae. È l'unico orso sudamericano è uno degli orsi più piccoli, lungo 1,5-1,8 m compresa la piccola coda di circa 15 cm e alto, alle spalle, 75 cm in media. Un maschio completamente sviluppato può pesare fino a 140 kg. Il pelo, ispido, è nero o marrone molto scuro, con larghi cerchi o semicerchi bianchi o avana attorno agli occhi, a cui si deve il suo curioso nome comune.
Questo animale ha macchie bianche sul collo, che si estendono in striature irregolari sul petto. Tuttavia le macchie della testa e del petto variano considerevolmente da individuo a individuo e possono, a volte, essere del tutto assenti. Vive nelle foreste ai piedi delle Ande, fino ad un'altitudine di 3000 m  è un ottimo scalatore, in grado di arrampicarsi sugli alberi fino ad un'altezza di 24–30 m in cerca di cibo. Si ritiene che si nutrano quasi esclusivamente di foglie, frutta e radici, anche se allo stato selvatico sono stati visti cacciare cervi, vigogne e guanachi.
Dai dati del 1951, di una colonia ben stabilitasi nei giardini zoologici di Buenos Aires, risulta che il periodo di gestazione dura dagli otto agli otto mesi e mezzo, che il numero dei piccoli varia da uno a due, gli orsi dagli occhiali sono l'unica specie di orso in cui i cuccioli cavalcano abitualmente sulla schiena della madre. La sua dieta giornaliera consisteva in un litro circa di latte evaporato ridisciolto, 18 mele e 7 pagnotte di pane con uva passita, ma non accettò mai carne, neppure tritata come quella che si dà ai cani.
 La specie è classificata come Vulnerabile dalla IUCN a causa della perdita di habitat

sabato 1 aprile 2017

Suggerimento per un weekend fuori porta :-)

Gioioso fine settimana, in una ridente località dove trascorrere una piacevole giornata pescando. Ciaooo😋