San Lorenzo, Io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.
Ora è là come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido
portava due bambole in dono…
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!



Comme c’est beau... tout me touche, je suis romantique :))
RispondiEliminaBuona giornata cara romantica Andreja , un abbraccio.
Eliminaenrico
La ricordo ancora a memoria dai tempi della scuola. Mi metteva tanta tristezza ed è ancora cosi ! Saluti.
RispondiEliminaHo altri post sulle “stelle cadenti” ma ho proposto questo pensando ad alcuni recenti avvenimenti:
Elimina"E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!"
Buone vacanze e un abbraccio
cara Mirtillo
enrico