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venerdì 3 dicembre 2010

Croce Rossa e battaglia di Solferino

26/06/2009
Anniversario Croce Rossa e battaglia di Solferino
Ricorrono quest’anno il 150°anniversario della Croce Rossa, il 90° anno della nascita della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FICR) e il 60° anno dell’adozione delle Quattro Convenzioni di Ginevra, corpo giuridico fondante del diritto internazionale umanitario, ispirato dalle parole pronunciate nel 1861 dal medico Ferdinando Palasciano: "Bisognerebbe che le potenze belligeranti nella dichiarazione di guerra, riconoscessero reciprocamente il principio della neutralità dei combattenti, feriti o gravemente malati, per tutto il tempo della cura".
Questi concetti furono ripresi dallo svizzero Henry Dunant che rimase sconvolto vedendo gli orrori bellici della guerra che oppose il 24 giugno 1859, le truppe francesi e piemontesi alleate per sconfiggere gli austriaci nella battaglia di Solferino e San Martino e rimase impressionato dalle donne “pietosamente impegnate a fasciar di bende gli uomini straziati dal dolore, senza tener conto di divise o di bandiere”.
La mattina del 24 giugno gli eserciti della Francia, del Piemonte e dell'Impero austro-ungarico si trovarono all'improvviso faccia a faccia su un fronte lungo una quindicina di km a sud del Lago di Garda. Complessivamente erano schierati almeno 230.000 soldati che combatterono, non ben organizzati, spesso all’arma bianca. Al termine della battaglia, durata oltre tredici ore rimasero sul campo migliaia di cadaveri. All’epoca si parlò di 5000 morti, ma nel 1870 per motivi d’igiene si riesumarono i cadaveri seppelliti nel campo di battaglia e furono ritrovati 9500 teschi. Se si aggiungono i morti sepolti nei cimiteri e quelli deceduti più tardi a causa delle ferite, probabilmente i soldati che persero la vita furono 20.000.
Qualche tempo dopo la battaglia, Dunant scrisse il libro di memorie “Un ricordo di Solferino “ che darà l'impulso per la nascita della Croce Rossa. Un brano indicativo del suo libro:
“Il sole del 25 giugno 1859 illuminò uno degli spettacoli più spaventevoli che si possano presentare all'immaginazione. Il campo di battaglia è in ogni parte coperto di cadaveri d'uomini e cavalli; le strade, i fossati, gli avvallamenti, le macchie, i prati sono cosparsi di corpi morti, e gli accessi di Solferino ne sono letteralmente coperti. I campi sono devastati, i frumenti e il grano turco sono calpestati, le siepi rovesciate, i frutteti saccheggiati, di tratto in tratto s’incontrano pozze di sangue».

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