saluto


mercoledì 1 dicembre 2010

Il pensiero debole

Il pensiero debole
Luciana Littizzetto

Mancava. Mancava proprio. Ma poi per fortuna qualcuno ci ha pensato. Un essere superiore, un vero concentrato di furbizia,al quale non finiremo mai di dire grazie, ci ha scaraventato sul mercato un oggettino di cui la nostra vita insulsa non poteva più fare a meno: il fichissimo cellulare che fa le foto. Sentivo un grande vuoto dentro al cuore... e adesso finalmente capisco cos'era: che non potevo fotografare col telefonino. Che stupida. Avevo settecento euro in tasca e la desertificazione dell'anima in petto. E non comprendevo il perché: Ma adesso si che la mia vita ha riacquistato un senso. Ora non mi resta che aspettare con ansia il momento in cui potrò fare la maionese col cordless e telefonare col boiler. Anche friggermi due uova sul videoregistratore, non mi dispiacerebbe. Mio Dio. Siamo proprio alla  frutta. Altro che Sars. Questa si che e una vera e propria intossicazione atipica. Senza antidoti. La diagnosi? Sindrome cellularica da dipendenza cronica. Con tanto di crisi di astinenza. Per guarire tocca chiudersi in una comunità di recupero. C'e gente che vive aggrappata al cellulare. I maschi soprattutto. Che fanno qualsiasi cosa col telefonino. Dall'amore alla cacca. Ebbene si. Da una recente indagine sociologica mi risulta che almeno l'80% degli utenti maschi usi il telefonino in bagno. E' vero che gli amici si vedono nel momento del bisogno ma non pensavo cosi alla lettera. Il biondo studentino di Marcella invece di stringerla sul cuor al Valentino, le telefona dal cesso. Che poesia. La chiama regolarmente due volte al giorno. Se poi mangia qualcosa che gli fa male anche tre o quattro. Quando gli prendono gli attacchi di colite sette o otto. Solo la stitichezza potrebbe segnare la fine del loro rapporto. Quell'anomalia ambulante del moroso di Pilla, che e seriamente menomato nella sfera della comunicazione, le manda soltanto messaggini. Ma siccome non sa usare, la punteggiatura le scrive cose del tipo:
Ceneabbiamopuntodidomanda. Il cugino di Marisa al contrario ha un solo cellulare e tre schede telefoniche. Una per ogni amante. Poi quando le molla butta via la scheda. Per Ettore il cellulare e diventato un'ossessione. Lo cambia continuamente. E' l'unico suo argomento di conversazione. Se hai un Nokia del '98 non ti rivolge nemmeno la parola. Si compra telefonini sempre più piccoli. sempre più cromati. L'ultimo, che era lungo come un gianduiotto, gli e morto nel water. Affogato. Sua moglie Elvira, che e una saggia, ha sentenziato: credimi, i cellulari sono l'unica cosa che gli uomini sono fieri d'avere piccolo.

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