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domenica 14 novembre 2010

Milano e le sue leggende 2°


Basilica di S. Ambrogio
Fu fondata nel 379 da Sant’Ambrogio protettore di Milano, come “Basilica Martyrum” (custodiva le spoglie dei Santi Gervasio e Protasio). Lo stesso Vescovo fu sepolto nella basilica alla sua morte avvenuta il giorno di Pasqua del 397. Nel X secolo furono aggiunti un nuovo presbiterio e un'abside.
Nel 1126 un crollo obbligò a importanti interventi che si protrassero fino al quasi rifacimento ottocentesco che ne modificò notevolmente l’immagine.
La basilica custodisce veri tesori come: il pergamo nella terza campata della navata centrale, il ciborio al centro del presbiterio, l’arca in argento contenente le spoglie dei martiri e del santo milanese ed infine il sacello di S. Vittore in Ciel d’Oro. Nel cortile della canonica sorge inoltre il piccolo Oratorio di San Sigismondo, il martire Cristiano che vi fu sepolto insieme a S. Desiderio.

La leggenda:
A lato della piazza antistante alla basilica c’è una colonna romana sormontata da un capitello corinzio. Nel fusto ci sono due buchi. La tradizione vuole che siano stati lasciati dalle corna di Satana durante uno scontro con Cristo. Chi si troverà - così vuole la leggenda - a passar vicino alla “Colonna del Diavolo” la notte di Capodanno, sentirà odore di zolfo.

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La maledizione di Palazzo Marino
Negli anni della dominazione spagnola durata fino al 1713, fra i banchieri più importanti di Milano c’era il conte Tommaso Marino. Un giorno il conte, mentre camminava in centro, vide una ragazza bellissima, indagò e scoprì che era la figlia di un patrizio veneziano, Sua Eccellenza Cornaro.
Marino chiese la mano di Ara la ragazza che aveva ammirato, ma il patrizio Veneziano rispose che non avrebbe mai concesso in sposa sua figlia a chi non le avesse offerto un alloggio degno dei palazzi veneziani. Il banchiere per esaudire le richieste del Cornaro commissionò all’architetto Galeazzo Alessi un palazzo che doveva essere per lusso e splendore il più bello di Milano e la prima pietra fu posta nel 1558. Un profeta, non meglio specificato, lanciò una maledizione sulla costruzione: "Questa congerie di pietre, innalzata con il frutto di tante rapine, o cadrà in rovina, o sarà rubata da un altro ladrone, o brucerà". Le prime due profezie si avverarono: il palazzo cadde in rovina a causa della vita dispendiosa del Marino che perdette la fiducia del Governo e dei clienti; Poi durante la guerra di successione al trono spagnolo fu confiscato dagli Austriaci, che nel 1706 si aggiudicarono il dominio del Ducato di Milano. Ora divenuto sede della civica amministrazione, ospita gli uffici del Sindaco, del Vice Sindaco, della Presidenza del Consiglio, Segreteria Generale e Direzione Generale ... manca solo l’avverarsi del terzo anatema.

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Il Leone di San Babila
Una sera di cinque secoli fa poco dopo il tramonto, le truppe veneziane stavano avvicinandosi alle mura della città per sferrare un attacco quando udirono un rumore simile al rullo di un tamburo. Temendo di essere stati scoperti, sospesero l'offensiva e inviarono una pattuglia in avanscoperta. Il rumore che avevano sentito era provocato da un panettiere intento a setacciare la farina, che accortosi della loro presenza, corse a dare l'allarme. I milanesi riuscirono a respingere l'attacco e i veneziani in fuga abbandonarono sul campo le loro insegne, gli stemmi, e un grosso leone in pietra, (simile a quelli di Piazza San Marco). La scultura fu dichiarata bottino di guerra e sistemata su una colonna posta in Piazza San Babila.

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I leoni posti nell'ingresso dell'università Bocconi
Gli studenti della Bocconi evitano di passare in mezzo ai leoni posti nell'atrio centrale d'ingresso della vecchia sede.  Si dice che, passarvi in mezzo porti sfortuna. 
Per non sapere ne leggere ne scrivere … c’è chi evita accuratamente di farlo. 😉


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