saluto


mercoledì 1 dicembre 2010

Giobbe Covatta


Era l'anno I avanti Cristo, una scura notte di pediluvio. In un'umile casa della Palestina si sentì una voce: "Ave Maria, sono Gabriele, sei tu la Vergine?". E la giovane donna rispose: "Ne', ma a te che te ne importa? Vieni qua vestito da tacchino con le ali e fai pure domande cretine!?". "Lo devo sapere...". "E chi sei, il medico della mutua, il ginecologo? No? E allora fatti i fatti tuoi!". Ma Gabriele insisteva: "Devi dirmelo, mi manda l'Altissimo!". "Chi, Pippo Baudo? E lo potevi dire subito che era per la televisione! Allora: non sono vergine, non mi vergogno a posare nuda e so anche ballare... Sono scritturata?". Gabriele era perplesso: "Ma... ma tu sei proprio Maria?". "No, sono Stefania, e allora? Chi è chesta Maria, una raccomandata? Ehi, torna qui, dove vai, guarda che so anche fare le imitazioni...". Era sempre l'anno I avanti Cristo, una scura notte di pediluvio, solo un po' più tardi. In un'altra umile casa della Palestina si senti' la stessa voce: "Ave Maria, sono Gabriele!". "Molto piacere, signor Gabbiano...". "Non sono un gabbiano, ma tu sei proprio Maria?". "Certo, signor Pellicano...". "Sei proprio Maria di Nazareth?". "No, sono Maria di Nocera Inferiore, fa lo stesso? Ehi, signor Fenicottero, dove scappa, non le piace Nocera?". Era sempre l'anno I avanti Cristo, una scura notte di pediluvio, solo molto più tardi In un'ennesima umile casa della Palestina si sentì la solita voce: "Questo è l'ultimo tentativo, poi me ne torno su e ci spedisco l'arcangelo Peppiniello a cercare questa benedetta Maria!". E in quella arrivò una giovane donna: "Ave, sono Maria, la vergine di Nazareth, posso esserti utile?". "Ave Maria, che piacere trovarti... Sono venuto per fare l'annuncio". "E chi sei, Nicoletta Orsomanno? E da quando le annunciatrici le vestono da galli cedroni con le alucce?". "Ne’ Mari, non ti ci mettere pure tu! Sono venuto a dirti che rimarrai incinta". "Ma non fare il cretino! Ti presenti vestito da pappagallo e fai pure lo spiritoso!". "Maria, non sono vestito da pappagallo, io sono un angelo! Io vengo per darti la luce...". "Ah, e lo potevi dire subito che sei dell'Enel, sono due mesi che qua è zompato tutto. Il contatore sta di là...". Ci volle la mano di Dio per convincere la Madonna, la quale quella notte rimase incinta, come aveva annunciato l'arcangelo Gabriele. E ci volle ancora di più per convincere Giuseppe, che dopo molte discussioni familiari accettò di buon grado di diventare il papà di Gesù'. E da quel giorno egli iniziò a sorridere, e la gente lo guardava e diceva: "Egli è stato toccato dalla grazia del Signore". Passati che furono nove mesi la Madonna partorì in una stalla, tra un bue e un asinello. E tale tradizione si è conservata attraverso gli anni, e ancora oggi le donne assistite dalla Saub partoriscono in stalle, circondate da asini e ogni altro genere di animali.  E fu così che nacque Gesù', detto il Salvatore, per gli amici Basa'. E amici, parenti e curiosi si recarono nella stalla a portare doni; pastori con gli agnelli sulle spalle, zampognari, bambini e giovinette attraversarono ruscelli di carta argentata e colline di cartapesta per vedere Gesù' Bambino. Giuseppe accoglieva tutti sorridendo e la gente diceva: "Egli è stato toccato dalla grazia del Signore". Ed ecco che bussarono alla porta della stalla. "Chi è?" chiese Giuseppe. "Magi".  

Giobbe Covatta

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