saluto


mercoledì 1 dicembre 2010

L'uccelletto



L'uccelletto
Era d'Agosto e il povero uccelletto ferito dallo sparo di un moschetto
 andò, per riparare l'ala offesa, a finire all'interno di una chiesa.
Dalla tendina del confessionale il parroco intravvide l'animale
mentre i fedeli stavano a sedere citando sommessi le preghiere.
Una donna che vide l'uccelletto lo prese e se lo mise dentro il petto.
Ad un tratto si sentì un pigolio: cio cio, cip cip cio.
Qualcuno rise a 'sto cantar d'uccelli e il parroco, seccato, urlò:
 "Fratelli! Chi ha l'uccello mi faccia il favore di lasciare la casa del Signore!"
I maschi, un po’ sorpresi a tal parole, lenti e perplessi alzarono le suole,
ma il parroco lasciò il confessionale:
 "Fermi - disse - mi sono espresso male!
Tornate indietro e statemi a sentire, solo chi ha preso l'uccello deve uscire!".
A testa bassa e la corona in mano, le donne tutte uscirono pian piano.
Ma mentre andavan fuori gridò il prete: "Ma dove andate, stolte che voi siete!
Restate qui, che ognuno ascolti e sieda, io mi rivolgo a chi l'ha preso in chiesa!”.
Ubbidienti in quello stesso istante le monache si alzaron tutte quante con il volto invaso dal rossore lasciarono la casa del Signore.
"Per tutti i Santi - gridò il prete - sorelle rientrate e state quiete.
Convien finire, fratelli peccatori, l'equivoco e la serie degli errori:
esca solo chi è così villano da stare in chiesa con l'uccello in mano!"
Ben celata in un angolo appartato, una ragazza col suo fidanzato,
In una cappelletta laterale, ci mancò poco si sentisse male:
 "Che ti dicevo e con il volto di un pallore smorto disse? Se n'è accorto!"

Trilussa


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